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	<title>Redazione Milano-Business.com &#8211; Milano Business</title>
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	<title>Redazione Milano-Business.com &#8211; Milano Business</title>
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		<title>Prevenzione delle truffe a Milano: due incontri con la Polizia locale nel Municipio 5</title>
		<link>https://www.milano-business.com/magazine/prevenzione-delle-truffe-a-milano-gli-incontri-della-polizia-locale-nel-municipio-5/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Milano-Business.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 13:03:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vivere Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[La Polizia locale di Milano incontra i cittadini del Municipio 5 per spiegare come riconoscere i tentativi di truffa, evitare richieste fraudolente di denaro e reagire quando uno sconosciuto si presenta alla porta di casa fingendosi un tecnico o un rappresentante delle istituzioni. L&#8217;iniziativa, intitolata “Truffe? No, grazie”, prevede due appuntamenti nel mese di novembre [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>La Polizia locale di Milano incontra i cittadini del Municipio 5 per spiegare come riconoscere i tentativi di truffa, evitare richieste fraudolente di denaro e reagire quando uno sconosciuto si presenta alla porta di casa fingendosi un tecnico o un rappresentante delle istituzioni. L&#8217;iniziativa, intitolata <strong>“Truffe? No, grazie”</strong>, prevede due appuntamenti nel mese di novembre 2026, ospitati in altrettante parrocchie del territorio.</p>
<p>Il calendario pubblicato dal Comune di Milano il 4 novembre indica un primo incontro nella stessa giornata, presso la Parrocchia San Barnaba in Gratosoglio, e un secondo appuntamento fissato per martedì 24 novembre nella Parrocchia dei Santi Giovanni e Giacomo, in via Meda.</p>
<p>La <strong>prevenzione delle truffe a Milano</strong> passa così attraverso incontri di quartiere, durante i quali gli agenti possono illustrare i comportamenti più frequenti dei truffatori e fornire indicazioni pratiche per proteggere denaro, documenti e informazioni personali.</p>
<p>L&#8217;iniziativa si inserisce in un&#8217;attività di sensibilizzazione già sviluppata dall&#8217;amministrazione comunale negli anni precedenti, con particolare attenzione alle persone anziane, spesso prese di mira attraverso telefonate ingannevoli e false richieste di aiuto.</p>
<h2>Gli appuntamenti di novembre nel Municipio 5</h2>
<p>Il programma ufficiale del Municipio 5 comprende due incontri, entrambi con inizio alle ore 15.</p>
<p>Il primo era previsto per <strong>mercoledì 4 novembre 2026, alle 15, presso la Parrocchia San Barnaba in Gratosoglio, in via Feraboli 27</strong>. L&#8217;appuntamento, alla data del 6 novembre, risulta quindi già trascorso. La comunicazione comunale ne conferma la programmazione, ma non fornisce un resoconto successivo sullo svolgimento o sul numero dei partecipanti.</p>
<p>Il secondo incontro è in programma <strong>martedì 24 novembre 2026, alle 15, presso la Parrocchia dei Santi Giovanni e Giacomo, in via Meda 50</strong>. Si tratta dell&#8217;appuntamento ancora futuro indicato nella notizia pubblicata dal Municipio.</p>
<p>La scelta delle parrocchie come sedi permette di portare l&#8217;attività informativa in luoghi abitualmente frequentati dagli abitanti dei quartieri. È una modalità già utilizzata a Milano per iniziative analoghe, soprattutto quando l&#8217;obiettivo è raggiungere persone che potrebbero avere minori occasioni di partecipare a incontri organizzati nelle sedi istituzionali.</p>
<p>La comunicazione del Municipio presenta gli appuntamenti come occasioni per ricevere informazioni, ascoltare esempi concreti e conoscere le precauzioni da adottare. Non specifica invece un obbligo di prenotazione, un numero massimo di partecipanti o particolari requisiti di accesso.</p>
<p>Non risultano annunciati ulteriori incontri nel Municipio 5 all&#8217;interno del programma pubblicato il 4 novembre.</p>
<h2>Il ruolo della Polizia locale nella prevenzione delle truffe</h2>
<p>Il coinvolgimento della Polizia locale risponde a un&#8217;impostazione già sperimentata dal Comune di Milano. Gli incontri informativi organizzati nei quartieri hanno infatti lo scopo di illustrare le tecniche utilizzate dai truffatori, mostrando come una situazione apparentemente ordinaria possa trasformarsi in un tentativo di raggiro.</p>
<p>Nelle precedenti iniziative comunali sono intervenuti agenti della Scuola del Corpo della Polizia locale e personale del Pool antitruffa, struttura che riunisce competenze investigative appartenenti a differenti forze di polizia.</p>
<p>Il Comune aveva descritto, già nel settembre 2023, una collaborazione tra Polizia locale, Pool antitruffa della Procura di Milano, Prefettura e Municipi. Gli incontri prevedevano la ricostruzione di situazioni tipiche e la simulazione di scenari utili a spiegare ai partecipanti come riconoscere una richiesta sospetta.</p>
<p>Anche nel 2025 l&#8217;amministrazione aveva promosso un calendario di appuntamenti aperti alla cittadinanza, affidati agli agenti della Scuola della Polizia locale o del Pool antitruffa.</p>
<p>La <strong>prevenzione delle truffe a Milano</strong> si sviluppa dunque attraverso un&#8217;attività informativa che affianca il lavoro ordinario delle forze dell&#8217;ordine. Le iniziative nei quartieri servono a rendere riconoscibili comportamenti fraudolenti che spesso sfruttano la fiducia nelle istituzioni, la preoccupazione per i familiari oppure l&#8217;apparente urgenza di risolvere un problema domestico.</p>
<p>Per gli appuntamenti del novembre 2026, tuttavia, la comunicazione specifica del Municipio 5 conferma il coinvolgimento della Polizia locale senza indicare nominativamente gli agenti incaricati o una particolare composizione del personale presente.</p>
<h2>Falsi tecnici e richieste di denaro: come funzionano i raggiri più comuni</h2>
<p>Uno degli schemi descritti dai Carabinieri nelle proprie campagne di prevenzione riguarda i falsi appartenenti alle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>La vittima riceve una telefonata da una persona che si presenta come carabiniere, poliziotto o avvocato. Il sedicente interlocutore racconta che un familiare è rimasto coinvolto in un incidente, ha avuto problemi giudiziari oppure necessita di denaro per una situazione urgente.</p>
<p>Il passaggio decisivo arriva quando viene richiesta la consegna di contanti o gioielli a una persona incaricata di ritirarli presso l&#8217;abitazione.</p>
<p><strong>Le forze dell&#8217;ordine non chiedono denaro o preziosi per evitare arresti, risolvere procedimenti giudiziari o prestare assistenza a familiari in difficoltà.</strong> Una richiesta di questo tipo rappresenta quindi un segnale di allarme particolarmente chiaro.</p>
<p>Un&#8217;altra modalità ricorrente riguarda i falsi tecnici delle società che forniscono acqua, energia elettrica o gas. Il truffatore si presenta alla porta sostenendo che sia necessario effettuare un controllo urgente, verificare un guasto oppure mettere al sicuro determinati oggetti.</p>
<p>L&#8217;obiettivo può essere ottenere l&#8217;accesso all&#8217;appartamento, distrarre la persona presente e sottrarre denaro o beni di valore.</p>
<p>I Carabinieri raccomandano di verificare autonomamente l&#8217;identità di chi si presenta, contattando la società interessata attraverso recapiti ufficiali già disponibili, per esempio quelli riportati sulle bollette. Il semplice possesso di un tesserino non costituisce una garanzia sufficiente.</p>
<p>La pressione psicologica costituisce un elemento comune a molte di queste situazioni. Il truffatore cerca di impedire alla vittima di riflettere, chiedere consiglio o effettuare controlli indipendenti.</p>
<p>La possibilità di interrompere il contatto e verificare i fatti attraverso un canale affidabile è una delle precauzioni più efficaci.</p>
<h2>Le truffe telefoniche e il rischio di comunicare dati personali</h2>
<p>La <strong>prevenzione delle truffe a Milano</strong> riguarda anche i raggiri che iniziano attraverso il telefono, i messaggi e la <a class="linkinternal" href="https://www.milano-business.com/magazine/unimi-webmail-posta-elettronica-universita-degli-studi-di-milano/">posta elettronica</a>.</p>
<p>Il fenomeno comprende il cosiddetto <em>vishing</em>, una tecnica nella quale il truffatore utilizza una chiamata telefonica per ottenere informazioni personali, credenziali di accesso, dati bancari oppure disposizioni di pagamento.</p>
<p>L&#8217;interlocutore può fingere di appartenere a una banca, a una società di servizi o a un ufficio pubblico. In alcuni casi la telefonata viene preceduta da un messaggio che segnala un presunto problema con un conto corrente, una carta di pagamento o un&#8217;operazione da autorizzare.</p>
<p>Le indicazioni preventive diffuse dall&#8217;Arma dei Carabinieri invitano a non comunicare password, codici di sicurezza e informazioni relative agli strumenti di pagamento durante chiamate ricevute da interlocutori non verificati.</p>
<p>Quando viene segnalato un problema bancario, la verifica deve avvenire contattando direttamente l&#8217;istituto attraverso i suoi canali ufficiali, senza utilizzare numeri o collegamenti comunicati dal presunto operatore.</p>
<p>La stessa prudenza vale quando una persona si presenta telefonicamente come un parente e chiede un trasferimento immediato di denaro.</p>
<p>Il comportamento consigliato consiste nell&#8217;interrompere la conversazione e ricontattare il familiare attraverso un recapito già conosciuto.</p>
<p>Se sono stati comunicati dati di pagamento o credenziali riservate, occorre contattare tempestivamente la banca per valutare il blocco degli strumenti coinvolti e mettere in sicurezza gli accessi.</p>
<p>Queste precauzioni sono particolarmente rilevanti perché una truffa telefonica può svilupparsi senza alcun contatto diretto tra autore e vittima. La capacità di riconoscere un comportamento sospetto diventa quindi decisiva prima che vengano autorizzati pagamenti o consegnate informazioni riservate.</p>
<h2>Il numero 112 e i servizi disponibili a Milano</h2>
<p>L&#8217;avviso pubblicato dal Municipio 5 richiama espressamente il <strong>112, numero unico europeo per le emergenze</strong>, da contattare in presenza di situazioni sospette che richiedono l&#8217;intervento delle forze dell&#8217;ordine.</p>
<p>A Milano è inoltre operativo un Pool antitruffa interforze dedicato al contrasto dei reati commessi soprattutto ai danni delle persone anziane.</p>
<p>Il Comune mette a disposizione anche la Centrale operativa della Polizia locale, raggiungibile al numero <strong>02 02 08</strong>, attiva 24 ore su 24 per le richieste di pronto intervento di competenza del Corpo.</p>
<p>La pagina comunale dedicata alla linea telefonica contro le truffe agli anziani, aggiornata il 16 giugno 2026, conferma entrambi i riferimenti: il 112 per le emergenze e il numero 02 02 08 per la Centrale operativa della Polizia locale.</p>
<p>La disponibilità di questi servizi distingue l&#8217;attività informativa degli incontri dalle misure già operative sul territorio. Gli appuntamenti servono a diffondere conoscenze e comportamenti preventivi; i canali di emergenza e gli organismi investigativi intervengono invece quando occorre segnalare un fatto, richiedere assistenza o avviare accertamenti.</p>
<p>Chi ha subito una truffa può rivolgersi alle forze dell&#8217;ordine per presentare denuncia. Segnalare tempestivamente l&#8217;accaduto consente di fornire elementi utili alle indagini, come recapiti telefonici utilizzati dai truffatori, messaggi ricevuti, caratteristiche delle persone coinvolte ed eventuali estremi dei pagamenti.</p>
<p>Le indicazioni diffuse dalle istituzioni sottolineano anche il ruolo dei familiari e delle persone di fiducia. Confrontarsi su una richiesta insolita può aiutare a individuare incongruenze che, durante una telefonata particolarmente pressante, potrebbero passare inosservate.</p>
<h2>L&#8217;importanza degli incontri nei quartieri</h2>
<p>La scelta di organizzare appuntamenti all&#8217;interno del Municipio 5 mette in evidenza una caratteristica delle campagne comunali: la diffusione delle informazioni attraverso luoghi e relazioni già presenti sul territorio.</p>
<p>Le parrocchie, come altri spazi di aggregazione, possono agevolare il contatto con residenti anziani e persone che non consultano abitualmente le comunicazioni online dell&#8217;amministrazione.</p>
