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Milano, al via il restauro del pozzo del Broletto: un mese di lavori nel cuore di piazza Mercanti

  • Novembre 4, 2026
  • 9 min read
Milano, al via il restauro del pozzo del Broletto: un mese di lavori nel cuore di piazza Mercanti

Il pozzo del Broletto, uno dei manufatti storici più riconoscibili di piazza Mercanti a Milano, sarà sottoposto a un intervento di restauro conservativo. Il cantiere è stato avviato lunedì 2 novembre 2026, con l’obiettivo di verificare le condizioni strutturali dell’opera e intervenire sulle superfici deteriorate, rispettandone materiali e caratteristiche architettoniche.

I lavori dureranno circa un mese, secondo le previsioni comunicate da Palazzo Marino, e saranno eseguiti sotto la supervisione della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano.

L’operazione, del valore di 37mila euro, è sostenuta da Cosmetica Italia, l’associazione nazionale delle imprese cosmetiche, che aveva proposto la donazione nell’ambito della Milano Beauty Week 2025. Il Comune aveva approvato l’iniziativa nell’agosto dello scorso anno.

Il restauro del pozzo del Broletto a Milano riguarda un monumento che attraversa cinque secoli di storia cittadina e che, prima di assumere l’attuale funzione ornamentale, aveva rappresentato un servizio pubblico essenziale per la popolazione.

Un pozzo cinquecentesco tra Palazzo della Ragione e la Loggia degli Osii

Il manufatto si trova accanto al Palazzo della Ragione, sul lato rivolto verso la Loggia degli Osii, in uno degli spazi che meglio conservano la memoria della Milano medievale.

Piazza Mercanti era il centro della vita amministrativa ed economica cittadina. Attorno al Broletto si concentravano le attività delle magistrature comunali, gli scambi commerciali e le principali istituzioni pubbliche. Il Palazzo della Ragione, costruito nel XIII secolo, ne rappresentava il fulcro.

Il pozzo aveva una funzione ben diversa da quella attuale. Era utilizzato per l’approvvigionamento idrico e costituiva un elemento della vita quotidiana della piazza, frequentata da mercanti, artigiani e cittadini.

La sua configurazione attuale deriva da una lunga vicenda di modifiche e spostamenti. Le ricostruzioni storiche indicano che, alla fine del Cinquecento, il vecchio pozzo non fosse più adeguato alle esigenze pubbliche. Nel 1583 venne quindi deliberata una ricostruzione, affidata su progetto dell’architetto Francesco Pirovano.

L’opera presenta una vera di pozzo dalla forma arrotondata, affiancata da elementi architettonici che richiamano il linguaggio classico. Due colonne doriche sorreggono una trabeazione conclusa da un timpano triangolare. Le forme testimoniano il gusto di un periodo di transizione tra la tradizione rinascimentale e le prime espressioni del Barocco.

L’aspetto del monumento racconta anche gli interventi successivi, perché il pozzo non è rimasto immutato né nella struttura né nella collocazione.

Dalla rimozione ottocentesca al ritorno in piazza Mercanti

La vicenda più significativa risale alla seconda metà dell’Ottocento, quando Milano attraversò una stagione di trasformazioni urbanistiche che modificarono profondamente il centro cittadino.

L’apertura di via Mercanti, nel quadro dei nuovi collegamenti tra piazza Duomo e Cordusio, alterò l’antico assetto del Broletto. Il pozzo, originariamente collocato sul lato opposto della piazza rispetto alla posizione odierna, perse progressivamente la propria funzione.

Nel 1879 il Comune ne deliberò la demolizione. L’intervento della Commissione conservatrice dei monumenti consentì però di evitare la distruzione del manufatto, che venne trasferito in un cortile del Monastero Maggiore.

Rimase lontano dalla piazza per diversi decenni. La documentazione storica colloca nei primi anni Venti del Novecento il suo recupero e la ricomposizione nell’attuale posizione, tra Palazzo della Ragione e Loggia degli Osii. Le ricostruzioni disponibili non coincidono perfettamente sull’anno: alcune indicano il 1921, mentre la scheda di Lombardia Beni Culturali riporta il 1923.

