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Regolamento del verde a Milano, nuove regole per potature e abbattimenti: più tutele per alberi e biodiversità

  • Ottobre 29, 2026
  • 12 min read
Regolamento del verde a Milano, nuove regole per potature e abbattimenti: più tutele per alberi e biodiversità

Il Comune di Milano prepara una revisione delle regole per la gestione degli alberi e degli spazi verdi, con procedure più rigorose per gli abbattimenti, maggiori controlli sulle potature e nuovi criteri per la progettazione delle aree verdi. Le modifiche al Regolamento d’uso e tutela del verde pubblico e privato sono state approvate dalla Giunta di Palazzo Marino e presentate il 27 ottobre 2026 dall’assessora all’Ambiente e Verde, Elena Grandi.

Il provvedimento dovrà ancora essere esaminato e approvato dal Consiglio comunale. Fino a quel passaggio, le nuove disposizioni rimangono una proposta e continuano ad applicarsi le norme attualmente vigenti, introdotte nel 2017 e aggiornate nel 2021.

La revisione riguarda sia gli spazi pubblici sia quelli privati. Condomini, proprietari di giardini, imprese impegnate nei cantieri e operatori della manutenzione potrebbero quindi trovarsi a rispettare obblighi documentali più articolati, soprattutto quando gli interventi interessano alberature esistenti.

Potature e abbattimenti, quali procedure potrebbero cambiare

Uno degli interventi più significativi previsti dalla proposta riguarda la potatura degli alberi. Il nuovo testo introduce l’obbligo di documentare le motivazioni dell’operazione attraverso una relazione adeguata, accompagnata da una dichiarazione sull’assenza di nidi o tane di animali selvatici e da una documentazione successiva che dimostri la corretta esecuzione dei lavori.

Si tratta di un rafforzamento dei controlli rispetto alla disciplina attuale, che già distingue tra interventi ordinari e potature straordinarie. Secondo le indicazioni comunali vigenti, le potature ordinarie non richiedono un’autorizzazione, mentre quelle che alterano la forma naturale della chioma e la struttura dell’albero sono soggette a specifiche procedure.

La proposta punta a rendere più verificabili le ragioni e le modalità degli interventi. Una potatura eseguita senza un’adeguata valutazione può compromettere la struttura della pianta, favorire l’insorgenza di problemi fitosanitari e ridurne la capacità di svolgere le proprie funzioni ambientali.

Ancora più rilevanti le modifiche previste per gli abbattimenti. Il nuovo regolamento del verde a Milano introdurrebbe l’obbligo di autorizzazione comunale anche per l’eliminazione degli alberi spontanei, estendendo le garanzie a una categoria che può contribuire alla biodiversità urbana pur non derivando da una piantumazione programmata.

Il testo prevede inoltre che gli abbattimenti, tanto nelle aree private quanto in quelle pubbliche, siano effettuati durante il periodo di riposo vegetativo. L’eccezione indicata dal Comune riguarda gli alberi classificati in classe D, considerati a rischio di schianto.

La valutazione delle condizioni di sicurezza rimarrebbe quindi determinante, ma la programmazione degli interventi dovrebbe tenere maggiormente conto delle esigenze biologiche delle piante.

Cambierebbe anche la documentazione tecnica. La proposta elimina la procedura semplificata che, per alcune categorie di alberi, consentiva di presentare una relazione firmata dal solo richiedente. Sarebbe sempre necessaria la sottoscrizione di un professionista qualificato, come un dottore agronomo o forestale, un perito agrario, un agrotecnico o un professionista equipollente.

Per i proprietari privati questa modifica potrebbe tradursi in una maggiore necessità di consulenza specialistica e in costi aggiuntivi per la preparazione delle pratiche. La finalità è assicurare che le decisioni siano sostenute da valutazioni tecniche, riducendo il rischio di interventi non sufficientemente motivati.

La tutela degli alberi durante i lavori edilizi

La protezione delle alberature nelle aree di cantiere rappresenta un altro punto centrale della revisione. Scavi, movimenti di terreno, deposito di materiali e installazione di strutture temporanee possono interferire con gli apparati radicali anche quando il tronco e la chioma non subiscono danni immediatamente visibili.

Il problema era già stato affrontato dal Comune con le modifiche approvate nel gennaio 2021, quando erano stati rafforzati i concetti di area permeabile e area di rispetto.