<p>L&#8217;efficacia di un incontro dipende anche dalla possibilità di affrontare dubbi concreti. Distinguere un tecnico autentico da un falso incaricato, comprendere quando chiamare il 112 e sapere come verificare una richiesta di denaro sono questioni che possono essere chiarite attraverso esempi e spiegazioni dirette.</p>
<p>Le campagne di <strong>prevenzione delle truffe a Milano</strong> utilizzano da tempo questa modalità, affiancando agli avvisi pubblici l&#8217;intervento degli operatori specializzati.</p>
<p>Gli incontri costituiscono un&#8217;azione di sensibilizzazione effettivamente programmata, ma la loro utilità non può essere misurata automaticamente dal numero degli appuntamenti annunciati. Per valutare i risultati sarebbero necessari dati sulla partecipazione, sulla diffusione delle informazioni e sull&#8217;eventuale riduzione degli episodi fraudolenti, che non accompagnano la comunicazione del Municipio 5 del 4 novembre.</p>
<p>Resta verificabile la continuità del progetto, documentata dai precedenti cicli di incontri promossi dal Comune e dal nuovo calendario di novembre 2026.</p>
<p>L&#8217;iniziativa affronta inoltre un problema che interessa l&#8217;intera cittadinanza, pur riservando particolare attenzione alle persone anziane. Le tecniche di impersonificazione, le richieste economiche urgenti e l&#8217;utilizzo fraudolento delle comunicazioni digitali possono infatti coinvolgere persone di qualsiasi età.</p>
<h2>Il prossimo incontro del 24 novembre in via Meda</h2>
<p>Il calendario di novembre lascia ancora un appuntamento per i residenti del Municipio 5: <strong>martedì 24 novembre, alle ore 15, nella Parrocchia dei Santi Giovanni e Giacomo, in via Meda 50</strong>.</p>
<p>È questa la seconda sede individuata dal Comune per il ciclo “Truffe? No, grazie”, dopo l&#8217;incontro del 4 novembre a Gratosoglio.</p>
<p>L&#8217;avviso municipale non annuncia ulteriori date né contiene informazioni su eventuali modifiche al programma. La notizia ufficiale rimane pertanto il riferimento per verificare l&#8217;appuntamento.</p>
<p>L&#8217;attività di <strong>prevenzione delle truffe a Milano</strong> continuerà, secondo il calendario pubblicato, con un incontro dedicato a riconoscere i metodi utilizzati dai truffatori e conoscere le precauzioni da adottare. In attesa del 24 novembre, restano già disponibili i servizi di emergenza e di assistenza della Polizia locale, ai quali rivolgersi quando una richiesta sospetta può nascondere un tentativo di raggiro.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Visite guidate a Palazzo Reale: il 6 novembre appuntamenti su Carla Cerati e Picabia, posti esauriti</title>
		<link>https://www.milano-business.com/magazine/visite-guidate-a-palazzo-reale-il-6-novembre-gli-appuntamenti-su-cerati-e-picabia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Milano-Business.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2026 11:57:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Milano Today]]></category>
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					<description><![CDATA[Venerdì 6 novembre 2026, alle 18.15, Palazzo Reale di Milano ospita due visite guidate dedicate a Carla Cerati e Francis Picabia, nell&#8217;ambito del Forum Cultura 2026. Gli appuntamenti prevedono un accompagnamento gratuito e un biglietto d&#8217;ingresso ridotto a 6 euro, con un massimo di 25 partecipanti per ciascun percorso. Le prenotazioni hanno però raggiunto il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Venerdì 6 novembre 2026, alle 18.15, Palazzo Reale di Milano ospita due visite guidate dedicate a Carla Cerati e Francis Picabia, nell&#8217;ambito del Forum Cultura 2026. Gli appuntamenti prevedono un accompagnamento gratuito e un biglietto d&#8217;ingresso ridotto a 6 euro, con un massimo di 25 partecipanti per ciascun percorso. <strong>Le prenotazioni hanno però raggiunto il tutto esaurito per entrambe le mostre</strong>, come confermato dall&#8217;aggiornamento pubblicato sul sito ufficiale di Palazzo Reale.</p>
<p>L&#8217;iniziativa riguarda due esposizioni già aperte al pubblico: <em>Carla Cerati. Plurale femminile. Fotografia e scrittura, 1926–2026</em> e <em>PICABIA. Aprire le porte della notte</em>. Le visite si svolgono contemporaneamente, all&#8217;interno delle rispettive mostre, e costituiscono uno degli appuntamenti del programma culturale cittadino organizzato dal 3 all&#8217;8 novembre.</p>
<p>Le <strong>visite guidate a Palazzo Reale</strong> del 6 novembre hanno una formula precisa: il servizio di accompagnamento non comporta costi aggiuntivi, mentre l&#8217;accesso agli spazi espositivi richiede il pagamento del biglietto speciale. La distinzione è rilevante perché la gratuità annunciata riguarda esclusivamente la visita guidata e non l&#8217;ingresso alla mostra.</p>
<h2>Carla Cerati, un percorso tra fotografia, scrittura e impegno civile</h2>
<p>La prima visita è dedicata a Carla Cerati, fotografa e scrittrice milanese della quale ricorre nel 2026 il centenario della nascita. L&#8217;esposizione, inaugurata il 26 settembre e visitabile fino al 10 gennaio 2027, ripercorre un&#8217;attività artistica e intellettuale profondamente legata alla storia italiana del secondo Novecento.</p>
<p>La mostra riunisce <strong>200 fotografie</strong>, accompagnate da libri, documenti d&#8217;archivio e materiali audiovisivi. Il percorso si sviluppa attraverso dieci sale e affronta alcuni dei principali ambiti della ricerca di Cerati: la città di Milano, il mondo dello spettacolo, i ritratti, la condizione femminile, il corpo e le trasformazioni sociali.</p>
<p>Un capitolo centrale riguarda <em>Morire di classe</em>, il reportage realizzato insieme a Gianni Berengo Gardin e pubblicato da Einaudi nel 1969. Il lavoro documentò le condizioni degli istituti psichiatrici italiani, collegandosi al movimento di riforma promosso da Franco Basaglia e Franca Ongaro Basaglia.</p>
<p>Le fotografie contribuirono a rendere visibili realtà istituzionali raramente rappresentate al grande pubblico. La loro importanza supera quindi la dimensione strettamente documentaria e riguarda il rapporto tra fotografia, denuncia sociale e cambiamento culturale.</p>
<p>La mostra permette inoltre di osservare come Cerati abbia sviluppato una ricerca parallela attraverso la scrittura. Fotografie e testi restituiscono esperienze differenti, ma spesso riconducibili agli stessi interrogativi sulla memoria, sull&#8217;identità e sui rapporti tra individuo e società.</p>
<p>La visita guidata del 6 novembre si inserisce in questo percorso espositivo, offrendo un&#8217;occasione di approfondimento su un&#8217;autrice che ha utilizzato linguaggi diversi per raccontare la propria epoca.</p>
<p>L&#8217;esposizione è curata da Elena Ceratti, Giovanna Calvenzi e Mariateresa Cerretelli ed è promossa dal Comune di Milano – Cultura.</p>
<h2>Francis Picabia, oltre 170 opere per raccontare un artista delle avanguardie</h2>
<p>Il secondo appuntamento delle <strong>visite guidate a Palazzo Reale</strong> riguarda Francis Picabia, protagonista di un&#8217;ampia esposizione inaugurata il 9 ottobre 2026 e in programma fino al 24 gennaio 2027.</p>
<p><em>PICABIA. Aprire le porte della notte</em> presenta oltre 170 opere, tra dipinti, disegni, fotografie, documenti e materiali d&#8217;archivio provenienti da collezioni internazionali. È la più ampia mostra realizzata in Italia dedicata all&#8217;artista francese, nato nel 1879 e morto nel 1953.</p>
<p>Picabia occupa una posizione particolare nella storia dell&#8217;arte del Novecento. Attraversò linguaggi e movimenti diversi, dall&#8217;Impressionismo al Fauvismo, dal Cubismo al Dadaismo, senza mantenere una continuità stilistica facilmente riconducibile a una sola corrente.</p>
<p>La sua produzione comprende esperienze astratte, sperimentazioni dadaiste, immagini meccanomorfe e successive ricerche figurative. Questa varietà rende particolarmente significativo un percorso espositivo capace di seguire le trasformazioni della sua opera attraverso materiali di natura differente.</p>
<p>La mostra milanese sceglie come filo conduttore il tema della notte, interpretato attraverso le relazioni tra vita personale, desiderio e reinvenzione artistica. Il percorso comprende riferimenti alla musica, alla danza, alle origini familiari, all&#8217;esperienza della guerra e ai rapporti con altri protagonisti della modernità.</p>
<p>Picabia frequentò infatti ambienti culturali nei quali operarono artisti e intellettuali come Marcel Duchamp, Pablo Picasso e Gertrude Stein, partecipando al confronto che contribuì a ridefinire i linguaggi artistici del primo Novecento.</p>
<p>L&#8217;esposizione è curata da Anne Berest Picabia, pronipote dell&#8217;artista, ed è promossa dal Comune di Milano – Cultura, con la produzione di Palazzo Reale e MADEINART.</p>
<p>La visita delle 18.15 è dedicata a questa specifica mostra e non va confusa con gli altri percorsi guidati su Picabia eventualmente proposti da operatori culturali durante il periodo espositivo, che possono prevedere orari, tariffe e modalità di prenotazione differenti.</p>
<h2>Biglietti ridotti a 6 euro e prenotazione obbligatoria</h2>
<p>Le condizioni previste per le <strong>visite guidate a Palazzo Reale</strong> del 6 novembre sono identiche per entrambe le esposizioni. L&#8217;appuntamento è fissato alle ore 18.15 e il numero massimo di partecipanti è stabilito in 25 persone per ciascuna visita.</p>
<p>La tariffa di ingresso è di <strong>6 euro a persona</strong>, mentre il servizio di visita guidata è gratuito. Si tratta di una riduzione speciale collegata al Forum Cultura 2026, distinta dalle normali condizioni economiche delle due mostre.</p>
<p>L&#8217;organizzazione aveva previsto la prenotazione obbligatoria tramite posta elettronica all&#8217;indirizzo C.Mostre@comune.milano.it, chiedendo di specificare nella richiesta il nome dell&#8217;esposizione prescelta.</p>
<p>Questa indicazione era necessaria perché le due visite sono programmate nello stesso orario. L&#8217;iscrizione a un percorso non equivale alla prenotazione dell&#8217;altro e non consente di partecipare a entrambe le attività contemporaneamente.</p>
<p><strong>Il sito ufficiale di Palazzo Reale segnala attualmente il sold out per entrambe le visite del 6 novembre.</strong> La comunicazione conferma l&#8217;esaurimento dei posti disponibili, senza indicare ulteriori turni straordinari o una lista d&#8217;attesa.</p>
<p>L&#8217;iniziativa risulta quindi regolarmente programmata, ma non più prenotabile secondo le disponibilità comunicate dall&#8217;organizzazione. Il tutto esaurito non deve essere interpretato come una chiusura delle esposizioni, che continuano a seguire i rispettivi calendari.</p>
<p>La sede degli appuntamenti è Palazzo Reale, in piazza del Duomo 12 a Milano. Le due mostre osservano normalmente un&#8217;apertura dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 19.30, con prolungamento fino alle 22.30 il giovedì e chiusura il lunedì. L&#8217;ultimo ingresso ordinario è previsto un&#8217;ora prima della chiusura.</p>
<h2>Il Forum Cultura 2026 e il programma cittadino</h2>
<p>Le visite guidate a Palazzo Reale fanno parte delle iniziative aperte al pubblico del Forum Cultura 2026, manifestazione organizzata dal Comune di Milano per favorire il confronto tra istituzioni, professionisti, operatori e organizzazioni del settore culturale.</p>
<p>L&#8217;edizione si svolge dal 3 all&#8217;8 novembre e coinvolge musei, biblioteche, spazi espositivi e altre istituzioni cittadine.</p>
<p>Il centro operativo del Forum è il CASVA, Centro di Alti Studi sulle Arti Visive, situato in via Isernia 5, dove si concentrano i tavoli di lavoro dedicati alle politiche culturali e alle attività del sistema milanese.</p>
<p>Gli incontri affrontano temi che riguardano le arti visive, lo spettacolo dal vivo, i musei, le biblioteche e le pratiche culturali contemporanee. Accanto alle attività di confronto professionale è previsto un programma pubblico distribuito in diversi luoghi della città.</p>
<p>Le visite alle mostre di Carla Cerati e Francis Picabia rappresentano due appuntamenti di questa programmazione diffusa. Consentono di collegare l&#8217;attività ordinaria delle istituzioni espositive a un&#8217;iniziativa cittadina dedicata alla partecipazione culturale.</p>
