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Nuovo regolamento del verde a Milano: regole più severe per potature, abbattimenti e tutela della biodiversità

  • Ottobre 28, 2026
  • 10 min read
Nuovo regolamento del verde a Milano: regole più severe per potature, abbattimenti e tutela della biodiversità

Il Comune di Milano prepara una revisione delle regole per la gestione degli alberi, la manutenzione dei giardini e la protezione delle aree verdi durante i lavori edilizi. Il 27 ottobre 2026, durante una commissione consiliare, l’assessora all’Ambiente e Verde Elena Grandi ha illustrato le modifiche al Regolamento d’uso e tutela del verde pubblico e privato, già approvate dalla Giunta e destinate all’esame del Consiglio comunale nelle prossime settimane.

La proposta interviene su diversi aspetti della gestione del patrimonio vegetale cittadino, introducendo maggiori obblighi documentali per potature e abbattimenti, criteri più articolati per la sostituzione degli alberi e nuove disposizioni per salvaguardare le radici in prossimità di cantieri e strutture commerciali.

Le modifiche non sono ancora entrate in vigore. Il regolamento del verde a Milano continua a essere disciplinato dal testo approvato nel dicembre 2017 e successivamente modificato nel gennaio 2021. L’approvazione della Giunta rappresenta quindi un passaggio dell’iter amministrativo, che dovrà proseguire attraverso la discussione e la deliberazione del Consiglio comunale.

Potature più controllate e nuove responsabilità nella manutenzione degli alberi

Uno degli interventi più significativi riguarda le potature, operazioni che incidono direttamente sulla salute degli alberi e sulla loro capacità di mantenere una struttura stabile nel tempo.

La revisione del regolamento del verde a Milano prevede una documentazione più dettagliata delle ragioni che rendono necessario ciascun intervento. Secondo quanto comunicato dall’amministrazione, dovrà essere predisposta un’adeguata relazione tecnica che motivi la potatura, accompagnata da una dichiarazione sull’assenza di nidi o tane di animali selvatici.

È prevista inoltre una verifica documentale successiva ai lavori, attraverso la quale attestare che la potatura sia stata eseguita correttamente e nel rispetto delle prescrizioni applicabili.

La differenza rispetto all’attuale impostazione riguarda soprattutto la tracciabilità degli interventi. La disciplina vigente già regolamenta le potature e prevede procedure autorizzative per determinate operazioni, comprese quelle straordinarie. La proposta punta però a rafforzare la motivazione tecnica e il controllo sull’esecuzione, evitando che interventi potenzialmente dannosi siano effettuati senza un’adeguata giustificazione.

La tutela della fauna introduce un ulteriore elemento di valutazione. Cavità, ramificazioni e chiome possono ospitare uccelli e altri animali, soprattutto durante particolari periodi dell’anno. La richiesta di verificare l’assenza di nidi e tane mira a integrare le esigenze di manutenzione con la conservazione degli habitat presenti negli spazi urbani.

Resta da verificare, attraverso il testo definitivo, come saranno articolati gli obblighi documentali rispetto alle diverse tipologie di potatura e alle situazioni che richiedono interventi urgenti.

Abbattimento degli alberi: autorizzazioni e compensazioni ambientali

Le modifiche prospettate incidono anche sulle procedure di abbattimento, interessando sia il patrimonio arboreo pubblico sia quello privato.

La proposta stabilisce che, salvo l’eccezione prevista per gli alberi classificati in classe D, considerati a rischio di schianto, gli abbattimenti debbano essere effettuati durante il periodo di riposo vegetativo e autorizzati dagli uffici comunali. L’obbligo riguarderà anche gli alberi cresciuti spontaneamente.

Un cambiamento rilevante è l’eliminazione della procedura semplificata che, per determinate categorie, consentiva di presentare una relazione sottoscritta dal solo richiedente. Con le nuove disposizioni, la documentazione dovrà essere firmata da un professionista qualificato, come un dottore agronomo o forestale, un perito agrario, un agrotecnico oppure un professionista equipollente.

L’intento è rendere più rigorosa la valutazione delle condizioni della pianta e delle motivazioni che giustificano la sua rimozione. Per i proprietari privati, qualora le modifiche vengano approvate, questo comporterà una maggiore necessità di ricorrere a competenze tecniche nella preparazione delle richieste.

Cambierebbero anche i criteri di compensazione degli abbattimenti. La proposta non considera esclusivamente la specie dell’albero rimosso, ma introduce una valutazione del suo valore ecosistemico, tenendo conto delle funzioni ambientali svolte dalla pianta.