La prima identifica la superficie di terreno attorno all’albero che deve garantire gli scambi di acqua e gas con il suolo. La seconda riguarda lo spazio necessario al libero sviluppo delle radici. Sono criteri già presenti nel quadro regolamentare e non devono essere confusi con le nuove disposizioni proposte.

L’aggiornamento del regolamento del verde a Milano intende rendere più stringenti le misure di tutela degli alberi e dei filari esistenti, anche limitando la collocazione di manufatti che potrebbero interferire con le piante.

Il Comune cita espressamente dehors, impianti pubblicitari e chioschi, per i quali sarebbero vietate installazioni a distanze tali da danneggiare radici, fusto o chioma.

Le conseguenze potrebbero interessare le attività commerciali che occupano spazi esterni, gli operatori della pubblicità e le imprese incaricate di interventi di riqualificazione. La presenza di alberature dovrà essere considerata con particolare attenzione già nella fase progettuale, evitando modifiche successive che potrebbero comportare ritardi e maggiori costi.

La proposta contiene anche una disposizione relativa alla depavimentazione: nei nuovi interventi di riqualificazione delle aree pubbliche dovrà essere verificata la possibilità di creare superfici verdi o drenanti.

La misura non equivale a un obbligo generalizzato di eliminare le pavimentazioni. Introduce però una verifica progettuale specifica, finalizzata a valutare dove sia possibile restituire permeabilità al terreno.

La presenza di superfici drenanti favorisce l’infiltrazione delle precipitazioni e può contribuire a limitare il deflusso superficiale delle acque meteoriche. Nei pressi delle alberature, inoltre, una migliore disponibilità di suolo permeabile può sostenere le condizioni necessarie allo sviluppo delle radici.

Alberi resilienti e risorse idriche nella progettazione del verde

Il cambiamento climatico è una delle motivazioni indicate dall’amministrazione per aggiornare le regole cittadine. Temperature elevate, periodi di siccità e precipitazioni intense rendono più complessa la scelta delle specie vegetali e la programmazione degli interventi di manutenzione.

Il nuovo testo prevede che la resistenza ai cambiamenti climatici diventi un criterio nella selezione delle specie destinate alle nuove piantumazioni e alla riqualificazione dei filari esistenti.

La scelta non dipenderebbe quindi esclusivamente dalle caratteristiche ornamentali o dalla continuità con le alberature già presenti. Dovrebbero assumere maggiore importanza la capacità delle piante di adattarsi alle condizioni ambientali e le loro esigenze di gestione.

La resilienza, tuttavia, non coincide semplicemente con la tolleranza alla siccità. Una specie deve essere compatibile con lo spazio disponibile, le caratteristiche del terreno, l’esposizione, la presenza di infrastrutture e le necessità idriche prevedibili.

Una pianta resistente al caldo, collocata in uno spazio insufficiente per lo sviluppo delle radici, potrebbe comunque incontrare difficoltà nel raggiungere la maturità.

La proposta comunale richiama espressamente anche la tutela e la valorizzazione delle risorse idriche nella progettazione del nuovo verde. Il comunicato del 27 ottobre non dettaglia però specifici limiti di consumo, obblighi di recupero dell’acqua piovana o requisiti tecnici per gli impianti di irrigazione.

Questi aspetti dovranno essere valutati attraverso il testo regolamentare e gli eventuali documenti tecnici applicabili, senza attribuire alla proposta prescrizioni che non risultano ancora definite nella comunicazione istituzionale.

La direzione indicata dall’amministrazione è comunque coerente con gli obiettivi del Piano Aria e Clima di Milano, che comprende interventi per rendere la città più fresca e capace di adattarsi alle trasformazioni climatiche.

Biodiversità, prati fioriti e aree a sfalcio ridotto

La revisione del regolamento introduce una maggiore attenzione alla gestione degli spazi erbosi, riconoscendo un ruolo specifico alle aree a sfalcio ridotto e ai prati fioriti.

Dopo le sperimentazioni condotte negli ultimi anni, queste modalità di gestione verrebbero recepite stabilmente nel regolamento.

Lo sfalcio ridotto consiste nel diminuire la frequenza dei tagli dell’erba in aree individuate e gestite secondo criteri specifici. La vegetazione può così completare una parte più ampia del proprio ciclo biologico, favorendo la fioritura e offrendo risorse alimentari e rifugio a diverse specie di insetti.