<p>La scelta di proporre due percorsi molto diversi rispecchia anche la varietà delle collezioni e delle mostre temporanee ospitate da Palazzo Reale. Da una parte, la fotografia italiana e la testimonianza sociale del Novecento; dall&#8217;altra, le sperimentazioni artistiche europee e il confronto con le avanguardie.</p>
<p>Il programma del Forum distingue inoltre gli incontri riservati agli operatori culturali dalle attività rivolte al pubblico, tra le quali rientrano gli appuntamenti espositivi del 6 novembre.</p>
<h2>Le due mostre proseguono anche dopo il 6 novembre</h2>
<p>Il tutto esaurito delle visite guidate a Palazzo Reale riguarda esclusivamente gli appuntamenti speciali previsti per il Forum Cultura. Le esposizioni dedicate a Cerati e Picabia rimangono accessibili secondo i calendari e le condizioni ordinarie stabilite dagli organizzatori.</p>
<p>La mostra su <strong>Carla Cerati resterà aperta fino al 10 gennaio 2027</strong>, mentre quella dedicata a <strong>Francis Picabia terminerà il 24 gennaio 2027</strong>.</p>
<p>Per entrambe, il biglietto intero ordinario indicato da Palazzo Reale è di 15 euro, con riduzioni previste per determinate categorie di visitatori e altre tipologie di accesso. La tariffa speciale di 6 euro annunciata per il Forum non costituisce quindi il prezzo generale delle due esposizioni.</p>
<p>La differenza riguarda anche l&#8217;accompagnamento: l&#8217;accesso ordinario alla mostra non comprende automaticamente la visita speciale del 6 novembre, organizzata con un numero limitato di partecipanti e soggetta a prenotazione.</p>
<p>La distinzione permette di interpretare correttamente l&#8217;aggiornamento sul sold out: sono esauriti i posti dei due gruppi guidati delle 18.15, mentre rimane confermata la prosecuzione delle mostre nelle sale di Palazzo Reale per le settimane successive.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Bilancio del Comune di Milano, il rendiconto di fine mandato: oltre 4mila lavoratori in più e patrimonio a 12,2 miliardi</title>
		<link>https://www.milano-business.com/magazine/bilancio-comune-milano-fine-mandato-personale-patrimonio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Milano-Business.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2026 16:01:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Business]]></category>
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					<description><![CDATA[Il Gruppo Comune di Milano ha chiuso il 2025 con 47.940 lavoratori e un patrimonio netto di 12,2 miliardi di euro. Rispetto al 2021, gli occupati sono aumentati di 4.079 unità, pari al 9,3%, mentre la consistenza patrimoniale è cresciuta di oltre 2 miliardi. Sono i principali risultati del bilancio consolidato 2025, approvato dal Consiglio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Gruppo Comune di Milano ha chiuso il 2025 con 47.940 lavoratori e un patrimonio netto di 12,2 miliardi di euro. Rispetto al 2021, gli occupati sono aumentati di 4.079 unità, pari al 9,3%, mentre la consistenza patrimoniale è cresciuta di oltre 2 miliardi. Sono i principali risultati del bilancio consolidato 2025, approvato dal Consiglio comunale il 29 ottobre 2026 e presentato dall&#8217;amministrazione il giorno successivo.</p>
<p>I numeri descrivono un sistema economico che comprende Palazzo Marino, le società controllate e gli altri organismi inseriti nel perimetro contabile del gruppo. Una distinzione necessaria per interpretare correttamente i risultati: <strong>l&#8217;aumento di oltre quattromila lavoratori non corrisponde ad altrettante assunzioni negli uffici comunali</strong>, così come il patrimonio consolidato non rappresenta una somma interamente disponibile per finanziare nuove spese.</p>
<p>Il documento chiude la rendicontazione economico-patrimoniale del mandato amministrativo attraverso i risultati dell&#8217;esercizio 2025. Per comprendere quanto sia effettivamente cambiata la situazione finanziaria della città occorre distinguere i dati del Comune da quelli delle imprese partecipate, considerando anche i criteri con cui vengono aggregati i rispettivi bilanci.</p>
<h2>Personale, da 43.861 a 47.940 lavoratori in quattro anni</h2>
<p>L&#8217;incremento dell&#8217;occupazione costituisce uno degli elementi maggiormente evidenziati nel comunicato comunale del 30 ottobre. Il confronto riguarda due consistenze complessive: 43.861 lavoratori nel 2021 e 47.940 alla fine del 2025.</p>
<p>La differenza è di 4.079 unità. Il dato è significativo, ma la sua interpretazione richiede attenzione alla composizione del gruppo.</p>
<p>Tra le principali realtà considerate dall&#8217;amministrazione figurano ATM, con 11.356 dipendenti, A2A con 14.959, SEA con 2.783 e MM con 1.573. Si tratta di organizzazioni che operano in settori differenti, dal trasporto pubblico locale alla gestione aeroportuale, dai servizi energetici alle infrastrutture e alla gestione del patrimonio immobiliare pubblico.</p>
<p>Il comunicato attribuisce una parte della crescita dell&#8217;occupazione proprio all&#8217;aumento del personale di queste società, senza fornire una ripartizione completa dei 4.079 lavoratori aggiuntivi per singola organizzazione.</p>
<p>Non sarebbe quindi corretto attribuire l&#8217;intero incremento alle assunzioni effettuate direttamente dal Comune. Per misurare l&#8217;evoluzione dell&#8217;organico municipale occorre utilizzare le rilevazioni specifiche sul personale dell&#8217;ente, mantenendole separate dagli occupati delle imprese partecipate.</p>
<p>Anche il confronto fra società richiede alcune cautele. Un&#8217;impresa può ampliare il proprio personale attraverso nuove assunzioni, acquisizioni societarie oppure modifiche del perimetro aziendale. Questi fenomeni producono effetti differenti sull&#8217;occupazione e non possono essere considerati equivalenti.</p>
<p>La documentazione finanziaria di A2A relativa al 2025, ad esempio, registra variazioni del perimetro societario dovute ad acquisizioni e operazioni straordinarie. La consistenza complessiva degli addetti deve pertanto essere esaminata considerando anche l&#8217;evoluzione della struttura del gruppo industriale.</p>
<p>Il bilancio del Comune di Milano restituisce così un&#8217;indicazione sulla dimensione occupazionale dell&#8217;insieme pubblico e partecipato, mentre una valutazione puntuale delle politiche di reclutamento richiede dati ulteriormente disaggregati.</p>
<h2>Patrimonio netto a 12,2 miliardi: quanto appartiene direttamente al Comune</h2>
<p>Il secondo risultato riguarda la consistenza patrimoniale. Fra il 2021 e il 2025, il patrimonio netto consolidato è passato da meno di 10 miliardi a 12,2 miliardi di euro.</p>
<p>Il patrimonio netto rappresenta, in termini contabili, la differenza tra attività e passività. Comprende il valore delle risorse patrimoniali risultante dai criteri di valutazione adottati e tiene conto delle obbligazioni e delle altre poste passive iscritte nello stato patrimoniale.</p>
<p>Non coincide quindi con la liquidità presente nelle casse dell&#8217;amministrazione.</p>
<p>Dei 12,2 miliardi complessivi, <strong>9,7 miliardi sono riferiti al patrimonio netto del Comune</strong>, cresciuto di circa 1,5 miliardi rispetto all&#8217;inizio del periodo considerato. L&#8217;incremento dichiarato è del 18%.</p>
<p>Questa componente assume particolare importanza perché consente di distinguere la consistenza patrimoniale dell&#8217;ente da quella delle società inserite nel consolidamento.</p>
<p>Il valore degli immobili, delle infrastrutture, delle partecipazioni e delle altre attività patrimoniali segue regole contabili specifiche. Un incremento del patrimonio netto può derivare da risultati economici positivi, investimenti capitalizzati, variazioni delle riserve o altre operazioni patrimoniali.</p>
<p>Non implica necessariamente un corrispondente aumento di denaro immediatamente utilizzabile.</p>
<p>Fra le società pubbliche, MM registra una crescita del patrimonio netto da 239 a 326 milioni di euro, con un incremento di 87 milioni, pari a circa il 36%.</p>
<p>Il dato riguarda un&#8217;azienda particolarmente rilevante per Milano, impegnata nella gestione di infrastrutture e servizi, compreso il patrimonio abitativo pubblico affidato alla società.</p>
<p>Nella presentazione del consolidato, l&#8217;assessore al Bilancio Emmanuel Conte ha collegato la crescita patrimoniale a investimenti quali la linea metropolitana M4, il rinnovo della flotta ATM, i nuovi padiglioni del mercato Foody e gli interventi sulle reti energetiche.</p>
<p>Ha inoltre richiamato i <strong>520 alloggi popolari ristrutturati e rimessi a disposizione da MM nel 2025</strong>, un risultato che permette di collegare la rendicontazione patrimoniale a un&#8217;attività concreta sul territorio.</p>
<p>Il valore contabile delle infrastrutture, tuttavia, non misura da solo la loro efficienza, lo stato di manutenzione o la qualità dei servizi erogati.</p>
<h2>Perché il bilancio consolidato è diverso dal rendiconto comunale</h2>
<p>La distinzione fra bilancio dell&#8217;ente e bilancio consolidato è essenziale per leggere correttamente i risultati di fine mandato.</p>
<p>Il rendiconto della gestione del Comune riguarda direttamente l&#8217;amministrazione municipale. Documenta entrate, spese, risultato di amministrazione, situazione economica e consistenza patrimoniale dell&#8217;ente.</p>
<p>Il bilancio consolidato amplia invece l&#8217;osservazione agli organismi compresi nel relativo perimetro. La disciplina di riferimento è contenuta nel decreto legislativo 118 del 2011, che regola l&#8217;armonizzazione contabile degli enti territoriali e prevede specifici principi per la redazione dei conti consolidati.</p>
<p>La costruzione del documento non consiste nella semplice somma dei bilanci di tutte le società nelle quali il Comune possiede una partecipazione.</p>
<p>Occorre innanzitutto individuare il Gruppo Amministrazione Pubblica, comunemente indicato con la sigla GAP, e successivamente determinare quali organismi debbano entrare nel perimetro di consolidamento.</p>
<p><strong>L&#8217;appartenenza al GAP e l&#8217;inclusione nel consolidato sono due condizioni distinte.</strong> Una società partecipata può essere considerata nel primo insieme senza necessariamente contribuire alle grandezze contabili consolidate nello stesso modo delle società controllate.</p>
<p>La normativa prevede criteri collegati al controllo, alla partecipazione, alla rilevanza economica e alle caratteristiche degli organismi interessati.</p>
<p>Anche il metodo di consolidamento incide sulla rappresentazione finale. Con il metodo integrale vengono incorporate le poste contabili dell&#8217;organismo controllato, evidenziando separatamente le eventuali quote di pertinenza di terzi. Con quello proporzionale, invece, le poste vengono considerate nella misura prevista dalla partecipazione.</p>
<p>Sono inoltre necessarie rettifiche per eliminare i rapporti economici e patrimoniali interni al gruppo. Senza queste operazioni, transazioni fra Comune e società controllate potrebbero essere conteggiate più volte.</p>
<h2>ATM, A2A, SEA e MM: partecipazioni e criteri di consolidamento</h2>
<p>La documentazione del bilancio consolidato 2024 permette di osservare concretamente l&#8217;applicazione di questi principi.</p>
<p>Nel perimetro di quell&#8217;esercizio, ATM e MM risultavano partecipate al 100% dal Comune e consolidate con metodo integrale. Anche SEA, con una partecipazione comunale indicata al 54,81%, era sottoposta a consolidamento integrale.</p>
<p>Per altri organismi il trattamento contabile risultava differente, in funzione delle quote detenute e delle disposizioni applicabili.</p>
<p>La posizione di A2A richiede particolare attenzione. La società energetica presenta una struttura proprietaria e industriale distinta da quella delle aziende interamente controllate dal Comune. È inoltre una realtà quotata, con attività e investimenti che si estendono ben oltre il territorio milanese.</p>
<p>La presenza dei dipendenti A2A nella rappresentazione occupazionale del Gruppo Comune di Milano non autorizza, da sola, a considerare tutte le attività dell&#8217;impresa patrimonio esclusivo del Comune.</p>
<p>Lo stesso principio vale per l&#8217;interpretazione dei risultati economici: la partecipazione azionaria, il rapporto di controllo e il metodo di consolidamento determinano quanto e come le grandezze delle singole società concorrano al bilancio complessivo.</p>
<p>Per confrontare correttamente il 2021 con il 2025 occorre inoltre verificare se gli organismi inclusi siano rimasti gli stessi e se siano intervenute modifiche nei criteri di rappresentazione.</p>
