Festival dei beni confiscati a Milano, visite e incontri fino al 31 ottobre per scoprire gli spazi restituiti alla città
Sono 274 gli immobili confiscati alla criminalità organizzata e assegnati al Comune di Milano, per un valore complessivo superiore a 35 milioni di euro. Appartamenti, locali commerciali, magazzini e altri spazi che, dopo essere stati sottratti alla disponibilità delle organizzazioni criminali, possono diventare sedi associative, servizi sociali, abitazioni pubbliche e luoghi di aggregazione. Alcuni di questi immobili aprono le porte in occasione della tredicesima edizione del Festival dei beni confiscati a Milano, in programma dal 26 al 31 ottobre 2026.
La manifestazione, organizzata dall’Amministrazione comunale, comprende 11 appuntamenti e otto tour dedicati alla conoscenza degli immobili recuperati. Il calendario alterna incontri pubblici, iniziative educative e visite nei luoghi affidati agli enti del Terzo Settore. Una parte significativa delle attività coinvolge le scuole, con percorsi pensati per spiegare agli studenti come operano le organizzazioni mafiose e quale funzione possano assumere i patrimoni confiscati.
Il Festival arriva mentre cresce il numero degli immobili trasferiti al Comune. Secondo i dati diffusi dall’Amministrazione il 27 ottobre, nel 2011 le unità assegnate erano 147, salite a 189 nel 2016 e arrivate oggi a 274. L’incremento rispetto a quindici anni fa supera l’86%, con sei nuove acquisizioni registrate nel corso del 2026.
Dietro questi numeri si trova una questione concreta: individuare una destinazione utile per ogni immobile, renderlo utilizzabile quando sono necessari interventi di recupero e affidarne la gestione a soggetti capaci di sviluppare attività continuative.
Gli appuntamenti dal 29 al 31 ottobre tra incontri pubblici e nuove aperture
La parte conclusiva del Festival dei beni confiscati a Milano concentra diversi appuntamenti dedicati alle esperienze associative e ai bisogni sociali della città.
Giovedì 29 ottobre prosegue il percorso di visite denominato Scopri il bene, realizzato in collaborazione con Libera. Gli studenti coinvolti possono conoscere tre realtà attive negli immobili confiscati: Casa Chiaravalle, in via Sant’Arialdo 69, Lo Scrigno, in via Curtatone 12, e la cooperativa Zero5, in via Momigliano.
La giornata prevede inoltre un’iniziativa rivolta al quartiere in largo Fratelli Cervi 1, dove l’associazione Abarakà Nandreee ODV presenta le proprie attività attraverso un momento conviviale.
Alle 20.30, a Garbagnate Milanese, la Bottega del Grillo ospita l’incontro Nati per fare bene. Una riflessione sul Terzo settore e un’opportunità concreta chiamata beni confiscati. La discussione affronta il rapporto tra associazionismo, istituzioni e gestione sociale del patrimonio sottratto alla criminalità. Tra i partecipanti annunciati figurano Tatiana Giannone, responsabile nazionale del settore beni confiscati di Libera, Sergio Silvotti del Forum del Terzo Settore Lombardia e Simona Ronchi dell’Agenzia nazionale competente per i beni confiscati.
Venerdì 30 ottobre l’attenzione si sposta sul problema abitativo milanese. Alle 18.30, in viale Pasubio 14, è previsto l’incontro Fuori sede, dentro i diritti. Abitare e studiare nella città che cambia. Il dibattito riguarda le difficoltà incontrate dagli studenti e dai giovani che cercano una sistemazione in città, collegando il diritto allo studio all’accessibilità economica delle abitazioni.
Intervengono rappresentanti di Libera, del Social Forum dell’Abitare, di LatoB e dello SPI CGIL Lombardia. A moderare la discussione è Gabriele Ambrosio del coordinamento milanese di Libera.
La manifestazione terminerà sabato 31 ottobre con due iniziative in immobili restituiti alla collettività.
In via Carlo Imbonati, lo spazio assegnato a Medicina Democratica ETS presenterà le proprie attività al quartiere dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 17.
Alle 11, in via Paisiello 5, è invece prevista l’inaugurazione di Heimi House, un nuovo spazio dedicato alla promozione della salute e alla prevenzione.
Il progetto è gestito da Heimi APS, realtà impegnata dal 2021 nella divulgazione sanitaria attraverso i canali social. La nuova sede ospiterà iniziative sugli stili di vita, incontri con associazioni del territorio e attività informative su screening, vaccinazioni, servizi sociali e strutture sanitarie. Gli ambienti saranno utilizzati anche per la realizzazione di video, podcast e dirette con il coinvolgimento del pubblico.
