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Bilancio del Comune di Milano, il rendiconto di fine mandato: oltre 4mila lavoratori in più e patrimonio a 12,2 miliardi

  • Novembre 5, 2026
  • 12 min read
Bilancio del Comune di Milano, il rendiconto di fine mandato: oltre 4mila lavoratori in più e patrimonio a 12,2 miliardi

Il Gruppo Comune di Milano ha chiuso il 2025 con 47.940 lavoratori e un patrimonio netto di 12,2 miliardi di euro. Rispetto al 2021, gli occupati sono aumentati di 4.079 unità, pari al 9,3%, mentre la consistenza patrimoniale è cresciuta di oltre 2 miliardi. Sono i principali risultati del bilancio consolidato 2025, approvato dal Consiglio comunale il 29 ottobre 2026 e presentato dall’amministrazione il giorno successivo.

I numeri descrivono un sistema economico che comprende Palazzo Marino, le società controllate e gli altri organismi inseriti nel perimetro contabile del gruppo. Una distinzione necessaria per interpretare correttamente i risultati: l’aumento di oltre quattromila lavoratori non corrisponde ad altrettante assunzioni negli uffici comunali, così come il patrimonio consolidato non rappresenta una somma interamente disponibile per finanziare nuove spese.

Il documento chiude la rendicontazione economico-patrimoniale del mandato amministrativo attraverso i risultati dell’esercizio 2025. Per comprendere quanto sia effettivamente cambiata la situazione finanziaria della città occorre distinguere i dati del Comune da quelli delle imprese partecipate, considerando anche i criteri con cui vengono aggregati i rispettivi bilanci.

Personale, da 43.861 a 47.940 lavoratori in quattro anni

L’incremento dell’occupazione costituisce uno degli elementi maggiormente evidenziati nel comunicato comunale del 30 ottobre. Il confronto riguarda due consistenze complessive: 43.861 lavoratori nel 2021 e 47.940 alla fine del 2025.

La differenza è di 4.079 unità. Il dato è significativo, ma la sua interpretazione richiede attenzione alla composizione del gruppo.

Tra le principali realtà considerate dall’amministrazione figurano ATM, con 11.356 dipendenti, A2A con 14.959, SEA con 2.783 e MM con 1.573. Si tratta di organizzazioni che operano in settori differenti, dal trasporto pubblico locale alla gestione aeroportuale, dai servizi energetici alle infrastrutture e alla gestione del patrimonio immobiliare pubblico.

Il comunicato attribuisce una parte della crescita dell’occupazione proprio all’aumento del personale di queste società, senza fornire una ripartizione completa dei 4.079 lavoratori aggiuntivi per singola organizzazione.

Non sarebbe quindi corretto attribuire l’intero incremento alle assunzioni effettuate direttamente dal Comune. Per misurare l’evoluzione dell’organico municipale occorre utilizzare le rilevazioni specifiche sul personale dell’ente, mantenendole separate dagli occupati delle imprese partecipate.

Anche il confronto fra società richiede alcune cautele. Un’impresa può ampliare il proprio personale attraverso nuove assunzioni, acquisizioni societarie oppure modifiche del perimetro aziendale. Questi fenomeni producono effetti differenti sull’occupazione e non possono essere considerati equivalenti.

La documentazione finanziaria di A2A relativa al 2025, ad esempio, registra variazioni del perimetro societario dovute ad acquisizioni e operazioni straordinarie. La consistenza complessiva degli addetti deve pertanto essere esaminata considerando anche l’evoluzione della struttura del gruppo industriale.

Il bilancio del Comune di Milano restituisce così un’indicazione sulla dimensione occupazionale dell’insieme pubblico e partecipato, mentre una valutazione puntuale delle politiche di reclutamento richiede dati ulteriormente disaggregati.

Patrimonio netto a 12,2 miliardi: quanto appartiene direttamente al Comune

Il secondo risultato riguarda la consistenza patrimoniale. Fra il 2021 e il 2025, il patrimonio netto consolidato è passato da meno di 10 miliardi a 12,2 miliardi di euro.

Il patrimonio netto rappresenta, in termini contabili, la differenza tra attività e passività. Comprende il valore delle risorse patrimoniali risultante dai criteri di valutazione adottati e tiene conto delle obbligazioni e delle altre poste passive iscritte nello stato patrimoniale.

Non coincide quindi con la liquidità presente nelle casse dell’amministrazione.