<p>Il confronto delle consistenze occupazionali pubblicato dall&#8217;amministrazione descrive una crescita del gruppo come rendicontato nei due esercizi. Non dimostra, senza ulteriori riconciliazioni, quanta parte dell&#8217;aumento derivi esclusivamente dalla crescita degli organici a perimetro societario invariato.</p>
<h2>Risultato operativo e attività economica: i dati del 2025</h2>
<p>Il consolidato contiene anche indicatori relativi alla gestione economica.</p>
<p>Il Gruppo Comune di Milano presenta un volume d&#8217;affari indicato dall&#8217;amministrazione in circa 21 miliardi di euro e un risultato operativo positivo di 388 milioni.</p>
<p>Il confronto temporale riportato nel comunicato riguarda, per questa voce, il 2022, quando il risultato operativo era stato di 210 milioni.</p>
<p>Si tratta dunque di una crescita di 178 milioni fra i due esercizi, ma non di un confronto diretto con il 2021 utilizzato per la misurazione del patrimonio e dell&#8217;occupazione.</p>
<p>Il risultato prima delle imposte raggiunge 630 milioni di euro, contro 292 milioni nel 2022.</p>
<p>Le imposte sui redditi indicate per il gruppo, IRES e IRAP, passano nello stesso intervallo da 140 a 207 milioni di euro. Per il solo Comune, la comunicazione riporta 36 milioni relativi al 2025.</p>
<p>Queste grandezze descrivono aspetti differenti della gestione economica e non devono essere confuse con il risultato di amministrazione dell&#8217;ente.</p>
<p>Il risultato operativo esprime un saldo della gestione economica, mentre il risultato prima delle imposte comprende ulteriori componenti previste dal conto economico. Il risultato di amministrazione, invece, deriva dalle regole della contabilità finanziaria pubblica.</p>
<p>Anche i 21 miliardi di volume d&#8217;affari del gruppo non possono essere interpretati come entrate tributarie comunali o risorse direttamente disponibili per il bilancio municipale.</p>
<p>La distinzione conta soprattutto quando si valutano le possibilità di finanziare nuovi servizi, investimenti o interventi sociali.</p>
<p>Una società partecipata può registrare ricavi elevati, ma deve sostenere costi operativi, investimenti, oneri finanziari e altri impegni. Le risorse eventualmente trasferibili al Comune attraverso dividendi dipendono dai risultati distribuibili e dalle decisioni societarie, nel rispetto delle norme applicabili.</p>
<h2>Il confronto con il rendiconto 2024 dell&#8217;ente</h2>
<p>Un riferimento utile per distinguere le grandezze del consolidato da quelle del bilancio municipale è il rendiconto 2024, approvato dal Consiglio comunale il 28 aprile 2025.</p>
<p>In quell&#8217;occasione Palazzo Marino aveva comunicato un risultato di amministrazione di parte corrente di 248 milioni di euro, rispetto ai 185 milioni dell&#8217;esercizio precedente.</p>
<p>La spesa per trasporto pubblico e <a class="linkinternal" href="https://www.milano-business.com/magazine/mobilita-sostenibile-a-milano/">mobilità</a> aveva raggiunto circa 1,15 miliardi di euro, assorbendo approssimativamente un terzo del bilancio comunale. Alle politiche sociali e per la famiglia erano stati destinati 420 milioni.</p>
<p>Sul fronte degli investimenti, gli impegni di spesa in conto capitale risultavano prossimi a 1,3 miliardi, con una prevalenza degli interventi destinati alla mobilità, quantificati in 970 milioni.</p>
<p>Il debito comunale a fine 2024 era pari a 3,356 miliardi di euro, in diminuzione rispetto ai 3,683 miliardi indicati come consistenza all&#8217;inizio del mandato.</p>
<p>Sono dati che descrivono il Comune come ente amministrativo e che non vanno sommati o confrontati direttamente con le grandezze del bilancio consolidato.</p>
<p>Per il 2025 è disponibile anche la documentazione del rendiconto comunale, compreso il parere dell&#8217;Organo di revisione del 7 aprile 2026.</p>
<p>Nel proprio esame, i revisori hanno attestato che l&#8217;ente non risultava strutturalmente deficitario secondo i parametri previsti dalla normativa e che, durante l&#8217;esercizio esaminato, non erano state rilevate gravi irregolarità contabili o anomalie gestionali tali da richiedere misure correttive rimaste inattuate.</p>
<p>Il giudizio riguarda gli aspetti contabili e amministrativi sottoposti al controllo dell&#8217;organo di revisione. Non costituisce, di per sé, una valutazione dell&#8217;efficacia di tutte le politiche pubbliche realizzate durante il mandato.</p>
<p>La documentazione ufficiale permette quindi di leggere il bilancio del Comune di Milano su due livelli: la gestione finanziaria dell&#8217;ente, verificabile attraverso i rendiconti annuali, e la situazione economico-patrimoniale dell&#8217;insieme consolidato.</p>
<h2>Patrimonio pubblico e politiche per la casa</h2>
<p>La crescita patrimoniale viene indicata dall&#8217;amministrazione come una delle condizioni per affrontare le esigenze abitative della città.</p>
<p>Milano presenta una domanda di alloggi accessibili che coinvolge famiglie, lavoratori e persone con redditi insufficienti a sostenere i costi del mercato immobiliare. Il patrimonio pubblico costituisce una delle risorse utilizzabili per rispondere a questa domanda, attraverso manutenzione, recupero degli immobili e nuove disponibilità abitative.</p>
<p>Il collegamento fra consistenza patrimoniale e capacità di intervento, tuttavia, richiede un&#8217;ulteriore distinzione.</p>
<p>Il valore contabile degli immobili comunali non corrisponde automaticamente a un fondo finanziario da destinare alla costruzione o alla riqualificazione delle abitazioni. Una parte del patrimonio è costituita da beni destinati stabilmente all&#8217;erogazione di servizi pubblici, mentre altre componenti possono essere sottoposte a vincoli giuridici o funzionali.</p>
<p>Le scelte di investimento dipendono dalla programmazione finanziaria, dalle disponibilità effettive, dai finanziamenti ottenuti e dalla capacità amministrativa di realizzare gli interventi.</p>
<p>Il recupero dei 520 alloggi popolari effettuato da MM nel 2025 rappresenta un risultato operativo documentato. Per valutarne l&#8217;incidenza sul fabbisogno abitativo complessivo occorrerebbero però ulteriori informazioni sul numero di abitazioni inutilizzate, sui tempi di assegnazione e sulle necessità di manutenzione del patrimonio residenziale pubblico.</p>
<p>Il bilancio del Comune di Milano offre elementi sulla consistenza delle risorse patrimoniali, ma la loro traduzione in nuovi alloggi disponibili deve essere verificata attraverso i programmi di investimento e i risultati effettivamente raggiunti.</p>
<h2>Il valore del bilancio di fine mandato e i limiti dei confronti</h2>
<p>Il documento approvato il 29 ottobre 2026 rappresenta l&#8217;ultimo bilancio consolidato relativo agli esercizi del mandato amministrativo considerato.</p>
<p>La sua funzione è rendere leggibile la dimensione economica complessiva del sistema comunale, includendo attività che non vengono svolte direttamente dagli uffici municipali ma attraverso società e organismi partecipati.</p>
<p>La crescita occupazionale e patrimoniale documentata nel comunicato del 30 ottobre costituisce un dato rilevante. La valutazione delle sue cause richiede però di mantenere distinti tre elementi: l&#8217;evoluzione delle attività del Comune, i risultati delle singole società e gli eventuali cambiamenti nella composizione del gruppo.</p>
<p>Lo stesso criterio deve essere applicato ai confronti economici. Il patrimonio e i lavoratori vengono confrontati con il 2021, mentre il risultato operativo e quello prima delle imposte sono rapportati al 2022. Un&#8217;analisi dell&#8217;intero mandato deve rispettare queste differenti basi temporali, senza presentarle come un&#8217;unica serie storica omogenea.</p>
<p>La documentazione del bilancio del Comune di Milano è consultabile attraverso le sezioni istituzionali dedicate ai rendiconti, ai bilanci consolidati e alle società partecipate. Il Comune pubblica inoltre dati aperti relativi alle entrate e alle spese, compresi i rendiconti 2024 e 2025 e le previsioni del triennio 2026-2028.</p>
<p>Questi strumenti consentono di affiancare alla rappresentazione complessiva del gruppo l&#8217;esame delle singole componenti finanziarie.</p>
<p>Il passaggio più significativo riguarda proprio la possibilità di verificare come la maggiore consistenza patrimoniale si accompagni alla gestione corrente, agli investimenti e agli impegni finanziari delle diverse organizzazioni pubbliche.</p>
<p>Per la programmazione successiva al 2025, la disponibilità di un patrimonio consolidato di 12,2 miliardi costituisce un&#8217;informazione sulla struttura economico-patrimoniale del gruppo. La capacità di finanziare nuovi interventi dovrà invece essere misurata attraverso i bilanci di previsione, i rendiconti annuali e gli stanziamenti effettivamente destinati ai singoli servizi.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Parcheggi di interscambio a Milano, 5,5 milioni per riqualificare Lampugnano e San Donato</title>
		<link>https://www.milano-business.com/magazine/parcheggi-interscambio-milano-lampugnano-san-donato-riqualificazione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Milano-Business.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 05 Nov 2026 14:55:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Milano Today]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.milano-business.com/magazine/?p=4691</guid>

					<description><![CDATA[Il Comune di Milano ha approvato un investimento di 5,5 milioni di euro per la riqualificazione dei parcheggi di Lampugnano, San Donato Emilia e San Donato Paullese, tre strutture gestite da ATM e collegate ai capolinea delle linee metropolitane M1 e M3. La decisione, annunciata il 1° novembre 2026, riguarda il risanamento delle strutture, il [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Comune di Milano ha approvato un investimento di <strong>5,5 milioni di euro per la riqualificazione dei parcheggi di Lampugnano, San Donato Emilia e San Donato Paullese</strong>, tre strutture gestite da ATM e collegate ai capolinea delle linee metropolitane M1 e M3. La decisione, annunciata il 1° novembre 2026, riguarda il risanamento delle strutture, il miglioramento degli impianti e l&#8217;adeguamento dei sistemi di sicurezza.</p>
<p>La Giunta comunale ha dato il via libera a due distinti provvedimenti immediatamente eseguibili. Il primo destina 3 milioni di euro alla manutenzione straordinaria del parcheggio di Lampugnano, mentre il secondo prevede 2,5 milioni per interventi di sicurezza e prevenzione incendi distribuiti tra Lampugnano e i due parcheggi di San Donato.</p>
<p>L&#8217;investimento interessa alcuni dei più utilizzati <strong>parcheggi di interscambio a Milano</strong>, strutture che permettono agli automobilisti provenienti dall&#8217;esterno della città di lasciare il veicolo vicino alla metropolitana e completare il viaggio utilizzando il trasporto pubblico.</p>
<p>L&#8217;approvazione dei finanziamenti rappresenta un passaggio amministrativo concreto, ma non coincide automaticamente con l&#8217;apertura dei nuovi cantieri. Il comunicato comunale non indica una data precisa per l&#8217;avvio degli interventi appena approvati né un calendario complessivo per la loro conclusione. A San Donato, invece, risultano già in corso altre opere di riqualificazione, avviate precedentemente e ora in fase di completamento.</p>
<h2>Lampugnano, tre milioni per pavimentazioni, copertura e risanamento strutturale</h2>
<p>Il parcheggio di Lampugnano, collegato alla linea rossa M1, è uno dei principali punti di accesso alla rete metropolitana per il traffico proveniente dal settore occidentale dell&#8217;area milanese. La struttura dispone di circa 1.800 posti auto secondo i dati riportati dal Comune, mentre la scheda informativa di ATM ne indica 1.830.</p>
<p>Il programma da 3 milioni di euro prevede il <strong>rifacimento integrale della pavimentazione e dell&#8217;impermeabilizzazione della copertura</strong>, insieme a ulteriori opere di risanamento strutturale.</p>
<p>La sistemazione della copertura ha un&#8217;importanza particolare per un parcheggio multipiano. Le infiltrazioni d&#8217;acqua, quando presenti e non adeguatamente contrastate, possono contribuire al deterioramento delle superfici e degli elementi costruttivi. Il rinnovo dell&#8217;impermeabilizzazione serve quindi a proteggere l&#8217;edificio e a ridurre il rischio di nuovi interventi correttivi nel tempo.</p>