Un albero adulto, infatti, può contribuire all’ombreggiamento, all’intercettazione delle precipitazioni, alla regolazione del microclima e alla disponibilità di habitat per diverse specie animali. La sua sostituzione con una nuova piantumazione non garantisce necessariamente un recupero immediato delle stesse funzioni.

Il Comune intende inoltre superare il vincolo che limita le compensazioni alle specie autoctone, privilegiando interventi effettuati nella stessa area in cui è avvenuto l’abbattimento. Quest’ultima indicazione assume particolare importanza nei quartieri densamente edificati, dove la perdita di un albero può incidere direttamente sulla disponibilità di ombra e sulla qualità degli spazi pubblici.

Sfalcio ridotto e prati fioriti entrano nella proposta di regolamento

La gestione dei prati rappresenta uno degli ambiti nei quali Milano ha già sperimentato modalità di manutenzione differenti dal taglio frequente dell’erba.

Nel maggio 2026 il Comune ha indicato 54 aree pubbliche interessate dallo sfalcio ridotto, per una superficie complessiva di circa 1,3 milioni di metri quadrati. La sperimentazione, avviata negli anni precedenti, ha riguardato porzioni delimitate del verde cittadino e non la generalità dei parchi e dei giardini.

Il principio consiste nel diminuire la frequenza dei tagli per consentire alle specie erbacee di completare il ciclo vegetativo, fiorire e produrre semi. La maggiore varietà della vegetazione può favorire insetti impollinatori e piccoli animali, contribuendo alla conservazione della biodiversità urbana.

Il nuovo regolamento del verde a Milano propone di riconoscere stabilmente questa modalità di gestione, insieme alla presenza dei prati fioriti. La novità consiste quindi nell’inserire espressamente nella disciplina comunale una pratica già sperimentata, anziché introdurre per la prima volta lo sfalcio ridotto.

Le modifiche prevedono inoltre il divieto di accesso agli animali sui prati fioriti, per evitarne il danneggiamento e consentire il corretto sviluppo della vegetazione.

La scelta richiede una gestione differenziata degli spazi. Un prato destinato alla conservazione della biodiversità presenta esigenze diverse rispetto a un’area utilizzata per il gioco, il riposo o il passaggio delle persone. Rimangono necessari interventi programmati, controlli sulle specie infestanti e manutenzioni compatibili con le caratteristiche delle singole superfici.

L’amministrazione aveva già precisato, durante la sperimentazione, che lo sfalcio ridotto non equivale all’abbandono della manutenzione. Nelle aree interessate sono previsti tagli selettivi e controlli, anche per contenere la diffusione dell’ambrosia.

Cantieri e strutture commerciali: maggiore protezione per le radici

La salvaguardia degli alberi durante i lavori di trasformazione urbana costituisce un’altra parte rilevante delle modifiche.

Il regolamento vigente contiene già prescrizioni per proteggere le alberature nelle aree interessate dai cantieri. Le modifiche approvate nel gennaio 2021 avevano introdotto, tra l’altro, i concetti di area permeabile e area di rispetto, distinguendo la superficie di terreno necessaria agli scambi idrici e gassosi dallo spazio nel quale possono svilupparsi le radici.

La nuova proposta interviene ulteriormente sulla protezione dei filari e sulle possibili interferenze causate da manufatti e attività presenti nelle immediate vicinanze.

Sarebbe vietato collocare dehors, chioschi, impianti pubblicitari e altre strutture a distanze tali da compromettere le radici, il fusto o la chioma degli alberi.

La questione riguarda soprattutto gli spazi pubblici nei quali convivono alberature, pavimentazioni, sottoservizi e attività commerciali. Le radici possono estendersi ben oltre la proiezione della chioma e subire danni a causa di scavi, compattazione del terreno o modifiche delle condizioni di permeabilità.

Un danneggiamento radicale può compromettere l’assorbimento dell’acqua, ridurre la vitalità della pianta e, nei casi più gravi, incidere sulla sua stabilità. Gli effetti non sono necessariamente immediati e possono manifestarsi anche a distanza di tempo dall’intervento.

Il regolamento del verde a Milano prevede inoltre, nella versione proposta, restrizioni per le attività commerciali situate vicino ad aiuole, aree verdi e parterre alberati. Sarà vietato sversare sostanze potenzialmente dannose per gli apparati radicali di alberi, cespugli e siepi.

La disposizione interessa la protezione del terreno e delle condizioni necessarie alla sopravvivenza della vegetazione, estendendo l’attenzione alle attività quotidiane che possono provocare forme di contaminazione localizzata.

Nuove piantumazioni e superfici drenanti per adattarsi al clima

La revisione non riguarda esclusivamente la conservazione degli alberi esistenti. Il Comune intende aggiornare anche i criteri utilizzati nella progettazione delle nuove aree verdi e nella riqualificazione dei filari.