Dei 12,2 miliardi complessivi, 9,7 miliardi sono riferiti al patrimonio netto del Comune, cresciuto di circa 1,5 miliardi rispetto all’inizio del periodo considerato. L’incremento dichiarato è del 18%.

Questa componente assume particolare importanza perché consente di distinguere la consistenza patrimoniale dell’ente da quella delle società inserite nel consolidamento.

Il valore degli immobili, delle infrastrutture, delle partecipazioni e delle altre attività patrimoniali segue regole contabili specifiche. Un incremento del patrimonio netto può derivare da risultati economici positivi, investimenti capitalizzati, variazioni delle riserve o altre operazioni patrimoniali.

Non implica necessariamente un corrispondente aumento di denaro immediatamente utilizzabile.

Fra le società pubbliche, MM registra una crescita del patrimonio netto da 239 a 326 milioni di euro, con un incremento di 87 milioni, pari a circa il 36%.

Il dato riguarda un’azienda particolarmente rilevante per Milano, impegnata nella gestione di infrastrutture e servizi, compreso il patrimonio abitativo pubblico affidato alla società.

Nella presentazione del consolidato, l’assessore al Bilancio Emmanuel Conte ha collegato la crescita patrimoniale a investimenti quali la linea metropolitana M4, il rinnovo della flotta ATM, i nuovi padiglioni del mercato Foody e gli interventi sulle reti energetiche.

Ha inoltre richiamato i 520 alloggi popolari ristrutturati e rimessi a disposizione da MM nel 2025, un risultato che permette di collegare la rendicontazione patrimoniale a un’attività concreta sul territorio.

Il valore contabile delle infrastrutture, tuttavia, non misura da solo la loro efficienza, lo stato di manutenzione o la qualità dei servizi erogati.

Perché il bilancio consolidato è diverso dal rendiconto comunale

La distinzione fra bilancio dell’ente e bilancio consolidato è essenziale per leggere correttamente i risultati di fine mandato.

Il rendiconto della gestione del Comune riguarda direttamente l’amministrazione municipale. Documenta entrate, spese, risultato di amministrazione, situazione economica e consistenza patrimoniale dell’ente.

Il bilancio consolidato amplia invece l’osservazione agli organismi compresi nel relativo perimetro. La disciplina di riferimento è contenuta nel decreto legislativo 118 del 2011, che regola l’armonizzazione contabile degli enti territoriali e prevede specifici principi per la redazione dei conti consolidati.

La costruzione del documento non consiste nella semplice somma dei bilanci di tutte le società nelle quali il Comune possiede una partecipazione.

Occorre innanzitutto individuare il Gruppo Amministrazione Pubblica, comunemente indicato con la sigla GAP, e successivamente determinare quali organismi debbano entrare nel perimetro di consolidamento.

L’appartenenza al GAP e l’inclusione nel consolidato sono due condizioni distinte. Una società partecipata può essere considerata nel primo insieme senza necessariamente contribuire alle grandezze contabili consolidate nello stesso modo delle società controllate.

La normativa prevede criteri collegati al controllo, alla partecipazione, alla rilevanza economica e alle caratteristiche degli organismi interessati.

Anche il metodo di consolidamento incide sulla rappresentazione finale. Con il metodo integrale vengono incorporate le poste contabili dell’organismo controllato, evidenziando separatamente le eventuali quote di pertinenza di terzi. Con quello proporzionale, invece, le poste vengono considerate nella misura prevista dalla partecipazione.

Sono inoltre necessarie rettifiche per eliminare i rapporti economici e patrimoniali interni al gruppo. Senza queste operazioni, transazioni fra Comune e società controllate potrebbero essere conteggiate più volte.

ATM, A2A, SEA e MM: partecipazioni e criteri di consolidamento

La documentazione del bilancio consolidato 2024 permette di osservare concretamente l’applicazione di questi principi.

Nel perimetro di quell’esercizio, ATM e MM risultavano partecipate al 100% dal Comune e consolidate con metodo integrale. Anche SEA, con una partecipazione comunale indicata al 54,81%, era sottoposta a consolidamento integrale.

Per altri organismi il trattamento contabile risultava differente, in funzione delle quote detenute e delle disposizioni applicabili.

La posizione di A2A richiede particolare attenzione. La società energetica presenta una struttura proprietaria e industriale distinta da quella delle aziende interamente controllate dal Comune. È inoltre una realtà quotata, con attività e investimenti che si estendono ben oltre il territorio milanese.