<p>Anche il rifacimento delle pavimentazioni riguarda la funzionalità quotidiana della struttura. Superfici deteriorate possono creare problemi alla circolazione interna e richiedere manutenzioni ricorrenti. Il progetto annunciato dal Comune punta a migliorare la durabilità dell&#8217;infrastruttura, oltre alle condizioni di utilizzo.</p>
<p>Non sono stati però comunicati dettagli relativi alla suddivisione dei lavori per piano, alle eventuali chiusure temporanee o alla quantità di posti auto che potrebbero diventare indisponibili durante il cantiere.</p>
<p>Si tratta di informazioni rilevanti per gli automobilisti che utilizzano abitualmente Lampugnano, soprattutto nei giorni feriali, quando la domanda di sosta risulta sensibilmente superiore a quella del fine settimana.</p>
<h2>Sicurezza antincendio: altri 2,5 milioni per tre parcheggi</h2>
<p>Il secondo provvedimento approvato dalla Giunta riguarda la sicurezza degli impianti e delle strutture. Lo stanziamento complessivo è di 2,5 milioni di euro e coinvolge Lampugnano, San Donato Emilia e San Donato Paullese.</p>
<p>A Lampugnano sono previsti il rifacimento degli impianti elettrici, il rinnovo dell&#8217;illuminazione ordinaria e di emergenza e il trasferimento del gruppo elettrogeno in un nuovo locale.</p>
<p>Il programma comprende inoltre l&#8217;integrazione della rete degli idranti e la realizzazione di opere per migliorare la protezione della struttura dal fumo e dal fuoco, anche mediante l&#8217;installazione di porte antincendio.</p>
<p>Sono interventi che riguardano differenti aspetti della sicurezza. L&#8217;illuminazione di emergenza deve consentire l&#8217;orientamento delle persone in caso di interruzione dell&#8217;alimentazione ordinaria, mentre gli impianti antincendio e le compartimentazioni contribuiscono alla gestione di eventuali situazioni critiche.</p>
<p>Il trasferimento del gruppo elettrogeno richiede invece un adeguamento degli spazi tecnici destinati agli apparati di alimentazione elettrica di supporto.</p>
<p>Per i due parcheggi di San Donato sono previste <strong>reti di protezione sui parapetti perimetrali</strong>, nell&#8217;ambito dell&#8217;adeguamento ai requisiti di sicurezza richiamati dall&#8217;amministrazione comunale.</p>
<p>Il Comune non ha precisato quale quota dei 2,5 milioni sarà utilizzata in ciascuna struttura. Non sarebbe quindi corretto attribuire importi specifici a San Donato Emilia, San Donato Paullese o ai singoli impianti di Lampugnano.</p>
<p>Va inoltre distinta la sicurezza tecnica degli edifici dalla sicurezza personale degli utenti. Il progetto annunciato riguarda prevalentemente strutture, impianti, protezione antincendio e parapetti. Non contiene un programma specifico di potenziamento della vigilanza contro furti, aggressioni o altri episodi di criminalità.</p>
<h2>San Donato, rampe e ascensori già interessati da lavori</h2>
<p>A San Donato la situazione è diversa rispetto a quella dei nuovi interventi annunciati. Nei parcheggi Emilia e Paullese sono infatti in fase di completamento lavori già avviati per la riqualificazione delle rampe e degli ascensori, con un investimento complessivo superiore a 2 milioni di euro.</p>
<p>Questa spesa si riferisce a opere precedenti e distinte rispetto al nuovo stanziamento da 5,5 milioni.</p>
<p>I parcheggi servono il capolinea della linea gialla M3 e intercettano una parte importante degli spostamenti automobilistici provenienti dal settore sudorientale dell&#8217;area metropolitana, in particolare dalle direttrici della via Emilia e della Paullese.</p>
<p>Le rampe costituiscono elementi essenziali della circolazione interna. La loro disponibilità condiziona l&#8217;accesso ai diversi livelli di sosta e la distribuzione dei veicoli all&#8217;interno delle strutture. Gli ascensori sono altrettanto importanti, soprattutto per le persone con difficoltà motorie e per chi deve raggiungere i collegamenti con il trasporto pubblico senza utilizzare le scale.</p>
<p>La necessità di completare questi interventi emerge anche dalle comunicazioni operative di ATM. Nella scheda dedicata ai parcheggi di San Donato, il gestore segnala la chiusura per lavori dell&#8217;ingresso e dei piani terzo, quarto e quinto della struttura Emilia. Per raggiungere il piano terra e i primi due livelli viene indicato l&#8217;accesso dal parcheggio Paullese. La stessa comunicazione segnala gli ascensori fuori servizio.</p>
<p>Le indicazioni operative sulle chiusure possono cambiare con l&#8217;avanzamento del cantiere e devono quindi essere verificate prima di utilizzare il parcheggio.</p>
<p>Per gli utenti abituali, la conclusione delle opere sulle rampe e sugli ascensori rappresenta una questione immediata, distinta dall&#8217;installazione delle nuove protezioni perimetrali.</p>
<p>Il comunicato del 1° novembre conferma che i lavori precedenti sono prossimi al completamento, ma non specifica una data di riapertura definitiva di tutti gli spazi interessati.</p>
<h2>Quanti automobilisti utilizzano Lampugnano e San Donato</h2>
<p>L&#8217;importanza degli interventi emerge dai dati di occupazione diffusi dal Comune di Milano.</p>
<p>La rete cittadina comprende <strong>25 parcheggi di interscambio, per una disponibilità complessiva di circa 16.200 posti auto</strong>, dei quali 1.600 situati fuori dal territorio comunale.</p>
<p>Lampugnano e San Donato concentrano una quota significativa di questa capacità.</p>
<p>A Lampugnano il tasso di occupazione medio comunicato per le giornate dal lunedì al venerdì raggiunge il 72,7%. Il sabato scende al 41,3%, mentre la domenica si attesta al 36,6%.</p>
<p>A San Donato la pressione sulla disponibilità di posti è ancora maggiore nei giorni lavorativi. I due parcheggi, che secondo il comunicato comunale offrono complessivamente 1.851 posti, registrano un&#8217;occupazione feriale dell&#8217;86,4%. Il sabato il valore scende al 42,1% e la domenica al 31,5%.</p>
<p>Si tratta di percentuali di occupazione, non del numero di automobilisti che transitano quotidianamente dalle strutture. Un singolo posto può essere utilizzato da più veicoli nel corso della stessa giornata.</p>
<p>I dati mostrano comunque una differenza netta tra la settimana lavorativa e il fine settimana. È soprattutto dal lunedì al venerdì che eventuali riduzioni temporanee della capacità potrebbero creare maggiori difficoltà.</p>
<p>A San Donato, dove l&#8217;occupazione feriale supera l&#8217;86%, una chiusura parziale può incidere sensibilmente sulla disponibilità residua, soprattutto nelle fasce di maggiore afflusso. L&#8217;effettivo impatto dipenderà dal numero di stalli interessati e dall&#8217;organizzazione delle lavorazioni.</p>
<p>Le cifre relative alla capacità meritano una precisazione. Le schede informative ATM consultate riportano 1.830 posti per Lampugnano e 1.941 per San Donato Emilia e Paullese, valori differenti rispetto a quelli contenuti nel comunicato del Comune. Le fonti non chiariscono completamente le ragioni dello scostamento, che potrebbe dipendere da differenti aggiornamenti o criteri di conteggio. Per valutare l&#8217;effettiva disponibilità durante i cantieri saranno quindi determinanti le comunicazioni operative del gestore.</p>
<h2>Dalle delibere ai cantieri: cosa è stato effettivamente approvato</h2>
<p>L&#8217;approvazione di due provvedimenti immediatamente eseguibili rappresenta il principale avanzamento amministrativo annunciato il 1° novembre.</p>
<p>L&#8217;eseguibilità immediata consente agli atti di produrre effetti senza attendere i termini ordinari previsti per l&#8217;esecutività delle deliberazioni. Non significa, tuttavia, che le imprese incaricate possano necessariamente iniziare i lavori il giorno successivo.</p>
<p>L&#8217;apertura di un cantiere può richiedere ulteriori passaggi, legati alla progettazione esecutiva, alle procedure di affidamento, alla stipula dei contratti e all&#8217;organizzazione delle aree interessate.</p>
<p>Il comunicato del Comune conferma l&#8217;approvazione degli investimenti e descrive le lavorazioni previste, ma non identifica le imprese esecutrici, non indica date di consegna dei nuovi lavori e non pubblica un cronoprogramma complessivo.</p>
<p>Non viene inoltre specificata nel comunicato la provenienza dettagliata delle risorse finanziarie, oltre alla loro destinazione agli interventi deliberati.</p>
<p>Per questo motivo, allo stato delle informazioni pubblicamente verificate, <strong>i 5,5 milioni devono essere considerati un investimento approvato per opere programmate</strong>, senza attribuire ai nuovi cantieri uno stato di avanzamento non documentato.</p>
<p>Diversa è la condizione dei lavori sulle rampe e sugli ascensori di San Donato: la loro esecuzione è espressamente confermata dall&#8217;amministrazione e trova riscontro nelle indicazioni di servizio pubblicate da ATM.</p>
<p>La distinzione è importante anche per chi segue l&#8217;evoluzione dei parcheggi di interscambio a Milano: l&#8217;approvazione di una spesa, l&#8217;affidamento dei lavori e la loro effettiva realizzazione sono fasi differenti, ciascuna con conseguenze precise sui tempi di disponibilità delle strutture.</p>
<h2>Tariffe, abbonamenti e collegamenti con la metropolitana</h2>
<p>Il ruolo dei parcheggi di Lampugnano e San Donato dipende anche dal costo della sosta.</p>
<p>Secondo il tariffario pubblicato da ATM, le strutture prevedono una tariffa di 1,50 euro fino a cinque ore, 2 euro da cinque a dieci ore e 2,50 euro da dieci a quindici ore. Per permanenze comprese tra quindici e diciannove ore il costo è di 4 euro, mentre tra diciannove e ventiquattro ore raggiunge 7,50 euro.</p>
<p>Sono inoltre disponibili abbonamenti per differenti esigenze di utilizzo.</p>
<p>Quello mensile nella fascia dalle 5.30 alle 21 costa 32 euro, con riserva del posto fino alle 10 del mattino. La formula mensile con posto riservato per l&#8217;intero periodo previsto costa 42 euro. Gli abbonamenti sono disponibili in numero limitato, per mantenere una parte della capacità destinata alla sosta occasionale.</p>
<p>Queste condizioni rendono possibile utilizzare il parcheggio come punto di partenza per gli spostamenti quotidiani sulla rete metropolitana, ma il costo complessivo del viaggio deve comprendere anche il titolo di trasporto pubblico.</p>
<p>Lampugnano è collegato alla linea M1, mentre San Donato consente di accedere alla M3. Entrambe le strutture osservano ordinariamente un orario di apertura dalle 5.30 all&#8217;1 nei giorni feriali e dalle 6 all&#8217;1 nei festivi.</p>
<p>ATM precisa che, durante la chiusura, non è possibile ritirare il veicolo, mentre la sosta continua a essere tariffata anche nelle ore in cui il parcheggio è chiuso.</p>
<p>Per gli automobilisti che lavorano in città, la convenienza dell&#8217;interscambio dipende quindi da diversi elementi: disponibilità effettiva degli stalli, durata della sosta, frequenza dei collegamenti e distanza tra la fermata della metropolitana e la destinazione finale.</p>
<h2>Lampugnano e Area B, attenzione alle regole di accesso</h2>
<p>La posizione dei parcheggi rispetto alle zone a traffico limitato rappresenta un ulteriore elemento da considerare.</p>
<p>Lampugnano si trova all&#8217;interno di Area B, mentre San Donato Emilia e San Donato Paullese figurano tra i parcheggi esterni alla zona a traffico limitato, secondo le informazioni pubblicate dal Comune di Milano.</p>
<p>La differenza può incidere sulla possibilità di raggiungere le strutture con veicoli soggetti alle limitazioni ambientali.</p>
<p>Per Lampugnano sono previste specifiche possibilità di deroga per determinate categorie di automobilisti in possesso di abbonamento, secondo le condizioni stabilite dal regolamento di Area B. La richiesta deve essere effettuata attraverso gli strumenti previsti dall&#8217;amministrazione e non deriva automaticamente dal semplice utilizzo del parcheggio.</p>
<p>Il Comune identifica anche il varco di Sant&#8217;Elia tra gli accessi rilevanti per la disciplina delle deroghe riferite a Lampugnano.</p>
<p>Le restrizioni alla circolazione e le condizioni di accesso rimangono separate dagli interventi di riqualificazione. L&#8217;approvazione dei nuovi lavori non modifica di per sé le regole di Area B, né comporta automaticamente nuove agevolazioni per chi utilizza i parcheggi.</p>
<p>È un aspetto pratico rilevante: la possibilità di lasciare l&#8217;auto vicino alla metropolitana dipende anzitutto dalla legittimità del percorso stradale necessario a raggiungere la struttura.</p>
<h2>Mobilità sostenibile e manutenzione delle infrastrutture esistenti</h2>
<p>Nel presentare l&#8217;investimento, l&#8217;assessora comunale alla Mobilità Arianna Censi ha collegato la riqualificazione dei parcheggi alla necessità di favorire l&#8217;integrazione tra traffico privato e trasporto pubblico.</p>