Il monumento oggi visibile è dunque il risultato di una storia articolata, nella quale alla costruzione originaria si sono aggiunti trasferimenti, ricomposizioni e precedenti interventi di manutenzione.

Anche per questa ragione il restauro del pozzo del Broletto a Milano richiede un approccio prudente, attento a conservare le diverse testimonianze materiali che compongono l’opera.

Le indagini con il georadar prima della pulitura

Il programma annunciato dal Comune prevede una prima fase dedicata alla diagnostica strutturale. Verranno effettuate ispezioni mediante georadar, una tecnologia che consente di esaminare determinate caratteristiche dei materiali e delle strutture senza ricorrere necessariamente a interventi invasivi.

Le verifiche serviranno a raccogliere informazioni sulle condizioni del manufatto e sulla sua stabilità, prima di procedere con le lavorazioni sulle superfici.

L’utilizzo del georadar è particolarmente utile negli interventi sui beni storici, perché permette di acquisire dati che non sarebbero disponibili attraverso la sola osservazione esterna. L’effettiva capacità di individuare anomalie dipende comunque dalle caratteristiche dei materiali, dalla profondità di indagine e dalle condizioni del manufatto.

Conclusa questa fase, il cantiere proseguirà con le operazioni conservative.

Il progetto comprende puliture, stuccature e trattamenti protettivi dei diversi materiali che costituiscono il pozzo. La documentazione comunale del 2025 comprendeva inoltre la cura delle parti metalliche.

Le puliture hanno lo scopo di rimuovere i depositi superficiali e le sostanze incompatibili con una corretta conservazione, utilizzando procedure adeguate alla natura dei materiali. Le stuccature intervengono invece sulle discontinuità che richiedono un trattamento, mentre le protezioni superficiali sono finalizzate a limitare gli effetti dei fattori di degrado.

Il programma dettagliato delle lavorazioni dovrà tenere conto delle condizioni effettivamente riscontrate durante le indagini. Il Comune non ha comunicato, nell’annuncio di avvio del cantiere, risultati diagnostici o specifiche criticità strutturali già accertate.

Perché il restauro non cambierà l’architettura del monumento

La distinzione tra restauro conservativo e trasformazione architettonica è centrale per comprendere la natura dell’intervento.

Una trasformazione architettonica può comportare modifiche alla configurazione di un edificio o di un manufatto, alla sua organizzazione o alle sue caratteristiche formali. Il restauro conservativo, invece, punta a preservare la materia storica e a contrastarne il deterioramento, intervenendo nel rispetto dell’identità del bene.

Questo non significa necessariamente lasciare ogni superficie nello stato in cui si trova. Quando sono presenti depositi dannosi, stuccature degradate o materiali che richiedono protezione, il restauro può prevedere operazioni puntuali per migliorarne la conservazione.

L’obiettivo non è produrre un aspetto artificiosamente nuovo, ma mantenere leggibili le caratteristiche storiche dell’opera, salvaguardando quanto possibile i materiali esistenti.

Per il restauro del pozzo del Broletto a Milano è stato scelto lo stesso orientamento conservativo adottato nell’ultimo intervento del 2004. Il richiamo a quel precedente indica una continuità metodologica nella cura del monumento, senza implicare che le condizioni attuali siano necessariamente identiche a quelle riscontrate oltre vent’anni fa.

Le operazioni saranno supervisionate dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano, l’ufficio del Ministero della Cultura competente per la tutela del patrimonio storico e artistico del territorio.

Il coinvolgimento della Soprintendenza garantisce il controllo tecnico-scientifico previsto nell’ambito della tutela dei beni culturali. La scelta dei materiali, la compatibilità dei trattamenti e il rispetto delle caratteristiche storiche sono aspetti particolarmente delicati quando si interviene su un monumento che presenta elementi risalenti a epoche differenti.

Il contributo di Cosmetica Italia e il progetto approvato nel 2025

L’iniziativa nasce da una collaborazione tra amministrazione comunale e settore privato.

Nell’agosto 2025 la Giunta milanese aveva approvato la proposta di donazione presentata da Cosmetica Italia – Associazione Nazionale Imprese Cosmetiche, destinata al recupero conservativo del manufatto.