La presenza dei dipendenti A2A nella rappresentazione occupazionale del Gruppo Comune di Milano non autorizza, da sola, a considerare tutte le attività dell’impresa patrimonio esclusivo del Comune.

Lo stesso principio vale per l’interpretazione dei risultati economici: la partecipazione azionaria, il rapporto di controllo e il metodo di consolidamento determinano quanto e come le grandezze delle singole società concorrano al bilancio complessivo.

Per confrontare correttamente il 2021 con il 2025 occorre inoltre verificare se gli organismi inclusi siano rimasti gli stessi e se siano intervenute modifiche nei criteri di rappresentazione.

Il confronto delle consistenze occupazionali pubblicato dall’amministrazione descrive una crescita del gruppo come rendicontato nei due esercizi. Non dimostra, senza ulteriori riconciliazioni, quanta parte dell’aumento derivi esclusivamente dalla crescita degli organici a perimetro societario invariato.

Risultato operativo e attività economica: i dati del 2025

Il consolidato contiene anche indicatori relativi alla gestione economica.

Il Gruppo Comune di Milano presenta un volume d’affari indicato dall’amministrazione in circa 21 miliardi di euro e un risultato operativo positivo di 388 milioni.

Il confronto temporale riportato nel comunicato riguarda, per questa voce, il 2022, quando il risultato operativo era stato di 210 milioni.

Si tratta dunque di una crescita di 178 milioni fra i due esercizi, ma non di un confronto diretto con il 2021 utilizzato per la misurazione del patrimonio e dell’occupazione.

Il risultato prima delle imposte raggiunge 630 milioni di euro, contro 292 milioni nel 2022.

Le imposte sui redditi indicate per il gruppo, IRES e IRAP, passano nello stesso intervallo da 140 a 207 milioni di euro. Per il solo Comune, la comunicazione riporta 36 milioni relativi al 2025.

Queste grandezze descrivono aspetti differenti della gestione economica e non devono essere confuse con il risultato di amministrazione dell’ente.

Il risultato operativo esprime un saldo della gestione economica, mentre il risultato prima delle imposte comprende ulteriori componenti previste dal conto economico. Il risultato di amministrazione, invece, deriva dalle regole della contabilità finanziaria pubblica.

Anche i 21 miliardi di volume d’affari del gruppo non possono essere interpretati come entrate tributarie comunali o risorse direttamente disponibili per il bilancio municipale.

La distinzione conta soprattutto quando si valutano le possibilità di finanziare nuovi servizi, investimenti o interventi sociali.

Una società partecipata può registrare ricavi elevati, ma deve sostenere costi operativi, investimenti, oneri finanziari e altri impegni. Le risorse eventualmente trasferibili al Comune attraverso dividendi dipendono dai risultati distribuibili e dalle decisioni societarie, nel rispetto delle norme applicabili.

Il confronto con il rendiconto 2024 dell’ente

Un riferimento utile per distinguere le grandezze del consolidato da quelle del bilancio municipale è il rendiconto 2024, approvato dal Consiglio comunale il 28 aprile 2025.

In quell’occasione Palazzo Marino aveva comunicato un risultato di amministrazione di parte corrente di 248 milioni di euro, rispetto ai 185 milioni dell’esercizio precedente.

La spesa per trasporto pubblico e mobilità aveva raggiunto circa 1,15 miliardi di euro, assorbendo approssimativamente un terzo del bilancio comunale. Alle politiche sociali e per la famiglia erano stati destinati 420 milioni.

Sul fronte degli investimenti, gli impegni di spesa in conto capitale risultavano prossimi a 1,3 miliardi, con una prevalenza degli interventi destinati alla mobilità, quantificati in 970 milioni.

Il debito comunale a fine 2024 era pari a 3,356 miliardi di euro, in diminuzione rispetto ai 3,683 miliardi indicati come consistenza all’inizio del mandato.

Sono dati che descrivono il Comune come ente amministrativo e che non vanno sommati o confrontati direttamente con le grandezze del bilancio consolidato.

Per il 2025 è disponibile anche la documentazione del rendiconto comunale, compreso il parere dell’Organo di revisione del 7 aprile 2026.

Nel proprio esame, i revisori hanno attestato che l’ente non risultava strutturalmente deficitario secondo i parametri previsti dalla normativa e che, durante l’esercizio esaminato, non erano state rilevate gravi irregolarità contabili o anomalie gestionali tali da richiedere misure correttive rimaste inattuate.