Il mantenimento di queste superfici richiede comunque interventi programmati. La riduzione dei tagli non comporta l’abbandono della manutenzione, ma una gestione differenziata rispetto ai prati destinati alla frequentazione più intensa.

La proposta stabilisce inoltre che nei prati fioriti non sia consentito l’accesso agli animali, per evitare che il calpestio o altre interferenze compromettano la crescita della vegetazione.

L’eventuale approvazione richiederà una chiara identificazione delle aree interessate, affinché la presenza di prati gestiti per la biodiversità possa convivere con gli spazi destinati alla ricreazione e alle attività quotidiane.

L’aggiornamento del regolamento del verde a Milano si collega anche alle politiche europee per il ripristino degli ecosistemi.

Il Regolamento UE 2024/1991, conosciuto come Nature Restoration Law, prevede per gli Stati membri obiettivi relativi alla conservazione e al recupero degli ecosistemi urbani. In particolare, entro il 2030 deve essere evitata una perdita netta della superficie complessiva nazionale di verde urbano e della copertura arborea urbana, secondo le condizioni e le modalità stabilite dalla normativa europea.

Dal 2031 sono inoltre previsti obiettivi di incremento progressivo degli spazi verdi e della copertura arborea.

Questi traguardi operano secondo una disciplina europea distinta dalle disposizioni comunali e non costituiscono automaticamente nuovi obblighi individuali per ogni proprietario milanese. Offrono però un riferimento normativo alla scelta di rafforzare la tutela delle alberature esistenti e la qualità ecologica degli spazi urbani.

Compensazioni ambientali e sanzioni per gli abbattimenti

Una modifica particolarmente significativa riguarda il modo in cui verrebbero valutate le compensazioni successive all’abbattimento di un albero.

La proposta stabilisce che non si debba considerare esclusivamente la specie rimossa, ma anche il suo valore ecosistemico.

Il concetto riguarda le funzioni che un albero svolge nell’ambiente urbano: ombreggiamento, intercettazione delle precipitazioni, contributo alla regolazione delle temperature, assorbimento di anidride carbonica e disponibilità di habitat per la fauna.

Due alberi della stessa specie possono offrire benefici differenti a seconda delle dimensioni, dell’età, delle condizioni vegetative e del luogo in cui crescono. La sostituzione di un esemplare maturo con una giovane pianta non garantisce quindi un’immediata equivalenza funzionale.

Il nuovo criterio proposto intende riconoscere questa differenza nella determinazione delle compensazioni.

Il Comune indica inoltre la preferenza per interventi compensativi nella stessa area in cui avviene l’abbattimento, senza limitare le sostituzioni esclusivamente alle specie autoctone.

Si tratta di due indicazioni che richiedono valutazioni tecniche: da una parte mantenere, dove possibile, i benefici ambientali nel luogo in cui vengono perduti; dall’altra consentire la selezione di specie adatte alle condizioni climatiche e ambientali locali.

Sul versante sanzionatorio, la proposta introduce un principio preciso. Per gli abbattimenti irregolari, la sanzione dovrebbe essere applicata per ciascun albero coinvolto, anziché considerare l’intervento in una determinata area come un unico episodio.

La distinzione è rilevante nei casi in cui vengano rimossi più esemplari. Il numero di alberi interessati inciderebbe direttamente sulla quantificazione delle sanzioni.

Il Comune ha annunciato un aggiornamento delle penalità, ma la comunicazione istituzionale non specifica tutti i nuovi importi. Non sarebbe quindi corretto attribuire alla proposta cifre definitive prima dell’approvazione del testo e dei relativi allegati.

Condomini e giardini privati, maggiore attenzione alla documentazione

Le modifiche potrebbero avere conseguenze concrete anche nella gestione del verde condominiale.

Un condominio che deve intervenire su un albero in condizioni problematiche potrebbe essere chiamato a predisporre una documentazione tecnica più articolata e a programmare l’intervento nel rispetto delle nuove disposizioni.

Il ruolo degli amministratori diventerebbe particolarmente importante nella raccolta delle relazioni professionali, nella richiesta delle autorizzazioni e nella conservazione dei documenti relativi ai lavori.

Le responsabilità dovrebbero comunque essere valutate secondo le norme applicabili e le circostanze del singolo intervento. Il regolamento non elimina gli obblighi di sicurezza già esistenti né consente di rinviare automaticamente la gestione di situazioni pericolose.