<p>L&#8217;obiettivo dichiarato dall&#8217;amministrazione è rendere il servizio più sicuro, efficiente e accessibile, contribuendo a limitare l&#8217;ingresso delle automobili nelle zone centrali della città.</p>
<p>Il funzionamento dei parcheggi di interscambio a Milano si basa proprio sulla possibilità di interrompere il viaggio in auto prima di raggiungere le aree urbane maggiormente congestionate.</p>
<p>Questo risultato, tuttavia, dipende dall&#8217;effettivo utilizzo delle strutture e dalle scelte di mobilità degli automobilisti. Il finanziamento di opere di manutenzione non permette, da solo, di quantificare una futura riduzione del traffico o delle emissioni.</p>
<p>Il programma annunciato per Lampugnano e San Donato è rivolto principalmente alla conservazione e all&#8217;adeguamento di infrastrutture già esistenti. Non prevede, almeno nelle informazioni diffuse il 1° novembre, la costruzione di nuovi parcheggi o un ampliamento documentato della capacità complessiva.</p>
<p>La priorità è mantenere utilizzabili strutture che svolgono già una funzione significativa nella rete degli spostamenti metropolitani.</p>
<p>La rilevanza di questa scelta emerge soprattutto dai livelli di occupazione feriale. Un parcheggio utilizzato abitualmente da una quota elevata della propria capacità necessita di interventi manutentivi che ne preservino l&#8217;affidabilità, ma richiede anche un&#8217;organizzazione dei cantieri capace di contenere le interruzioni del servizio.</p>
<p>Per Lampugnano restano quindi da conoscere le modalità operative dei lavori sulla copertura, sulle pavimentazioni e sugli impianti. A San Donato sarà invece importante verificare prima di tutto il ripristino delle rampe e degli ascensori già interessati dai cantieri.</p>
<p>Le successive comunicazioni di Comune e ATM dovranno chiarire l&#8217;avvio delle nuove opere, le eventuali limitazioni temporanee alla sosta e le date previste per la restituzione degli spazi interessati. Sono questi i passaggi che permetteranno di misurare gli effetti concreti dell&#8217;investimento da 5,5 milioni di euro sulla quotidianità dei pendolari.</p>
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		<item>
		<title>Milano, al via il restauro del pozzo del Broletto: un mese di lavori nel cuore di piazza Mercanti</title>
		<link>https://www.milano-business.com/magazine/restauro-pozzo-broletto-milano-piazza-mercanti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Milano-Business.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 10:08:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa, dove, quando]]></category>
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					<description><![CDATA[Il pozzo del Broletto, uno dei manufatti storici più riconoscibili di piazza Mercanti a Milano, sarà sottoposto a un intervento di restauro conservativo. Il cantiere è stato avviato lunedì 2 novembre 2026, con l&#8217;obiettivo di verificare le condizioni strutturali dell&#8217;opera e intervenire sulle superfici deteriorate, rispettandone materiali e caratteristiche architettoniche. I lavori dureranno circa un [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il pozzo del Broletto, uno dei manufatti storici più riconoscibili di piazza Mercanti a Milano, sarà sottoposto a un intervento di restauro conservativo. Il cantiere è stato avviato lunedì 2 novembre 2026, con l&#8217;obiettivo di verificare le condizioni strutturali dell&#8217;opera e intervenire sulle superfici deteriorate, rispettandone materiali e caratteristiche architettoniche.</p>
<p>I lavori dureranno <strong>circa un mese</strong>, secondo le previsioni comunicate da Palazzo Marino, e saranno eseguiti sotto la supervisione della Soprintendenza <a class="linkinternal" href="https://www.milano-business.com/magazine/museo-egizio-e-museo-della-preistoria-del-castello-sforzesco-di-milano/">Archeologia</a>, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano.</p>
<p>L&#8217;operazione, del valore di <strong>37mila euro</strong>, è sostenuta da Cosmetica Italia, l&#8217;associazione nazionale delle imprese cosmetiche, che aveva proposto la donazione nell&#8217;ambito della Milano Beauty Week 2025. Il Comune aveva approvato l&#8217;iniziativa nell&#8217;agosto dello scorso anno.</p>
<p>Il restauro del pozzo del Broletto a Milano riguarda un monumento che attraversa cinque secoli di storia cittadina e che, prima di assumere l&#8217;attuale funzione ornamentale, aveva rappresentato un servizio pubblico essenziale per la popolazione.</p>
<h2>Un pozzo cinquecentesco tra Palazzo della Ragione e la Loggia degli Osii</h2>
<p>Il manufatto si trova accanto al Palazzo della Ragione, sul lato rivolto verso la Loggia degli Osii, in uno degli spazi che meglio conservano la memoria della Milano medievale.</p>
<p>Piazza Mercanti era il centro della vita amministrativa ed economica cittadina. Attorno al Broletto si concentravano le attività delle magistrature comunali, gli scambi commerciali e le principali istituzioni pubbliche. Il Palazzo della Ragione, costruito nel XIII secolo, ne rappresentava il fulcro.</p>
<p>Il pozzo aveva una funzione ben diversa da quella attuale. Era utilizzato per l&#8217;approvvigionamento idrico e costituiva un elemento della vita quotidiana della piazza, frequentata da mercanti, artigiani e cittadini.</p>
<p>La sua configurazione attuale deriva da una lunga vicenda di modifiche e spostamenti. Le ricostruzioni storiche indicano che, alla fine del Cinquecento, il vecchio pozzo non fosse più adeguato alle esigenze pubbliche. Nel 1583 venne quindi deliberata una ricostruzione, affidata su progetto dell&#8217;architetto Francesco Pirovano.</p>
<p>L&#8217;opera presenta una <strong>vera di pozzo dalla forma arrotondata</strong>, affiancata da elementi architettonici che richiamano il linguaggio classico. Due colonne doriche sorreggono una trabeazione conclusa da un timpano triangolare. Le forme testimoniano il gusto di un periodo di transizione tra la tradizione rinascimentale e le prime espressioni del Barocco.</p>
<p>L&#8217;aspetto del monumento racconta anche gli interventi successivi, perché il pozzo non è rimasto immutato né nella struttura né nella collocazione.</p>
<h2>Dalla rimozione ottocentesca al ritorno in piazza Mercanti</h2>
<p>La vicenda più significativa risale alla seconda metà dell&#8217;Ottocento, quando Milano attraversò una stagione di trasformazioni urbanistiche che modificarono profondamente il centro cittadino.</p>
<p>L&#8217;apertura di via Mercanti, nel quadro dei nuovi collegamenti tra piazza <a class="linkinternal" href="https://www.milano-business.com/magazine/la-cattedrale-metropolitana-della-nativita-della-beata-vergine-maria-misteri-meraviglie-e-curiosita-sul-duomo-di-milano/">Duomo</a> e Cordusio, alterò l&#8217;antico assetto del Broletto. Il pozzo, originariamente collocato sul lato opposto della piazza rispetto alla posizione odierna, perse progressivamente la propria funzione.</p>
<p>Nel 1879 il Comune ne deliberò la demolizione. L&#8217;intervento della Commissione conservatrice dei monumenti consentì però di evitare la distruzione del manufatto, che venne trasferito in un cortile del Monastero Maggiore.</p>
<p>Rimase lontano dalla piazza per diversi decenni. La documentazione storica colloca nei primi anni Venti del Novecento il suo recupero e la ricomposizione nell&#8217;attuale posizione, tra Palazzo della Ragione e Loggia degli Osii. Le ricostruzioni disponibili non coincidono perfettamente sull&#8217;anno: alcune indicano il 1921, mentre la scheda di Lombardia Beni Culturali riporta il 1923.</p>
<p>Il monumento oggi visibile è dunque il risultato di una storia articolata, nella quale alla costruzione originaria si sono aggiunti trasferimenti, ricomposizioni e precedenti interventi di manutenzione.</p>
<p>Anche per questa ragione il restauro del pozzo del Broletto a Milano richiede un approccio prudente, attento a conservare le diverse testimonianze materiali che compongono l&#8217;opera.</p>
<h2>Le indagini con il georadar prima della pulitura</h2>
<p>Il programma annunciato dal Comune prevede una prima fase dedicata alla diagnostica strutturale. Verranno effettuate <strong>ispezioni mediante georadar</strong>, una tecnologia che consente di esaminare determinate caratteristiche dei materiali e delle strutture senza ricorrere necessariamente a interventi invasivi.</p>
<p>Le verifiche serviranno a raccogliere informazioni sulle condizioni del manufatto e sulla sua stabilità, prima di procedere con le lavorazioni sulle superfici.</p>
<p>L&#8217;utilizzo del georadar è particolarmente utile negli interventi sui beni storici, perché permette di acquisire dati che non sarebbero disponibili attraverso la sola osservazione esterna. L&#8217;effettiva capacità di individuare anomalie dipende comunque dalle caratteristiche dei materiali, dalla profondità di indagine e dalle condizioni del manufatto.</p>
<p>Conclusa questa fase, il cantiere proseguirà con le operazioni conservative.</p>
<p>Il progetto comprende puliture, stuccature e trattamenti protettivi dei diversi materiali che costituiscono il pozzo. La documentazione comunale del 2025 comprendeva inoltre la cura delle parti metalliche.</p>
<p>Le puliture hanno lo scopo di rimuovere i depositi superficiali e le sostanze incompatibili con una corretta conservazione, utilizzando procedure adeguate alla natura dei materiali. Le stuccature intervengono invece sulle discontinuità che richiedono un trattamento, mentre le protezioni superficiali sono finalizzate a limitare gli effetti dei fattori di degrado.</p>
<p>Il programma dettagliato delle lavorazioni dovrà tenere conto delle condizioni effettivamente riscontrate durante le indagini. Il Comune non ha comunicato, nell&#8217;annuncio di avvio del cantiere, risultati diagnostici o specifiche criticità strutturali già accertate.</p>
<h2>Perché il restauro non cambierà l&#8217;architettura del monumento</h2>
<p>La distinzione tra restauro conservativo e trasformazione architettonica è centrale per comprendere la natura dell&#8217;intervento.</p>
<p>Una trasformazione architettonica può comportare modifiche alla configurazione di un edificio o di un manufatto, alla sua organizzazione o alle sue caratteristiche formali. Il restauro conservativo, invece, punta a <strong>preservare la materia storica e a contrastarne il deterioramento</strong>, intervenendo nel rispetto dell&#8217;identità del bene.</p>
<p>Questo non significa necessariamente lasciare ogni superficie nello stato in cui si trova. Quando sono presenti depositi dannosi, stuccature degradate o materiali che richiedono protezione, il restauro può prevedere operazioni puntuali per migliorarne la conservazione.</p>
<p>L&#8217;obiettivo non è produrre un aspetto artificiosamente nuovo, ma mantenere leggibili le caratteristiche storiche dell&#8217;opera, salvaguardando quanto possibile i materiali esistenti.</p>
<p>Per il restauro del pozzo del Broletto a Milano è stato scelto lo stesso orientamento conservativo adottato nell&#8217;ultimo intervento del 2004. Il richiamo a quel precedente indica una continuità metodologica nella cura del monumento, senza implicare che le condizioni attuali siano necessariamente identiche a quelle riscontrate oltre vent&#8217;anni fa.</p>
<p>Le operazioni saranno supervisionate dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Milano, l&#8217;ufficio del Ministero della Cultura competente per la tutela del patrimonio storico e artistico del territorio.</p>
<p>Il coinvolgimento della Soprintendenza garantisce il controllo tecnico-scientifico previsto nell&#8217;ambito della tutela dei beni culturali. La scelta dei materiali, la compatibilità dei trattamenti e il rispetto delle caratteristiche storiche sono aspetti particolarmente delicati quando si interviene su un monumento che presenta elementi risalenti a epoche differenti.</p>
<h2>Il contributo di Cosmetica Italia e il progetto approvato nel 2025</h2>
<p>L&#8217;iniziativa nasce da una collaborazione tra amministrazione comunale e settore privato.</p>
<p>Nell&#8217;agosto 2025 la Giunta milanese aveva approvato la proposta di donazione presentata da Cosmetica Italia – Associazione Nazionale Imprese Cosmetiche, destinata al recupero conservativo del manufatto.</p>
<p>Il progetto era stato collegato alla Milano Beauty Week, manifestazione dedicata alla cultura della bellezza e del benessere. L&#8217;associazione ha sostenuto l&#8217;intervento per un valore complessivo dichiarato di 37mila euro.</p>