Il giudizio riguarda gli aspetti contabili e amministrativi sottoposti al controllo dell’organo di revisione. Non costituisce, di per sé, una valutazione dell’efficacia di tutte le politiche pubbliche realizzate durante il mandato.

La documentazione ufficiale permette quindi di leggere il bilancio del Comune di Milano su due livelli: la gestione finanziaria dell’ente, verificabile attraverso i rendiconti annuali, e la situazione economico-patrimoniale dell’insieme consolidato.

Patrimonio pubblico e politiche per la casa

La crescita patrimoniale viene indicata dall’amministrazione come una delle condizioni per affrontare le esigenze abitative della città.

Milano presenta una domanda di alloggi accessibili che coinvolge famiglie, lavoratori e persone con redditi insufficienti a sostenere i costi del mercato immobiliare. Il patrimonio pubblico costituisce una delle risorse utilizzabili per rispondere a questa domanda, attraverso manutenzione, recupero degli immobili e nuove disponibilità abitative.

Il collegamento fra consistenza patrimoniale e capacità di intervento, tuttavia, richiede un’ulteriore distinzione.

Il valore contabile degli immobili comunali non corrisponde automaticamente a un fondo finanziario da destinare alla costruzione o alla riqualificazione delle abitazioni. Una parte del patrimonio è costituita da beni destinati stabilmente all’erogazione di servizi pubblici, mentre altre componenti possono essere sottoposte a vincoli giuridici o funzionali.

Le scelte di investimento dipendono dalla programmazione finanziaria, dalle disponibilità effettive, dai finanziamenti ottenuti e dalla capacità amministrativa di realizzare gli interventi.

Il recupero dei 520 alloggi popolari effettuato da MM nel 2025 rappresenta un risultato operativo documentato. Per valutarne l’incidenza sul fabbisogno abitativo complessivo occorrerebbero però ulteriori informazioni sul numero di abitazioni inutilizzate, sui tempi di assegnazione e sulle necessità di manutenzione del patrimonio residenziale pubblico.

Il bilancio del Comune di Milano offre elementi sulla consistenza delle risorse patrimoniali, ma la loro traduzione in nuovi alloggi disponibili deve essere verificata attraverso i programmi di investimento e i risultati effettivamente raggiunti.

Il valore del bilancio di fine mandato e i limiti dei confronti

Il documento approvato il 29 ottobre 2026 rappresenta l’ultimo bilancio consolidato relativo agli esercizi del mandato amministrativo considerato.

La sua funzione è rendere leggibile la dimensione economica complessiva del sistema comunale, includendo attività che non vengono svolte direttamente dagli uffici municipali ma attraverso società e organismi partecipati.

La crescita occupazionale e patrimoniale documentata nel comunicato del 30 ottobre costituisce un dato rilevante. La valutazione delle sue cause richiede però di mantenere distinti tre elementi: l’evoluzione delle attività del Comune, i risultati delle singole società e gli eventuali cambiamenti nella composizione del gruppo.

Lo stesso criterio deve essere applicato ai confronti economici. Il patrimonio e i lavoratori vengono confrontati con il 2021, mentre il risultato operativo e quello prima delle imposte sono rapportati al 2022. Un’analisi dell’intero mandato deve rispettare queste differenti basi temporali, senza presentarle come un’unica serie storica omogenea.

La documentazione del bilancio del Comune di Milano è consultabile attraverso le sezioni istituzionali dedicate ai rendiconti, ai bilanci consolidati e alle società partecipate. Il Comune pubblica inoltre dati aperti relativi alle entrate e alle spese, compresi i rendiconti 2024 e 2025 e le previsioni del triennio 2026-2028.

Questi strumenti consentono di affiancare alla rappresentazione complessiva del gruppo l’esame delle singole componenti finanziarie.

Il passaggio più significativo riguarda proprio la possibilità di verificare come la maggiore consistenza patrimoniale si accompagni alla gestione corrente, agli investimenti e agli impegni finanziari delle diverse organizzazioni pubbliche.

Per la programmazione successiva al 2025, la disponibilità di un patrimonio consolidato di 12,2 miliardi costituisce un’informazione sulla struttura economico-patrimoniale del gruppo. La capacità di finanziare nuovi interventi dovrà invece essere misurata attraverso i bilanci di previsione, i rendiconti annuali e gli stanziamenti effettivamente destinati ai singoli servizi.

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