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Baroni 85 al Gratosoglio, inaugurata La Stanza: un nuovo spazio per i giovani e la cultura

  • Novembre 2, 2026
  • 10 min read
Baroni 85 al Gratosoglio, inaugurata La Stanza: un nuovo spazio per i giovani e la cultura

Il 28 ottobre 2026 il quartiere Gratosoglio di Milano ha inaugurato un nuovo spazio dedicato alle attività culturali, alla creatività e alla partecipazione giovanile. Si chiama La Stanza ed è la sala multifunzionale realizzata all’interno di Baroni 85, il centro comunitario aperto dal Comune di Milano nel 2023 in via Costantino Baroni. L’intervento, progettato dalla società internazionale di architettura e design Il Prisma, amplia le possibilità di utilizzo della struttura e mette a disposizione dei ragazzi un ambiente che può cambiare configurazione secondo le attività programmate.

La presentazione pubblica si è svolta nel pomeriggio di mercoledì 28 ottobre, mentre il Comune ha diffuso il comunicato ufficiale il giorno successivo. La nuova sala potrà accogliere laboratori, workshop, spettacoli, incontri pubblici e iniziative aperte agli abitanti. L’obiettivo è rafforzare il rapporto tra il centro giovanile e il quartiere, utilizzando gli spazi condivisi per favorire occasioni di incontro e partecipazione.

L’apertura rappresenta un ulteriore sviluppo del progetto Baroni 85 al Gratosoglio, che negli ultimi tre anni ha coinvolto oltre 1.200 giovani attraverso attività educative, formative e di aggregazione. Una struttura nata dal recupero di un edificio scolastico e diventata progressivamente sede di diversi interventi rivolti agli adolescenti e ai giovani adulti della periferia sud di Milano.

La Stanza, un ambiente progettato per attività differenti

La caratteristica principale della nuova sala è la flessibilità. Il progetto architettonico consente di modificare l’organizzazione degli ambienti secondo le esigenze delle persone e delle iniziative ospitate. Lo stesso spazio può quindi essere utilizzato per un laboratorio creativo, un’attività di gruppo, una performance artistica oppure un incontro pubblico.

La soluzione risponde a un’esigenza concreta dei centri giovanili: disporre di ambienti utilizzabili durante l’intera giornata, senza vincolarli a una sola funzione. Le attività educative richiedono spesso configurazioni differenti rispetto agli spettacoli o agli appuntamenti culturali. La possibilità di adattare la sala permette di alternare queste iniziative senza destinare permanentemente ogni ambiente a un utilizzo specifico.

Il progetto comprende anche interventi sulle superfici interne. Secondo quanto documentato dal quotidiano Il Giorno durante i lavori, il soffitto è caratterizzato da elementi colorati e le pareti ospitano frasi ideate dai ragazzi del quartiere. La partecipazione dei giovani alla definizione di alcuni elementi espressivi introduce nello spazio riferimenti riconoscibili per le persone che lo frequentano.

La riqualificazione di Baroni 85 al Gratosoglio interessa anche l’immagine esterna dell’edificio. Sulla copertura è stata installata un’opera luminosa realizzata dal collettivo Specific, laboratorio interdisciplinare che lavora tra progettazione e produzione artistica. L’installazione riprende il triangolo, uno degli elementi identitari del centro, reinterpretandolo attraverso il linguaggio dell’arte urbana contemporanea.

L’opera rende la struttura maggiormente riconoscibile anche dall’esterno. È un intervento significativo per un centro che intende aprirsi al territorio, perché ne rafforza la visibilità nello spazio pubblico e contribuisce a renderne identificabile la presenza nel quartiere.

Il progetto di Il Prisma e la ricerca Far Fiorire le Comunità

La realizzazione della sala rientra in Far Fiorire le Comunità, il percorso di ricerca sviluppato da Il Prisma per approfondire il rapporto tra architettura, cultura, arte e rigenerazione sociale.

L’iniziativa prende in esame esperienze nelle quali la trasformazione degli spazi ha contribuito alla nascita di nuove attività e forme di partecipazione. Tra i casi studiati figurano Farm Cultural Park a Favara, in Sicilia, l’ex area cantieristica NDSM di Amsterdam e il Rione Sanità di Napoli. Sono realtà differenti per dimensioni, storia e caratteristiche urbane, accomunate dall’utilizzo di iniziative culturali e creative come strumenti di riattivazione territoriale.

Nel corso del 2026, Il Prisma ha approfondito questi temi anche attraverso incontri organizzati a Milano e Roma, coinvolgendo protagonisti delle esperienze analizzate e organizzazioni impegnate nella rigenerazione sociale, tra cui Fondazione CON IL SUD.