Il progetto era stato collegato alla Milano Beauty Week, manifestazione dedicata alla cultura della bellezza e del benessere. L’associazione ha sostenuto l’intervento per un valore complessivo dichiarato di 37mila euro.

La scelta di finanziare il restauro di un monumento pubblico è stata presentata come un’iniziativa di valorizzazione del patrimonio cittadino, collegata anche al movimento This is Bellezza – Say Hello to Italian Beauty, promosso da Cosmetica Italia.

Il presidente dell’associazione, Benedetto Lavino, ha richiamato il rapporto tra industria cosmetica, artigianalità e patrimonio culturale italiano, evidenziando la volontà di contribuire alla conservazione di un bene appartenente alla storia di Milano.

Dal Comune è arrivato il riconoscimento del valore della collaborazione. L’assessore allo Spazio pubblico, Marco Mazzei, ha indicato il progetto come esempio di partecipazione delle realtà economiche alla salvaguardia dell’ambiente urbano.

L’aspetto rilevante, sul piano amministrativo, è che l’intervento sul pozzo viene realizzato grazie a una donazione destinata specificamente alla sua conservazione.

Non va quindi confuso con i finanziamenti o con le trasformazioni previste per altri immobili storici presenti nella medesima piazza.

Piazza Mercanti, due cantieri con finalità differenti

L’avvio del restauro del pozzo del Broletto a Milano coincide con un altro passaggio amministrativo che riguarda piazza Mercanti.

Il 2 novembre 2026 la Giunta comunale ha approvato anche il progetto di fattibilità tecnico-economica per la riqualificazione del Palazzo della Ragione e della Casa dei Panigarola, con un investimento complessivo previsto di circa 8,8 milioni di euro.

Si tratta però di un’operazione distinta, che comprende interventi di restauro edilizio, rifunzionalizzazione degli spazi, efficientamento energetico e adeguamento alla normativa antincendio.

Il progetto sugli edifici è finalizzato a sviluppare nuove possibilità di utilizzo culturale, espositivo e congressuale. Presenta quindi dimensioni economiche, tempi di realizzazione e finalità differenti rispetto al cantiere del pozzo.

Per il manufatto cinquecentesco non sono previste nuove destinazioni d’uso né modifiche architettoniche paragonabili a quelle contemplate per il complesso edilizio.

La contemporaneità delle iniziative segnala comunque una crescente attenzione verso piazza Mercanti, luogo che conserva una parte significativa dell’impianto urbano e dell’architettura civile della Milano medievale.

La conservazione dei singoli elementi presenti nella piazza contribuisce a mantenere leggibile il rapporto storico tra edifici monumentali e spazio pubblico.

Quando termineranno i lavori sul pozzo del Broletto

Secondo il cronoprogramma comunicato dal Comune, il cantiere avviato il 2 novembre dovrebbe avere una durata di circa trenta giorni.

La conclusione è quindi prevista indicativamente all’inizio di dicembre 2026, salvo eventuali modifiche legate all’andamento delle verifiche e delle lavorazioni.

Non è stata indicata una data ufficiale più precisa per la conclusione del restauro o per la completa restituzione dell’area interessata dal cantiere alla normale fruizione pubblica.

Le indagini preliminari rappresentano il primo passaggio operativo e precedono gli interventi sulle superfici. Solo dopo la loro esecuzione sarà possibile disporre di un quadro aggiornato delle condizioni strutturali del manufatto.

Il restauro del pozzo del Broletto a Milano arriva a oltre vent’anni dall’ultimo intervento conservativo documentato, quello del 2004. La nuova manutenzione punta a preservare la struttura e gli elementi decorativi di un’opera che, pur avendo perso da tempo la propria funzione originaria, continua a occupare una posizione precisa nella storia urbana della città.

La durata relativamente breve del cantiere non riduce il valore delle operazioni previste: la diagnostica, la scelta dei trattamenti e il controllo della loro compatibilità con i materiali storici sono determinanti per evitare interventi impropri.

A lavori conclusi, il pozzo conserverà la collocazione assunta dopo il recupero novecentesco, accanto al Palazzo della Ragione. Il risultato atteso è il mantenimento delle sue caratteristiche storiche attraverso un intervento di manutenzione conservativa, senza alterarne la configurazione architettonica.

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