JAZZMI 2026 a Milano, concerti e incontri portano il jazz nei quartieri della città
Il 30 ottobre Tommy Emmanuel salirà sul palco del Teatro Dal Verme, mentre al BIKO di via Ettore Ponti sarà protagonista il Louis Matute Large Ensemble. Nella stessa serata, BASE Milano ospiterà Fresh Mula e Deaf Kaki Chumpy, con un progetto che mette in relazione jazz contemporaneo, hip-hop e sonorità orchestrali. Tre appuntamenti in altrettanti spazi cittadini, differenti per dimensioni, pubblico e proposta artistica, che raccontano l’impostazione dell’undicesima edizione di JAZZMI.
Il festival, in programma dal 19 ottobre all’8 novembre 2026, entra nella sua fase conclusiva con un calendario che comprende concerti internazionali, produzioni originali, incontri, proiezioni cinematografiche ed esposizioni fotografiche. Le iniziative coinvolgono teatri, club, musei, librerie e altri luoghi della città, con modalità di accesso differenti a seconda degli appuntamenti.
La distribuzione territoriale è uno degli elementi distintivi di JAZZMI 2026 a Milano. Accanto ai concerti ospitati nelle sale più conosciute, la manifestazione utilizza spazi culturali e luoghi di incontro di diversi quartieri, favorendo la circolazione del pubblico tra aree urbane e contesti musicali differenti.
Dal 30 ottobre al primo novembre, tre giornate tra chitarra, improvvisazione e nuovi linguaggi
Il programma del 30 ottobre propone tre interpretazioni della musica contemporanea. Alle 21 il Teatro Dal Verme ospita Tommy Emmanuel, chitarrista australiano conosciuto per una tecnica fingerstyle che permette di combinare melodia, accompagnamento e percussione sullo stesso strumento. Il concerto è collegato al suo lavoro discografico Living in the Light.
Sempre alle 21, BASE Milano presenta Fresh Mula e Deaf Kaki Chumpy, nell’ambito di una produzione realizzata da JAZZMI in collaborazione con FAROUT Live Arts Festival. Il progetto riunisce l’universo del rap e un collettivo orchestrale di diciotto giovani musicisti, impegnato nella ricerca di collegamenti tra jazz, progressive rock, folk e musica contemporanea.
Alle 22, il BIKO ospita il Louis Matute Large Ensemble. La sala di via Ettore Ponti rappresenta uno degli spazi dedicati alle espressioni musicali meno convenzionali presenti nel programma. Per questo appuntamento è previsto l’acquisto del biglietto e l’accesso al BIKO è riservato ai possessori della tessera ARCI, come indicato dal circuito di vendita.
Sabato 31 ottobre una parte significativa dell’attività si concentra alla Triennale Milano. Alle 12 è previsto il Gaetano Liguori Idea Trio con Underground, seguito alle 16 da Enrico Intra meets Gerry Mulligan. Alle 20 il programma propone The Songs of Joni Mitchell, progetto dedicato al repertorio della cantautrice canadese, con Jesca Hoop, Lail Arad e Richard Sears.
Nel pomeriggio, alle 17.30, l’ADI Design Museum presenta Artchipel Orchestra Plays Frank Zappa, un percorso attraverso alcune composizioni del musicista americano, tra cui Oh No, King Kong e Let’s Move to Cleveland. Il concerto è accessibile con il biglietto del museo, una formula che collega la programmazione musicale alle attività culturali della struttura.
Domenica 1° novembre proseguono gli appuntamenti alla Triennale. Alle 16 Dimitri Grechi Espinoza, Aziz Senol Filiz e Guido Zorn presentano Meditation on a Love Supreme, mentre alle 20 e alle 22 sono previsti due set del batterista americano Nate Smith.
Alle 17.30 l’ADI Design Museum ospita Dear Trane, omaggio contemporaneo a John Coltrane con Sandro Fazio e Francesco Bearzatti.
Questa sequenza di appuntamenti mette in evidenza una caratteristica di JAZZMI 2026 a Milano: il repertorio storico viene affrontato accanto a progetti che utilizzano il jazz come linguaggio aperto al confronto con altre tradizioni musicali.
Gregory Porter, Ibrahim Maalouf e Bill Frisell tra i protagonisti di novembre
La seconda parte della settimana successiva presenta alcuni dei nomi internazionali più attesi.
Martedì 3 novembre, alle 21, Gregory Porter è in programma all’Alcatraz di via Valtellina. Il cantante americano, la cui produzione attraversa jazz, soul e gospel, rappresenta uno degli appuntamenti di maggiore richiamo del cartellone. Nella stessa giornata, alle 20, la Triennale ospita David Binney e Louis Cole.
Mercoledì 4 novembre, alle 21, il Teatro Arcimboldi accoglie Ibrahim Maalouf & The Trumpets of Michel-Ange. Il trombettista franco-libanese ha costruito una parte importante della propria identità musicale attraverso l’incontro tra improvvisazione jazzistica, tradizioni mediorientali e linguaggi contemporanei. Sempre alle 21, ma alla Triennale, è previsto il concerto di China Moses.