È un esempio di come un immobile confiscato possa essere destinato ad attività informative e di prossimità, con una funzione che si sviluppa anche dopo l’inaugurazione.
Le visite guidate e il coinvolgimento delle scuole
Uno degli elementi centrali del Festival dei beni confiscati a Milano è il contatto diretto tra studenti, volontari e organizzazioni che utilizzano gli immobili recuperati.
Il programma è iniziato lunedì 26 ottobre al Teatro Leonardo di via Ampère 1 con l’incontro Restituire alla comunità. Costituzione, diritti e giustizia sociale. Davanti agli studenti di nove istituti di Milano e provincia sono intervenuti l’assessore comunale al Welfare e Salute Lamberto Bertolé, l’arcivescovo di Palermo Corrado Lorefice, la docente universitaria Alessandra Sciurba e il giornalista Nuccio Vara.
Il percorso educativo è proseguito con Scopri il bene, iniziativa che Libera realizza in collaborazione con il Comune. Il 27 ottobre gli studenti hanno visitato Lo Scrigno, mentre il 28 ottobre il programma ha coinvolto anche Bell Nett, Casa Chiaravalle e Il Balzo.
Le visite consentono di conoscere la storia degli immobili e le attività organizzate dagli enti gestori. Il confronto con volontari e operatori permette di affrontare la legalità attraverso situazioni concrete: la gestione degli spazi, le responsabilità delle associazioni e i servizi destinati alla popolazione.
Un’ulteriore iniziativa coinvolge il MuPAL, Museo Permanente Antimafia e Legalità, ospitato nell’immobile confiscato di via Achille Fontanelli 9 e gestito dall’Associazione Peppino Impastato e Adriana Castelli.
Dal 26 al 29 ottobre le visite sono accompagnate dagli studenti del CIA Manzoni, coinvolti nel racconto del museo e dei suoi contenuti. Per giovedì 29 ottobre sono indicate due fasce orarie, dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 18. Le visite guidate sono gratuite.
Il coinvolgimento degli studenti come accompagnatori aggiunge una dimensione partecipativa: ragazzi e ragazze diventano parte attiva nella trasmissione della memoria delle vittime e nella conoscenza del contrasto alle organizzazioni criminali.
Nel programma trovano spazio anche laboratori differenziati per età. L’Associazione Vittime del Dovere ha organizzato il 27 ottobre, presso il Centro di sostegno e di promozione della cultura della legalità, il laboratorio artistico L’arte del bene comune, rivolto alle scuole primarie, e il Quiz della legalità, destinato agli studenti della scuola secondaria.
Non tutte le iniziative del Festival prevedono però un ingresso libero e indistinto. I tour di Scopri il bene sono organizzati principalmente per gruppi scolastici, mentre altri appuntamenti sono rivolti alla cittadinanza. La presenza di un evento nel calendario non garantisce automaticamente la possibilità di partecipare senza prenotazione.
Per le visite e per gli incontri ospitati in spazi di dimensioni limitate è quindi opportuno verificare attraverso il programma ufficiale del Comune o gli enti organizzatori eventuali modalità di iscrizione, disponibilità dei posti e condizioni di accesso.
Da Casa Chiaravalle a Lo Scrigno, i progetti ospitati negli immobili confiscati
La varietà delle attività emerge osservando gli indirizzi coinvolti nel programma.
Casa Chiaravalle, in via Sant’Arialdo 69, si trova nella zona meridionale di Milano ed è una delle esperienze di riutilizzo sociale presentate durante le visite. Il progetto Passpartout Casa Chiaravalle rappresenta un esempio di destinazione del patrimonio confiscato ad attività di carattere sociale e comunitario, in un’area della città distinta dai quartieri più centrali.
La struttura ha ospitato anche la presentazione della mostra 1, 10, 100… donne e uomini che…, prevista per mercoledì 28 ottobre. Il progetto espositivo è dedicato alle storie di persone che hanno esercitato responsabilità civile e contribuito alla tutela dei valori democratici.
Lo Scrigno, in via Curtatone 12, compare invece in più giornate del calendario. La scelta di ripetere le visite nella stessa sede permette a gruppi diversi di conoscere una delle esperienze associative inserite nella rete cittadina del riutilizzo sociale.
Un altro indirizzo coinvolto è largo Fratelli Cervi 1, dove il programma presenta l’esperienza di Bell Nett e le attività dell’associazione Abarakà Nandreee. La presenza di iniziative rivolte anche al quartiere mette in evidenza la funzione territoriale degli spazi recuperati: l’immobile può diventare una sede riconoscibile per le attività delle organizzazioni che vi operano.