L’intervento al Gratosoglio costituisce la prima applicazione concreta del percorso di ricerca. Qui il lavoro architettonico si confronta con una struttura già frequentata da ragazzi, educatori e associazioni, anziché partire dalla progettazione di un centro completamente nuovo.

La distinzione è rilevante. L’attività di Baroni 85 precede infatti l’arrivo di La Stanza e possiede già una propria organizzazione educativa e sociale. La riqualificazione amplia le possibilità di utilizzo degli ambienti e cerca di valorizzare le relazioni costruite negli anni.

Il progetto è stato accompagnato anche dall’iniziativa di comunicazione Grato B, dedicata a raccontare le attività e le energie presenti nel quartiere. In occasione dell’inaugurazione, la presentazione dei nuovi spazi e dell’installazione artistica è stata affiancata da momenti musicali che hanno coinvolto i rapper Ensi e Nerone insieme a giovani del territorio.

L’attenzione alla dimensione culturale risponde alla volontà di rendere Baroni 85 un luogo riconoscibile anche oltre la rete di persone che già lo frequentano. Il nuovo ambiente permette di organizzare iniziative rivolte a un pubblico più ampio, mantenendo la centralità delle attività giovanili.

Oltre 1.200 giovani coinvolti dal 2023

Il valore dell’intervento emerge con maggiore chiarezza osservando le attività già sviluppate dal centro. Baroni 85 al Gratosoglio opera attraverso una squadra multidisciplinare composta da 25 professionisti, tra educatori, animatori sociali, psicologi e artisti.

Il dato è riportato dal Comune di Milano nel comunicato del 29 ottobre, insieme al numero di oltre 1.200 giovani intercettati nell’arco di tre anni. Si tratta dei risultati dichiarati dall’amministrazione per l’attività complessiva dell’hub, non di persone coinvolte esclusivamente nella nuova sala.

Il termine intercettati indica l’ampiezza del contatto stabilito con la popolazione giovanile, ma non consente da solo di determinare quanti ragazzi abbiano frequentato continuativamente il centro, completato un percorso educativo o usufruito di uno specifico servizio. Per valutare questi aspetti servirebbero dati disaggregati sulla partecipazione e sugli esiti delle attività.

L’offerta comprende doposcuola, spazi studio, laboratori musicali, attività artistiche e sportive, iniziative culturali, sostegno psicologico e orientamento scolastico e professionale.

La compresenza di servizi differenti favorisce l’accesso anche da parte di ragazzi che inizialmente non cercano un sostegno educativo strutturato. Un adolescente può avvicinarsi al centro per studiare o partecipare a un laboratorio musicale e successivamente conoscere altre opportunità, comprese quelle legate all’orientamento lavorativo o al supporto psicologico.

L’hub ospita inoltre una delle basi operative dell’Educativa di Strada del Comune di Milano. L’équipe incontra quotidianamente i giovani negli spazi pubblici del Municipio 5, sviluppando un’attività che permette di stabilire contatti anche con persone che non frequentano spontaneamente i servizi presenti nella struttura.

Il funzionamento del centro si basa sulla collaborazione tra l’amministrazione comunale e sette partner del Terzo Settore, che coinvolgono a loro volta associazioni e organizzazioni locali. La rete permette di integrare competenze educative, sociali e culturali, mantenendo un collegamento con le necessità del territorio.

Da ex scuola a centro comunitario: il percorso di Baroni 85

La trasformazione dell’immobile ha radici precedenti all’inaugurazione di La Stanza. Nel dicembre 2022 il Comune di Milano aveva definito l’obiettivo di recuperare gli spazi dell’ex struttura scolastica di via Baroni 85, destinandoli alla partecipazione giovanile e alla sperimentazione di nuove attività educative.

Le prime iniziative sono state avviate nel 2023, anche attraverso risorse pubbliche dedicate all’infanzia e all’adolescenza e finanziamenti regionali.

La documentazione comunale del 2025 descrive un edificio sviluppato su un unico piano, con una superficie di circa 1.500 metri quadrati e un giardino circostante di circa 1.000 metri quadrati. Dimensioni che consentono di ospitare contemporaneamente attività di natura differente e di utilizzare anche gli spazi esterni.

Una parte importante del percorso riguarda il programma DesTEENazione – Desideri in azione, promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e sostenuto attraverso il Programma nazionale Inclusione e lotta alla povertà 2021-2027, con risorse europee.

Il progetto è rivolto a ragazze e ragazzi dagli 11 ai 21 anni e comprende esperienze di partecipazione sociale, aggregazione libera, sostegno allo studio, orientamento scolastico e professionale, supporto psicologico e percorsi di inclusione.

Il programma DesTEENazione ha quindi un proprio ambito di intervento, distinto dall’insieme delle attività dell’hub, che coinvolge anche giovani di altre fasce d’età. La sede indicata dal Comune per il servizio è in via Costantino Baroni 85, con apertura dal lunedì al venerdì dalle 11 alle 19.