<p>La scelta di finanziare il restauro di un monumento pubblico è stata presentata come un&#8217;iniziativa di valorizzazione del patrimonio cittadino, collegata anche al movimento <em>This is Bellezza – Say Hello to Italian Beauty</em>, promosso da Cosmetica Italia.</p>
<p>Il presidente dell&#8217;associazione, Benedetto Lavino, ha richiamato il rapporto tra industria cosmetica, artigianalità e patrimonio culturale italiano, evidenziando la volontà di contribuire alla conservazione di un bene appartenente alla storia di Milano.</p>
<p>Dal Comune è arrivato il riconoscimento del valore della collaborazione. L&#8217;assessore allo Spazio pubblico, Marco Mazzei, ha indicato il progetto come esempio di partecipazione delle realtà economiche alla salvaguardia dell&#8217;ambiente urbano.</p>
<p>L&#8217;aspetto rilevante, sul piano amministrativo, è che l&#8217;intervento sul pozzo viene realizzato grazie a una donazione destinata specificamente alla sua conservazione.</p>
<p>Non va quindi confuso con i finanziamenti o con le trasformazioni previste per altri immobili storici presenti nella medesima piazza.</p>
<h2>Piazza Mercanti, due cantieri con finalità differenti</h2>
<p>L&#8217;avvio del restauro del pozzo del Broletto a Milano coincide con un altro passaggio amministrativo che riguarda piazza Mercanti.</p>
<p>Il 2 novembre 2026 la Giunta comunale ha approvato anche il progetto di fattibilità tecnico-economica per la riqualificazione del Palazzo della Ragione e della Casa dei Panigarola, con un investimento complessivo previsto di circa 8,8 milioni di euro.</p>
<p>Si tratta però di un&#8217;operazione distinta, che comprende interventi di restauro edilizio, rifunzionalizzazione degli spazi, efficientamento energetico e adeguamento alla normativa antincendio.</p>
<p>Il progetto sugli edifici è finalizzato a sviluppare nuove possibilità di utilizzo culturale, espositivo e congressuale. Presenta quindi dimensioni economiche, tempi di realizzazione e finalità differenti rispetto al cantiere del pozzo.</p>
<p>Per il manufatto cinquecentesco non sono previste nuove destinazioni d&#8217;uso né modifiche architettoniche paragonabili a quelle contemplate per il complesso edilizio.</p>
<p>La contemporaneità delle iniziative segnala comunque una crescente attenzione verso piazza Mercanti, luogo che conserva una parte significativa dell&#8217;impianto urbano e dell&#8217;architettura civile della Milano medievale.</p>
<p>La conservazione dei singoli elementi presenti nella piazza contribuisce a mantenere leggibile il rapporto storico tra edifici monumentali e spazio pubblico.</p>
<h2>Quando termineranno i lavori sul pozzo del Broletto</h2>
<p>Secondo il cronoprogramma comunicato dal Comune, il cantiere avviato il 2 novembre dovrebbe avere una durata di circa trenta giorni.</p>
<p>La conclusione è quindi prevista indicativamente <strong>all&#8217;inizio di dicembre 2026</strong>, salvo eventuali modifiche legate all&#8217;andamento delle verifiche e delle lavorazioni.</p>
<p>Non è stata indicata una data ufficiale più precisa per la conclusione del restauro o per la completa restituzione dell&#8217;area interessata dal cantiere alla normale fruizione pubblica.</p>
<p>Le indagini preliminari rappresentano il primo passaggio operativo e precedono gli interventi sulle superfici. Solo dopo la loro esecuzione sarà possibile disporre di un quadro aggiornato delle condizioni strutturali del manufatto.</p>
<p>Il restauro del pozzo del Broletto a Milano arriva a oltre vent&#8217;anni dall&#8217;ultimo intervento conservativo documentato, quello del 2004. La nuova manutenzione punta a preservare la struttura e gli elementi decorativi di un&#8217;opera che, pur avendo perso da tempo la propria funzione originaria, continua a occupare una posizione precisa nella storia urbana della città.</p>
<p>La durata relativamente breve del cantiere non riduce il valore delle operazioni previste: la diagnostica, la scelta dei trattamenti e il controllo della loro compatibilità con i materiali storici sono determinanti per evitare interventi impropri.</p>
<p>A lavori conclusi, il pozzo conserverà la collocazione assunta dopo il recupero novecentesco, accanto al Palazzo della Ragione. Il risultato atteso è il mantenimento delle sue caratteristiche storiche attraverso un intervento di manutenzione conservativa, senza alterarne la configurazione architettonica.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Case popolari in viale Monza a Milano: conclusa la riqualificazione dello storico complesso al civico 142</title>
		<link>https://www.milano-business.com/magazine/case-popolari-viale-monza-milano-riqualificazione-142/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Milano-Business.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 09:02:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Milano Today]]></category>
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					<description><![CDATA[Sono terminati i lavori di riqualificazione del complesso di edilizia residenziale pubblica di viale Monza 142, nel quartiere Gorla. Il Comune di Milano ha annunciato il completamento dell&#8217;intervento il 3 novembre 2026, confermando la conclusione di un cantiere che ha interessato le facciate, gli spazi comuni e diversi impianti dello stabile. L&#8217;investimento complessivo ammonta a [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono terminati i lavori di riqualificazione del complesso di edilizia residenziale pubblica di viale Monza 142, nel quartiere Gorla. Il Comune di Milano ha annunciato il completamento dell&#8217;intervento il 3 novembre 2026, confermando la conclusione di un cantiere che ha interessato le facciate, gli spazi comuni e diversi impianti dello stabile. <strong>L&#8217;investimento complessivo ammonta a 1,5 milioni di euro</strong>, finanziati con risorse comunali nell&#8217;ambito del programma integrato Sant&#8217;Erlembaldo – Villa Finzi Remix.</p>
<p>Il caseggiato conta 19 alloggi, due unità commerciali e tre <a class="linkinternal" href="https://www.milano-business.com/magazine/nuovi-locali-a-milano-i-format-ibridi-che-stanno-cambiando-la-ristorazione/">locali</a> destinati alle associazioni. Le parti più antiche risalgono al periodo compreso tra il 1890 e il 1901, una caratteristica che rende l&#8217;intervento particolarmente significativo sotto il profilo della conservazione del patrimonio abitativo cittadino.</p>
<p>La conclusione dei lavori sulle <strong><a class="linkinternal" href="https://www.milano-business.com/magazine/social-housing-milano/">case popolari</a> in viale Monza a Milano</strong> riguarda un edificio che continua a svolgere una funzione residenziale e sociale. Accanto alle abitazioni trovano infatti spazio attività economiche e associative, la cui presenza contribuisce alla vita quotidiana del quartiere.</p>
<h2>Facciate, ballatoi e impianti: quali lavori sono stati realizzati</h2>
<p>La riqualificazione ha interessato numerosi elementi dell&#8217;edificio, con interventi distinti sulle strutture esterne e sulle dotazioni impiantistiche.</p>
<p>Sono state ripristinate le facciate, i ballatoi e i corpi scala, mentre il cortile esterno è stato sistemato. I lavori hanno compreso anche la realizzazione di un nuovo locale per la raccolta dei rifiuti e la sistemazione del piano interrato.</p>
<p>Particolare rilievo assume <strong>l&#8217;installazione di un nuovo ascensore</strong>, una dotazione che può incidere concretamente sull&#8217;accessibilità dello stabile, soprattutto per le persone anziane e per gli abitanti con difficoltà motorie. Il comunicato comunale, tuttavia, non specifica le caratteristiche tecniche dell&#8217;impianto né documenta il livello complessivo di accessibilità raggiunto.</p>
<p>Sul fronte degli impianti sono stati installati nuovi quadri elettrici generali e sostituite le caldaie esistenti con modelli a condensazione. Si tratta di apparecchiature che recuperano parte del calore contenuto nei fumi di combustione, migliorando potenzialmente il rendimento rispetto ai generatori tradizionali meno efficienti.</p>
<p>La sostituzione delle caldaie può quindi contribuire a una gestione energetica più razionale, ma l&#8217;effettivo risparmio dipenderà dalle condizioni di utilizzo, dalle caratteristiche degli impianti e dai consumi precedenti. Non sono stati diffusi dati che consentano di quantificare la riduzione delle spese energetiche per gli assegnatari.</p>
<p>L&#8217;intervento sulle <strong>case popolari in viale Monza a Milano</strong> presenta così una doppia finalità: recuperare le parti edilizie deteriorate e aggiornare alcune infrastrutture essenziali per il funzionamento dello stabile.</p>
<p>La distinzione è rilevante perché una riqualificazione delle parti comuni non equivale necessariamente alla ristrutturazione integrale dei singoli appartamenti. Il Comune ha infatti precisato che il recupero degli alloggi non abitati è ancora oggetto di progettazione e pianificazione.</p>
<h2>Un investimento comunale da 1,5 milioni di euro</h2>
<p>Le opere sono state realizzate nell&#8217;ambito del Programma Integrato Sant&#8217;Erlembaldo – Villa Finzi Remix, con una spesa complessiva dichiarata di 1,5 milioni di euro a carico del Comune di Milano.</p>
<p>La società MM SpA ha seguito la progettazione, i servizi di ingegneria e architettura, la direzione dei lavori e il coordinamento della sicurezza durante l&#8217;esecuzione. Ha inoltre svolto il ruolo di stazione appaltante.</p>
<p>La partecipazione di MM è coerente con le competenze che la società esercita nella gestione del patrimonio residenziale pubblico milanese. Dal 2014, infatti, MM cura per conto del Comune numerose attività amministrative e tecniche relative agli immobili di edilizia residenziale pubblica, comprese le manutenzioni ordinarie e straordinarie.</p>
<p>Il finanziamento di viale Monza 142 riguarda un complesso relativamente contenuto per numero di abitazioni, ma articolato nelle sue funzioni. Oltre ai 19 appartamenti, sono presenti spazi commerciali e locali associativi, circostanza che richiede di considerare esigenze differenti nella manutenzione delle parti comuni.</p>
<p>Il dato economico deve essere interpretato tenendo conto della natura complessiva delle opere. Non sarebbe corretto suddividere semplicemente l&#8217;investimento per il numero degli appartamenti e considerare il risultato come costo di ristrutturazione di ciascuna abitazione: una parte delle risorse è stata destinata a elementi e impianti che servono l&#8217;intero edificio.</p>
<p>Non è disponibile, nel comunicato del 3 novembre, una ripartizione dettagliata della spesa tra opere edilizie, interventi impiantistici e altre lavorazioni.</p>
<h2>Il recupero di un edificio storico nel quartiere Gorla</h2>
<p>Le <strong>case popolari in viale Monza a Milano</strong> appartengono a una stagione edilizia precedente alla costruzione dei grandi quartieri residenziali pubblici del Novecento.</p>
<p>Le porzioni più antiche del complesso furono realizzate tra il 1890 e il 1901. Un documento comunale del 2020 descrive l&#8217;immobile come un insieme di tre corpi di fabbrica, per un totale di 19 alloggi.</p>
<p>La sua collocazione a Gorla lo inserisce in un&#8217;area della città che conserva testimonianze di differenti fasi dello sviluppo urbano milanese. La manutenzione di immobili di questa età comporta esigenze diverse da quelle degli edifici più recenti, soprattutto quando occorre intervenire sugli impianti senza compromettere gli elementi architettonici esistenti.</p>
<p>Nel caso di viale Monza 142, il Comune ha comunicato il ripristino delle facciate e dei collegamenti comuni, senza indicare specifiche lavorazioni di restauro sottoposte a tutela monumentale. Non vi sono quindi elementi per qualificare l&#8217;operazione come restauro di un bene vincolato.</p>
<p>L&#8217;edificio possiede anche un significato particolare per la memoria del quartiere.</p>
<p>Su una delle facciate cieche si trova il murale <strong>“Girotondo. Ai Piccoli Martiri di Gorla”</strong>, realizzato dall&#8217;associazione OrME – Ortica Memoria insieme al collettivo Orticanoodles, con il contributo del Municipio 2.</p>
<p>L&#8217;opera è stata inaugurata il 19 ottobre 2024, in occasione dell&#8217;ottantesimo anniversario della strage di Gorla del 20 ottobre 1944, quando un bombardamento colpì la scuola elementare Francesco Crispi, provocando la morte di numerosi bambini e insegnanti.</p>