Tra le tappe del 28 ottobre figura anche Il Balzo, in via Ceriani 14, mentre il 29 ottobre gli studenti visitano la realtà di Zero5 in via Momigliano.
Il quadro comprende progetti con caratteristiche differenti, dalle attività associative alla divulgazione sanitaria, fino ai percorsi educativi dedicati alla memoria delle mafie. Le sedi non sono tutte utilizzate nello stesso modo e rispondono a bisogni individuati attraverso specifiche progettualità.
Questa diversità è uno degli aspetti più significativi del riutilizzo sociale: la destinazione degli immobili dipende dalle caratteristiche degli spazi, dalle esigenze del territorio e dalla capacità degli enti affidatari di realizzare il programma presentato.
Come funziona il riutilizzo sociale dei patrimoni confiscati
Il sistema italiano di destinazione dei beni sottratti alla criminalità organizzata è disciplinato principalmente dal Codice antimafia, contenuto nel decreto legislativo 159 del 2011.
La confisca definitiva determina l’acquisizione del bene al patrimonio dello Stato. L’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, conosciuta come ANBSC, svolge un ruolo centrale nella gestione e nell’individuazione della destinazione finale.
Gli immobili possono rimanere allo Stato per attività istituzionali oppure essere trasferiti agli enti territoriali, in particolare ai Comuni, affinché vengano utilizzati per finalità pubbliche e sociali.
Una volta acquisito l’immobile, l’Amministrazione locale può scegliere di gestirlo direttamente oppure assegnarlo a un’organizzazione attraverso una procedura pubblica.
L’assegnazione gratuita non equivale al trasferimento della proprietà all’associazione beneficiaria. L’ente ottiene una concessione d’uso, regolata da condizioni e obblighi relativi all’attività da realizzare, alla durata dell’affidamento e alla corretta gestione dell’immobile.
Le proposte devono rispondere alle finalità previste dal bando. Possono riguardare attività di assistenza, educazione, inclusione sociale, cultura, volontariato e altri servizi compatibili con la disciplina vigente.
Il funzionamento del sistema dipende anche dalle condizioni materiali degli immobili. Alcuni richiedono interventi edilizi, adeguamenti impiantistici o lavori di manutenzione prima di poter accogliere un’attività. L’esistenza di una destinazione sociale approvata, quindi, non coincide necessariamente con l’immediata apertura al pubblico.
Il Comune di Milano ha pubblicato il 23 ottobre 2026 un nuovo avviso per l’assegnazione gratuita di immobili confiscati. La procedura riguarda 22 unità immobiliari e sei pertinenze, tra beni liberi e spazi con concessioni in scadenza.
Il bando prevede concessioni della durata di otto anni, con possibilità di un rinnovo, subordinato alle valutazioni dell’Amministrazione.
È inoltre previsto, alle condizioni stabilite dall’avviso, un contributo per interventi di adeguamento, messa in sicurezza e miglioramento degli immobili. Per gli interventi ordinariamente ammessi il contributo massimo è di 10.000 euro per immobile, entro il limite del 70% del costo complessivo, con alcune maggiorazioni previste per situazioni particolari.
La scadenza per la presentazione delle domande è fissata al 19 gennaio 2027 alle ore 12.
Milano conta 274 immobili confiscati: dove si trovano e come vengono utilizzati
I dati diffusi durante il Festival dei beni confiscati a Milano permettono di ricostruire la dimensione del patrimonio assegnato all’Amministrazione cittadina.
Delle 274 unità immobiliari, 146 sono abitazioni, 43 box, 30 locali commerciali, 13 magazzini e nove terreni. Le restanti unità appartengono ad altre tipologie immobiliari.
La distribuzione territoriale riguarda tutti i Municipi, ma presenta differenze significative. Il Municipio 9 registra 51 unità, seguito dal Municipio 3 con 44 e dal Municipio 2 con 42. Nel Municipio 5 si contano 34 unità, mentre il Municipio 6 ne ospita 27.
Seguono il Municipio 8 con 25 immobili, il Municipio 4 con 22, il Municipio 7 con 17 e il Municipio 1 con 12.
La presenza di immobili confiscati in tutte le aree amministrative della città conferma che il fenomeno delle infiltrazioni criminali non può essere associato esclusivamente a singole periferie o a determinate categorie di edifici.
Quanto all’utilizzo, 176 unità immobiliari risultano date in concessione, mentre 29 sono gestite direttamente dalla Direzione Welfare e Salute del Comune per servizi sociali.
Altri 17 immobili sono affidati alla gestione di MM per finalità di edilizia residenziale pubblica.