Giovedì 5 novembre, alle 20, Israel Galván e Michael Leonhart presentano alla Triennale A New Sketches of Spain. Il progetto rilegge l’album realizzato da Miles Davis e Gil Evans nel 1960, mettendo in relazione la danza flamenca di Galván con la tromba di Leonhart e il lavoro di un ensemble strumentale.
L’appuntamento assume un significato particolare nel centenario della nascita di Miles Davis, avvenuta nel 1926. La rilettura di Sketches of Spain permette di osservare come un’opera legata alla storia del jazz orchestrale possa diventare materiale per una nuova produzione scenica.
Il 5 novembre sono inoltre previsti Lubiana al Volvo Studio Milano, alle 21, e Dario Jacque con Filippo Bubbico al BIKO, alle 22.
Venerdì 6 novembre il cartellone comprende Svaneborg Kardyb alla Triennale alle 21, Chiara Civello e Clap! Clap! con il progetto CCCC al Volvo Studio, sempre alle 21, e MT Jones alla Santeria Toscana 31 alle 21.30.
Sabato 7 novembre si annuncia particolarmente interessante per gli appassionati della ricerca strumentale. Alla Triennale, alle 20 e alle 22, sono previsti due set del Bill Frisell Trio, con Luke Bergman al basso e Tim Angulo alla batteria. La musica del chitarrista americano attraversa da decenni jazz, blues, folk e tradizioni popolari statunitensi.
Alla Santeria Toscana 31, alle 21.30, sono invece attesi The Messthetics e James Brandon Lewis, formazione che mette in relazione l’energia del rock strumentale con l’improvvisazione sassofonistica.
La chiusura dell’8 novembre comprende Isaiah Collier alla Triennale, alle 19, e Sergio Cammariere al Conservatorio di Milano, alle 20. Due appuntamenti diversi per impostazione: il primo legato alla nuova scena jazz di Chicago, il secondo a un repertorio in cui pianoforte, scrittura cantautorale e sensibilità jazzistica convivono.
Dai grandi teatri ai club, una geografia musicale che attraversa Milano
La presenza contemporanea di Teatro Dal Verme, Triennale, Alcatraz, Arcimboldi, BIKO, BASE Milano e Santeria Toscana 31 permette di ricostruire la geografia dell’undicesima edizione.
Il centro storico ospita alcuni dei concerti principali, mentre la Triennale, nell’area del Parco Sempione, concentra numerosi appuntamenti dedicati all’improvvisazione, alle produzioni speciali e agli artisti internazionali.
Nella zona di Tortona, BASE Milano partecipa al festival attraverso una proposta che dialoga con le nuove espressioni della musica urbana. Il BIKO, nell’area dei Navigli, offre invece un ambiente legato alla dimensione del club, dove il rapporto tra artisti e pubblico assume caratteristiche differenti da quelle dei teatri.
L’Alcatraz porta il festival nella zona di via Valtellina, mentre il Teatro Arcimboldi raggiunge l’area della Bicocca. La Santeria Toscana 31 coinvolge la parte meridionale della città.
La diffusione degli appuntamenti, tuttavia, non corrisponde a una distribuzione uniforme in tutti i quartieri. Alcuni poli, soprattutto la Triennale, ospitano un numero particolarmente elevato di concerti, mentre altri spazi partecipano attraverso singole iniziative.
L’interesse territoriale di JAZZMI 2026 a Milano nasce proprio dall’integrazione tra questi livelli. I grandi teatri consentono di presentare produzioni rivolte a un pubblico numeroso; i club mantengono una relazione più ravvicinata con le scene musicali contemporanee; musei, librerie e strutture ricettive intercettano persone che possono avvicinarsi al jazz attraverso attività diverse dal concerto tradizionale.
Questa impostazione caratterizza un festival nato nel 2016 e prodotto da Associazione JAZZMI, Ponderosa Music & Art e Triennale Milano Teatro, in collaborazione con Blue Note Milano. La direzione artistica è affidata a Luciano Linzi e Titti Santini.
Incontri, cinema e fotografia completano il programma
Una parte del calendario è dedicata all’approfondimento culturale, con appuntamenti che permettono di esplorare la storia della musica attraverso immagini, registrazioni e testimonianze.
Il 30 ottobre, alle 18.30, COMBO in Ripa di Porta Ticinese ospita 1 Hundred Miles, incontro dedicato a Miles Davis. Il centenario della nascita del trombettista attraversa diverse iniziative del festival, tra cui la mostra fotografica Miles in Italy, ospitata al Cinemino fino all’8 novembre.
L’esposizione presenta fotografie di Luciano Viti realizzate durante una sessione romana del 1987. Il materiale consente di osservare una fase della carriera di Davis attraverso la documentazione di un fotografo che ebbe occasione di seguirlo da vicino.