L’attivazione di questi servizi mostra come il recupero edilizio sia stato accompagnato da una progressiva organizzazione delle attività. La nuova sala si aggiunge a un sistema già operativo, invece di rappresentare l’unico elemento di trasformazione della struttura.

InGrato, i ragazzi diventano organizzatori delle attività

Tra gli sviluppi più recenti di Baroni 85 al Gratosoglio rientra la nascita dell’associazione InGrato, costituita su iniziativa di alcuni giovani tra i 20 e i 25 anni.

L’associazione nasce da un’esperienza di partecipazione sviluppata nel territorio e si prepara ad assumere un ruolo diretto nell’organizzazione della programmazione culturale del centro. Secondo il Comune, nei prossimi mesi InGrato promuoverà e gestirà un calendario di iniziative aperte al quartiere.

La prospettiva introduce un passaggio significativo nell’organizzazione dell’hub. I giovani che frequentano gli spazi possono contribuire alla definizione delle attività, partecipando alle scelte culturali e alla loro realizzazione.

La documentazione comunale dedicata alle esperienze di rigenerazione urbana descrive InGrato anche come un collettivo interessato alla narrazione del territorio attraverso attività artistiche, fotografia e iniziative legate all’imprenditorialità giovanile.

La possibilità di utilizzare La Stanza per incontri, performance e progetti condivisi offre all’associazione un ambiente adatto a sviluppare questa programmazione. Il risultato dovrà però essere valutato sulla base delle iniziative effettivamente realizzate, della continuità organizzativa e della partecipazione degli abitanti.

La gestione diretta di attività culturali comporta infatti responsabilità differenti dalla semplice frequentazione di un centro. Richiede capacità di progettazione, coordinamento, comunicazione e collaborazione con gli altri soggetti presenti nella struttura.

Proprio queste esperienze possono contribuire alla crescita delle competenze organizzative dei partecipanti, offrendo occasioni pratiche di responsabilizzazione e lavoro collettivo.

Il ruolo degli spazi condivisi nella rigenerazione del Gratosoglio

L’intervento su La Stanza si inserisce in una questione più ampia che riguarda la disponibilità di luoghi accessibili agli adolescenti e ai giovani nei quartieri periferici.

La presenza di un edificio pubblico riqualificato non garantisce automaticamente la partecipazione della comunità. Servono attività continuative, personale qualificato, relazioni con le associazioni e la capacità di raggiungere anche le persone che rimangono lontane dai servizi tradizionali.

L’esperienza di Baroni 85 al Gratosoglio consente di osservare alcuni di questi elementi nello stesso luogo. L’hub ospita attività educative e ricreative, dispone di un’équipe professionale e mantiene un collegamento con il territorio attraverso l’Educativa di Strada e la rete del Terzo Settore.

La nuova sala amplia questa struttura organizzativa rendendo possibili appuntamenti pubblici e occasioni culturali che possono coinvolgere anche residenti non direttamente interessati ai servizi giovanili.

Dal punto di vista della rigenerazione urbana, la disponibilità di spazi utilizzabili da gruppi differenti può favorire l’incontro tra persone, associazioni e generazioni. Questo effetto dipende però dalla continuità delle iniziative e dalle modalità con cui gli ambienti vengono gestiti.

Un centro frequentato regolarmente può contribuire a migliorare l’accesso alle opportunità educative e culturali, mentre l’apertura al quartiere permette di costruire relazioni tra le organizzazioni già attive e nuovi partecipanti. Sono risultati che richiedono tempo e che non possono essere dedotti dalla sola inaugurazione di un ambiente.

La stessa amministrazione comunale colloca l’intervento all’interno di una strategia che punta a rendere i giovani protagonisti della trasformazione degli spazi. L’assessora alle Politiche giovanili Martina Riva ha collegato il progetto alla necessità di creare luoghi nei quali ragazze e ragazzi possano incontrarsi, esprimere interessi personali e contribuire direttamente alle attività.

Per il Gratosoglio, il prossimo passaggio riguarderà soprattutto l’utilizzo quotidiano di La Stanza. La disponibilità di un ambiente riconfigurabile, il lavoro dei 25 operatori e la futura programmazione curata da InGrato costituiscono le condizioni organizzative dalle quali potrà svilupparsi una nuova fase di attività culturali.

Il calendario che l’associazione realizzerà nei prossimi mesi permetterà di osservare quanto il nuovo spazio riuscirà ad aprirsi agli abitanti e quale ruolo i giovani assumeranno nella gestione delle iniziative. È su questa continuità, più che sull’intervento architettonico in sé, che si misurerà la capacità di Baroni 85 di consolidare il proprio rapporto con il quartiere.

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