L’Amministrazione ha inoltre destinato 36 unità alla locazione, applicando la possibilità prevista dalla normativa di utilizzare economicamente alcuni spazi, soprattutto quelli di natura commerciale, con l’obbligo di reinvestire i proventi in finalità sociali.
È una modalità diversa dalla concessione gratuita a un’associazione, ma rientra nello stesso sistema di destinazione pubblica del patrimonio confiscato.
Il valore complessivo degli immobili, superiore a 35 milioni di euro, descrive la consistenza patrimoniale delle assegnazioni. Per valutare gli effetti del loro recupero occorre considerare anche il numero degli spazi effettivamente utilizzati, la continuità dei servizi ospitati e i costi necessari per mantenerli operativi.
Legalità e memoria, il rapporto tra le attività del Festival e la storia delle mafie
Le iniziative del Festival dei beni confiscati a Milano comprendono anche momenti dedicati alla conoscenza storica delle organizzazioni criminali e alle persone che si sono opposte al loro potere.
Mercoledì 28 ottobre, in via Carlo Imbonati 3, è stata prevista la presentazione del libro Mafia a Milano e in Lombardia, con l’autore Giampiero Rossi. L’incontro affronta una questione che riguarda direttamente il territorio lombardo: la presenza delle mafie nelle attività economiche e nella vita sociale di una delle aree più produttive del Paese.
Nella stessa giornata, in via Riva di Trento 1, il programma ha ospitato l’incontro Dalla memoria all’impegno, nel segno di Rita Atria.
La giovane testimone di giustizia siciliana morì nel 1992, a diciassette anni, pochi giorni dopo la strage di via D’Amelio nella quale vennero assassinati il giudice Paolo Borsellino e cinque agenti della sua scorta. Il suo percorso è diventato uno dei riferimenti dell’educazione antimafia rivolta alle nuove generazioni.
L’iniziativa milanese ha previsto il coinvolgimento di rappresentanti istituzionali e di Libera, insieme all’associazione ABIO.
Questi appuntamenti affiancano le visite agli immobili confiscati perché aiutano a ricostruire le ragioni storiche e giudiziarie che rendono possibile la loro restituzione alla collettività.
La conoscenza del passato e l’osservazione dei progetti attuali rappresentano due passaggi distinti dello stesso percorso educativo. Il primo permette di comprendere il funzionamento delle organizzazioni mafiose e il ruolo di chi le ha contrastate; il secondo mostra quale destinazione possa ricevere concretamente un bene sottratto al controllo criminale.
Il ruolo degli enti del Terzo Settore dopo la conclusione del Festival
La manifestazione termina il 31 ottobre, mentre le attività delle organizzazioni affidatarie proseguono secondo i rispettivi programmi.
Per gli enti che gestiscono gli immobili confiscati, la continuità dell’utilizzo rappresenta una responsabilità rilevante. La concessione richiede il rispetto delle finalità stabilite, la corretta amministrazione degli spazi e lo svolgimento delle attività previste.
Anche per il Comune la gestione non termina con l’affidamento. Occorre verificare l’attuazione dei progetti, affrontare eventuali problemi manutentivi e programmare nuove destinazioni quando una concessione arriva alla scadenza.
La disciplina nazionale prevede inoltre specifici obblighi di trasparenza. Gli enti territoriali destinatari devono pubblicare gli elenchi dei beni confiscati, indicando informazioni sulla loro consistenza, destinazione e utilizzazione. Quando gli immobili sono concessi a soggetti esterni, devono essere rese disponibili anche le informazioni relative agli affidatari e ai provvedimenti di concessione, nel rispetto delle esigenze di tutela e sicurezza previste dalla normativa.
Questa pubblicità consente di distinguere gli immobili già utilizzati da quelli ancora in attesa di assegnazione e di conoscere le attività autorizzate.
La tredicesima edizione del Festival dei beni confiscati a Milano offre così una possibilità di osservare direttamente una parte dei progetti attivati, mentre l’avviso comunale pubblicato a ottobre apre una nuova fase di assegnazioni.
La procedura rimarrà aperta fino al 19 gennaio 2027. Per le organizzazioni interessate sarà necessario presentare progetti coerenti con le destinazioni indicate nell’avviso e valutare le condizioni degli immobili, anche attraverso i sopralluoghi previsti dal Comune.
Il calendario delle prossime assegnazioni e l’avvio delle attività negli spazi ancora disponibili costituiranno i passaggi successivi per ampliare il patrimonio cittadino effettivamente destinato a servizi e iniziative sociali.