Al Volvo Studio Milano, nell’area di Porta Nuova, prosegue fino al 7 novembre Il tempo del jazz, esposizione che mette a confronto il lavoro di Herman Leonard e quello di Pino Ninfa. Le immagini di Leonard restituiscono alcuni protagonisti della scena jazz del Novecento, mentre quelle di Ninfa propongono una prospettiva fotografica contemporanea.
Anche gli incontri di ascolto guidato contribuiscono ad ampliare la proposta. Il 3 novembre, alle 19, Alessio Bertallot conduce alla Triennale un appuntamento dedicato a Back on the Block di Quincy Jones. Il giorno successivo, sempre alle 19, è previsto Il jazz nello spazio, un percorso di ascolto dedicato alle trasformazioni e alle contaminazioni del linguaggio musicale.
Sabato 7 novembre, alle 17.30, la Libreria Birdland di via Vettabbia ospita Stefano Zenni con Giant Steps. La musica di John Coltrane. L’incontro porta il confronto sulla storia del jazz in uno spazio librario, dove l’approfondimento può raggiungere anche un pubblico interessato alla saggistica musicale.
Le proiezioni di Armani/Silos e gli appuntamenti a ingresso libero
Nel quartiere Tortona, Armani/Silos ospita The Body of Jazz – Play It Again!, una rassegna cinematografica dedicata al rapporto tra jazz e cinema, con particolare attenzione alla filmografia di Woody Allen.
Tra gli appuntamenti ancora previsti figurano Misterioso omicidio a Manhattan il 30 ottobre, Blue Jasmine il 4 novembre e Manhattan il 6 novembre. Le proiezioni iniziano alle 21 e sono programmate in lingua originale con sottotitoli italiani.
L’ingresso alle proiezioni è gratuito, con prenotazione, secondo le indicazioni pubblicate per la rassegna.
La componente gratuita di JAZZMI comprende anche attività espositive e incontri, ma le condizioni non sono identiche per tutte le iniziative. Il calendario ufficiale distingue gli eventi con biglietto, quelli a ingresso libero e quelli per i quali sono previste prenotazioni o condizioni specifiche.
La differenza riguarda anche gli appuntamenti ospitati in spazi non strettamente musicali. Per il concerto dell’Artchipel Orchestra all’ADI Design Museum, ad esempio, è richiesto il biglietto del museo. Altri eventi rimandano invece ai circuiti di vendita Ticketmaster, TicketOne o Dice.
Questa articolazione delle modalità di accesso è un’informazione concreta per comprendere JAZZMI 2026 a Milano: la presenza di attività gratuite non implica che l’intero cartellone sia liberamente accessibile, così come la pubblicazione di un evento sui circuiti di biglietteria non garantisce la disponibilità di posti al momento della consultazione.
Il rapporto con il pubblico e gli spazi culturali della città
La scelta di utilizzare luoghi diversi incide sul tipo di esperienza proposta dal festival. Un concerto alla Triennale, un incontro nella Libreria Birdland o una sessione di ascolto guidato non richiedono lo stesso grado di familiarità con il jazz e possono attirare pubblici con interessi differenti.
La programmazione offre inoltre occasioni di contatto con repertori distanti tra loro. Gli omaggi a John Coltrane, Miles Davis, Frank Zappa e Joni Mitchell convivono con progetti che coinvolgono rap, elettronica, flamenco e nuove formazioni strumentali.
È una varietà che emerge concretamente dal calendario, senza dover considerare il jazz come un genere circoscritto a un unico repertorio. La presenza di musicisti appartenenti a generazioni e tradizioni differenti rende possibile un confronto tra forme storiche dell’improvvisazione e sviluppi contemporanei.
Anche le attività organizzate negli alberghi e in altri luoghi cittadini contribuiscono alla diffusione della manifestazione. Il 4 novembre sono previsti il Notarius Trio all’Hilton Milan, J & The Hot Four a Casa Brera e Crabs & Feathers al 21 House of Stories Navigli. Il 5 novembre il Beapic Quartet è in programma allo Sheraton Milan San Siro, mentre l’8 novembre Lamblues è annunciato all’Enterprise Hotel di corso Sempione.
La presenza di appuntamenti in queste sedi amplia ulteriormente la rete degli spazi coinvolti e differenzia i contesti in cui la musica dal vivo può essere ascoltata.
Con l’ultima settimana di programmazione, JAZZMI 2026 a Milano mantiene quindi aperte diverse possibilità di partecipazione: dai concerti a pagamento agli incontri culturali, dalle mostre alle proiezioni su prenotazione.
L’ultimo appuntamento indicato nel calendario delle iniziative gratuite è Lamblues, previsto domenica 8 novembre alle 18.30 all’Enterprise Hotel. Nella stessa giornata, i concerti di Isaiah Collier alla Triennale e Sergio Cammariere al Conservatorio accompagnano la conclusione dell’undicesima edizione, dopo tre settimane di programmazione distribuita in numerosi spazi milanesi.