Anche i proprietari di giardini privati potrebbero essere interessati dall’estensione delle procedure autorizzative, in particolare per gli abbattimenti di alberi spontanei e per la necessità di ricorrere a professionisti qualificati.

È opportuno ricordare che il regolamento del verde a Milano già oggi disciplina interventi su alberature private. Le informazioni pubblicate dai Municipi precisano che le potature straordinarie e gli abbattimenti degli alberi soggetti a salvaguardia richiedono autorizzazioni, mentre le urgenze motivate da un pericolo imminente seguono procedure specifiche, comprese le comunicazioni successive agli uffici competenti.

La proposta del 2026 interviene dunque su un sistema di tutele preesistente, ampliandone alcune condizioni e rafforzandone i requisiti documentali.

Attività commerciali e spazi pubblici, nuovi divieti contro il danneggiamento del verde

Tra le disposizioni presentate dalla Giunta compare il divieto, rivolto alle attività commerciali situate in prossimità di aree verdi, aiuole e spazi alberati, di versare sostanze potenzialmente dannose per radici, cespugli e siepi.

L’obiettivo è prevenire il deterioramento della vegetazione causato da sostanze che possono entrare in contatto con il terreno o con gli apparati radicali.

La nuova disciplina potrebbe incidere sulle modalità operative delle attività che utilizzano spazi esterni, rendendo ancora più necessaria una gestione attenta delle operazioni di pulizia e delle sostanze impiegate.

Il testo affronta anche l’abbandono di materiali non biodegradabili negli spazi verdi, attraverso il previsto divieto di utilizzare coriandoli e palloncini realizzati con materiali non biodegradabili, come la plastica.

La disposizione riguarda oggetti che, una volta dispersi, possono frammentarsi e rimanere nell’ambiente, rendendo difficoltosa la pulizia degli spazi e contribuendo alla presenza di rifiuti.

La sua applicazione potrebbe avere conseguenze sull’organizzazione di feste, manifestazioni e iniziative che utilizzano parchi e giardini pubblici.

Anche in questo caso, il divieto annunciato appartiene alla proposta di aggiornamento e non deve essere presentato come una nuova disposizione già definitivamente entrata in vigore.

Il passaggio in Consiglio comunale e le conseguenze per la gestione del patrimonio arboreo

La revisione del regolamento del verde a Milano è il risultato di un percorso di confronto che, secondo quanto comunicato dall’amministrazione, ha coinvolto Municipi, Garanti del Verde, agronomi e università.

L’assessora Elena Grandi ha collegato l’intervento alle criticità emerse nella gestione delle alberature e agli effetti dei cambiamenti climatici, richiamando la necessità di una maggiore tutela del patrimonio naturale cittadino.

L’approvazione della Giunta rappresenta una tappa del procedimento, ma non rende ancora operative le nuove prescrizioni. Il testo dovrà affrontare la discussione e la votazione del Consiglio comunale, che potrà valutarne contenuti e formulazione.

Per l’amministrazione, un eventuale ampliamento degli obblighi autorizzativi comporterebbe anche la necessità di gestire più verifiche documentali, valutazioni professionali e controlli sugli interventi.

L’efficacia delle nuove disposizioni dipenderà quindi dalla capacità degli uffici di applicarle con procedure comprensibili e tempi compatibili con le esigenze di manutenzione, soprattutto quando sono coinvolte condizioni di sicurezza.

Le imprese specializzate nel verde potrebbero dover adeguare la propria organizzazione alla maggiore richiesta di relazioni tecniche, verifiche preventive e documentazione successiva. Le aziende impegnate nei lavori edilizi dovrebbero invece integrare più attentamente la salvaguardia delle alberature nella progettazione e nella gestione operativa dei cantieri.

Restano da verificare anche le eventuali disposizioni transitorie, che potrebbero essere rilevanti per le pratiche già presentate o per gli interventi programmati prima dell’entrata in vigore delle modifiche.

Il riferimento normativo rimane, al momento, il regolamento adottato nel dicembre 2017 e modificato dal Consiglio comunale il 18 gennaio 2021.

La prossima discussione consiliare dovrà stabilire la formulazione definitiva delle nuove tutele e delle relative procedure. Da quel passaggio dipenderà anche la possibilità di conoscere con precisione gli obblighi applicabili a proprietari, condomini e operatori economici, distinguendo le disposizioni immediatamente operative da quelle che potrebbero richiedere ulteriori indicazioni tecniche.

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