La scelta delle specie arboree dovrà considerare la resistenza alle condizioni climatiche future, con particolare attenzione alle temperature elevate e alle sollecitazioni ambientali che interessano il contesto urbano.

L’adattamento richiede una valutazione delle caratteristiche delle singole piante, delle condizioni del terreno e dello spazio disponibile per lo sviluppo delle radici. La selezione delle specie non può quindi essere separata dalla progettazione delle superfici circostanti e dalla disponibilità di acqua.

Nelle nuove riqualificazioni delle aree pubbliche, la proposta introduce l’obbligo di verificare la possibilità di realizzare ulteriori superfici depavimentate, verdi o drenanti.

La depavimentazione consiste nella rimozione di superfici impermeabili per restituire al terreno, quando tecnicamente possibile, una maggiore capacità di assorbire l’acqua piovana. Può contribuire a migliorare le condizioni di crescita delle piante e a ridurre il deflusso superficiale durante le precipitazioni.

La formulazione illustrata dall’amministrazione prevede una verifica della fattibilità, non un obbligo generalizzato di rimuovere le pavimentazioni in ogni intervento. Le possibilità concrete dipenderanno dalle caratteristiche delle aree, dalla presenza di infrastrutture sotterranee e dalle esigenze di accessibilità e utilizzo dello spazio pubblico.

Tra gli indirizzi annunciati compare anche una maggiore attenzione alla valorizzazione delle risorse idriche nella progettazione del verde, elemento particolarmente significativo per la sopravvivenza delle nuove alberature durante i periodi siccitosi.

Sanzioni per singolo albero e nuovi divieti negli spazi verdi

Il pacchetto di modifiche comprende un aggiornamento dell’apparato sanzionatorio, con l’obiettivo di rendere più incisiva l’applicazione delle disposizioni.

Una delle precisazioni riguarda gli abbattimenti: la sanzione dovrà essere applicata per ciascun albero coinvolto, anziché considerare unitariamente l’intervento effettuato in una determinata area.

La distinzione può assumere particolare rilevanza quando l’irregolarità interessa più esemplari. Il principio proposto collega la violazione al numero delle piante coinvolte, rendendo distinta la valutazione delle singole rimozioni.

La proposta introduce inoltre il divieto di utilizzare coriandoli e palloncini realizzati con materiali non biodegradabili, come la plastica. La misura riguarda la dispersione di materiali negli spazi verdi e il rischio che i residui rimangano nel terreno o vengano ingeriti dalla fauna.

L’annuncio del Comune parla anche di sanzioni più severe, senza però fornire nel comunicato del 27 ottobre un quadro completo dei nuovi importi. Per una valutazione puntuale delle conseguenze economiche delle violazioni sarà quindi necessario fare riferimento al testo regolamentare approvato definitivamente e al relativo apparato sanzionatorio.

Il passaggio in Consiglio comunale e le disposizioni ancora vigenti

L’aggiornamento del regolamento del verde a Milano nasce da un lavoro di revisione che, secondo quanto illustrato dall’assessora Elena Grandi, ha coinvolto Municipi, Garanti del Verde, agronomi e università, tenendo conto delle segnalazioni ricevute negli anni e delle criticità emerse nella gestione del patrimonio vegetale.

Tra i riferimenti richiamati dall’amministrazione figurano gli effetti dei cambiamenti climatici e le politiche ambientali europee, compreso il quadro del ripristino della natura.

L’orientamento della proposta è quello di rafforzare la tutela degli alberi attraverso controlli tecnici, documentazione degli interventi e maggiore attenzione alle funzioni ambientali del verde urbano. La sua applicazione pratica dipenderà tuttavia dalla formulazione definitiva delle norme e dalle procedure amministrative che accompagneranno l’eventuale approvazione.

Il testo illustrato il 27 ottobre ha superato il passaggio in Giunta, ma deve ancora essere discusso dal Consiglio comunale. In quella sede potranno essere esaminate le singole disposizioni e apportate eventuali modifiche.

Fino all’entrata in vigore di un nuovo testo, cittadini, amministratori condominiali, imprese e professionisti devono continuare a fare riferimento al regolamento vigente e alle procedure comunali già operative per potature, abbattimenti e interventi sulle alberature.

La distinzione è particolarmente rilevante per le richieste di autorizzazione e per gli interventi già programmati. Le nuove prescrizioni annunciate, comprese quelle relative alla firma professionale delle relazioni e alle compensazioni ecosistemiche, non possono essere considerate automaticamente applicabili sulla sola base dell’approvazione della Giunta.

Il prossimo passaggio amministrativo sarà quindi la discussione consiliare, dalla quale dipenderanno il contenuto definitivo delle modifiche e le successive modalità di applicazione.

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