<p>Il murale ha trasformato una parete dello stabile in un luogo pubblico di memoria. La riqualificazione appena conclusa riguarda dunque un edificio riconoscibile anche da chi non vi abita, inserito nella storia civile del quartiere.</p>
<h2>Il progetto Sant&#8217;Erlembaldo – Villa Finzi Remix e gli interventi previsti a Gorla</h2>
<p>Il recupero del civico 142 era già presente nella programmazione comunale degli anni precedenti.</p>
<p>Nel giugno 2020 il Comune aveva illustrato un programma di interventi nei quartieri di Gorla e Corvetto sostenuto da finanziamenti CIPE, con particolare attenzione al miglioramento del patrimonio abitativo pubblico e degli spazi collettivi.</p>
<p>Per l&#8217;area compresa tra Gorla e Precotto, il progetto Sant&#8217;Erlembaldo – Villa Finzi Remix individuava diversi immobili e luoghi da riqualificare, tra cui il complesso di via Sant&#8217;Erlembaldo, il parco di Villa Finzi e l&#8217;edificio di viale Monza 142.</p>
<p>La programmazione comprendeva anche il recupero di spazi destinati a servizi, il miglioramento dei collegamenti nell&#8217;area e interventi sull&#8217;ex mercato comunale di Gorla.</p>
<p>Nel documento del 2020, per viale Monza 142 veniva inoltre prospettata una sperimentazione di housing sociale in partenariato pubblico-privato, con abitazioni a canone concordato o comunque calmierato.</p>
<p>È opportuno distinguere quella previsione dall&#8217;intervento concluso nel novembre 2026. Il comunicato più recente certifica l&#8217;ultimazione delle opere di riqualificazione edilizia e impiantistica, ma non annuncia l&#8217;avvio del modello gestionale ipotizzato sei anni prima.</p>
<p>La conclusione del cantiere rappresenta quindi un risultato documentato all&#8217;interno di una programmazione più ampia, senza che ciò permetta di considerare automaticamente completate tutte le iniziative originariamente previste per il quartiere.</p>
<h2>Cosa cambia per gli inquilini e per le attività presenti nello stabile</h2>
<p>Gli effetti più immediati della riqualificazione riguardano l&#8217;utilizzo degli spazi comuni e l&#8217;aggiornamento degli impianti.</p>
<p>Il ripristino dei ballatoi e delle scale interessa luoghi attraversati quotidianamente dagli abitanti. La sistemazione del cortile e la realizzazione del locale rifiuti intervengono invece sull&#8217;organizzazione degli spazi condivisi, mentre ascensore e nuove caldaie riguardano servizi essenziali.</p>
<p>Per un complesso residenziale costruito in parte oltre 125 anni fa, la manutenzione di questi elementi assume un peso concreto nella qualità dell&#8217;abitare.</p>
<p>L&#8217;assessore comunale all&#8217;Edilizia residenziale pubblica, Fabio Bottero, ha espresso soddisfazione per la qualità degli interventi e per gli effetti positivi già riscontrati sulla vita degli inquilini e delle persone che frequentano le attività commerciali e associative presenti nell&#8217;edificio.</p>
<p>La valutazione espressa dall&#8217;amministrazione non è accompagnata, almeno nella documentazione pubblicata il 3 novembre, da rilevazioni quantitative sulla soddisfazione dei residenti, sui consumi energetici o sulle condizioni manutentive precedenti.</p>
<p>Per le <strong>case popolari in viale Monza a Milano</strong>, i benefici tecnicamente attesi sono dunque riconducibili soprattutto al rinnovo delle dotazioni, al recupero degli elementi edilizi e a una migliore funzionalità delle parti comuni. La loro entità potrà essere valutata con maggiore precisione attraverso dati successivi all&#8217;entrata in esercizio degli impianti.</p>
<h2>Manutenzione delle case popolari e responsabilità del Comune</h2>
<p>La conclusione del cantiere di Gorla richiama una questione strutturale nella gestione dell&#8217;edilizia residenziale pubblica: la necessità di conservare in condizioni adeguate gli alloggi già esistenti.</p>
<p>La disciplina lombarda sui servizi abitativi pubblici, contenuta nella legge regionale 16 del 2016, attribuisce ai Comuni la responsabilità della manutenzione straordinaria del proprio patrimonio immobiliare destinato all&#8217;abitare pubblico.</p>
<p>È un compito che comprende interventi diversi, dalla riparazione di elementi deteriorati fino al rinnovo degli impianti e al recupero degli immobili temporaneamente inutilizzabili.</p>
<p>Le condizioni del patrimonio possono incidere sulla disponibilità effettiva di abitazioni. Un appartamento pubblico esistente, ma non utilizzabile per problemi manutentivi, non rappresenta infatti un&#8217;offerta abitativa immediatamente assegnabile.</p>
<p>Il recupero degli edifici occupati e quello delle unità sfitte rispondono però a necessità differenti. Il primo riguarda soprattutto la conservazione e la funzionalità degli immobili già utilizzati; il secondo può consentire, una volta completati i lavori e verificate le condizioni amministrative, di rendere nuovamente disponibili abitazioni.</p>
<p>Il caso delle <strong>case popolari in viale Monza a Milano</strong> consente di osservare concretamente questa distinzione. Il Comune ha completato una serie di lavori sull&#8217;edificio, mentre il recupero degli appartamenti non abitati resta una fase separata.</p>
<p>Per valutare gli effetti dell&#8217;investimento sull&#8217;offerta residenziale sarà quindi necessario conoscere quanti alloggi risultino attualmente vuoti e quali interventi occorrano per renderli utilizzabili.</p>
<h2>Gli appartamenti sfitti restano il prossimo intervento da programmare</h2>
<p>Il completamento della riqualificazione non chiude tutte le attività previste per lo stabile.</p>
<p>Nel comunicato del 3 novembre, l&#8217;assessore Fabio Bottero ha confermato che proseguono la progettazione e la pianificazione del recupero degli alloggi non abitati.</p>
<p>Non è stato precisato il numero delle unità interessate, né sono stati indicati un ulteriore finanziamento, un calendario dei lavori o una data prevista per la loro eventuale assegnazione.</p>
<p>La differenza tra un edificio riqualificato e un appartamento pronto a ospitare nuovi residenti è sostanziale. Anche dopo il rinnovo delle facciate e degli impianti comuni, un alloggio può richiedere lavori interni, verifiche tecniche e adempimenti amministrativi prima di essere reso disponibile.</p>
<p>Nel caso di viale Monza 142, il risultato finora accertato riguarda <strong>il completamento degli interventi edilizi e impiantistici sul complesso storico</strong>. L&#8217;eventuale recupero di ulteriori abitazioni dipenderà invece dall&#8217;avanzamento della progettazione annunciata dal Comune.</p>
<p>È questo il passaggio ancora aperto per il caseggiato di Gorla: dopo l&#8217;investimento di 1,5 milioni di euro destinato alla manutenzione dello stabile, resta da definire il programma operativo per riportare in uso gli appartamenti attualmente non abitati.</p>
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		<item>
		<title>Milano Città per la Pace 2026: dal 6 novembre la conferenza internazionale sulla riconciliazione tra i popoli</title>
		<link>https://www.milano-business.com/magazine/milano-citta-per-la-pace-2026-conferenza-internazionale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Milano-Business.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Nov 2026 07:56:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Milano Today]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 6 al 10 novembre Milano ospiterà nove incontri dedicati alla pace, alla convivenza e alla prevenzione dei conflitti. L&#8217;iniziativa, promossa dal Consiglio comunale e annunciata ufficialmente il 3 novembre, rappresenta la prima fase di un percorso internazionale destinato a proseguire nei primi mesi del 2027. L&#8217;obiettivo è arrivare alla redazione di una Carta attraverso [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dal 6 al 10 novembre Milano ospiterà nove incontri dedicati alla pace, alla convivenza e alla prevenzione dei conflitti.</strong> L&#8217;iniziativa, promossa dal Consiglio comunale e annunciata ufficialmente il 3 novembre, rappresenta la prima fase di un percorso internazionale destinato a proseguire nei primi mesi del 2027. L&#8217;obiettivo è arrivare alla redazione di una Carta attraverso la quale le città partecipanti possano assumere impegni concreti per favorire la riconciliazione tra i popoli.</p>
<p>La conferenza <strong>Milano Città per la Pace 2026</strong> prenderà il via venerdì 6 novembre, alle 10.30, nell&#8217;Aula consiliare di Palazzo Marino. All&#8217;inaugurazione interverranno il sindaco Giuseppe Sala, la presidente del Consiglio comunale Elena Buscemi e la sindaca di Andria Giovanna Bruno, insignita del Premio «L&#8217;Isola che non c&#8217;è per la Pace 2026». È prevista inoltre una lectio magistralis di Franco Vaccari, presidente di Rondine Cittadella della Pace, organizzazione impegnata nell&#8217;educazione alla gestione e alla trasformazione dei conflitti.</p>
<p>L&#8217;incontro inaugurale, intitolato «Perché le città per la pace?», introdurrà una questione che attraversa l&#8217;intero programma: quale contributo possono offrire le amministrazioni locali alla costruzione della pace, considerando che le principali decisioni diplomatiche e militari restano competenza degli Stati?</p>
<h2>Nove panel distribuiti tra istituzioni, associazioni e luoghi di culto</h2>
<p>Il calendario di Milano Città per la Pace 2026 comprende nove panel tematici, ai quali si aggiunge la cerimonia inaugurale del 6 novembre. Gli appuntamenti sono concentrati nell&#8217;arco di cinque giorni, fino a martedì 10 novembre, e coinvolgono diverse sedi cittadine.</p>
<p>La scelta degli spazi restituisce una prima indicazione sull&#8217;impostazione della conferenza. Gli incontri non saranno ospitati esclusivamente nelle sedi istituzionali, ma anche in luoghi frequentati da associazioni, organizzazioni sociali, studiosi e comunità religiose.</p>
<p>Tra le sedi annunciate dal Comune figurano <strong>la Stecca, il Museo del Risorgimento, l&#8217;Istituto per gli Studi di Politica Internazionale (ISPI), le ACLI, Confcooperative Milano Navigli, Caritas e la Casa dei Diritti</strong>. Il programma coinvolge inoltre chiese e altri luoghi di culto.</p>
<p>Il primo dei nove temi è «Pace, crisi climatica e conflitti per le risorse». L&#8217;attenzione si concentra sul rapporto tra mutamenti ambientali, disponibilità di acqua, accesso alle risorse naturali e instabilità politica. La relazione tra ambiente e sicurezza è diventata una questione rilevante anche per le istituzioni internazionali, soprattutto quando siccità, degrado del territorio e competizione economica aggravano tensioni già esistenti. Sarebbe tuttavia riduttivo attribuire automaticamente i conflitti ai cambiamenti climatici: le cause delle guerre comprendono responsabilità politiche, interessi territoriali, disuguaglianze e dinamiche storiche che richiedono analisi specifiche.</p>
<p>Il secondo appuntamento tematico, «Milano e le religioni per la pace, Open day dei luoghi di culto», affronta il contributo delle comunità religiose alla convivenza. È previsto anche un confronto interreligioso presso la Casa della Cultura Musulmana di via Padova 144. L&#8217;apertura dei luoghi di culto offre l&#8217;occasione per conoscere comunità che condividono il territorio cittadino, pur mantenendo tradizioni, pratiche e sensibilità differenti.</p>
<p>Con «Costruire la pace a partire dai banchi di scuola» la discussione si sposta sull&#8217;educazione. La prevenzione della violenza, la capacità di affrontare i contrasti e il riconoscimento delle differenze costituiscono questioni direttamente collegate al lavoro educativo. Il confronto potrà riguardare anche il ruolo degli insegnanti e delle istituzioni scolastiche nella formazione di cittadini capaci di discutere senza trasformare ogni dissenso in contrapposizione.</p>
<p>Un altro panel è dedicato a «Europa, continente di pace». Il titolo richiama inevitabilmente il processo di integrazione europea sviluppato dopo la Seconda guerra mondiale e il suo rapporto con la sicurezza del continente. Le guerre e le tensioni internazionali degli ultimi anni rendono particolarmente attuale la discussione sulle capacità diplomatiche delle istituzioni europee e sulle responsabilità politiche degli Stati membri.</p>
<p>Il quinto tema, «Economia di pace vs economia di guerra», introduce la dimensione produttiva e finanziaria dei conflitti. La discussione riguarda un terreno complesso, nel quale si incontrano investimenti pubblici, industria della difesa, commercio internazionale e priorità economiche. La distinzione tra spese destinate alla sicurezza, produzione militare e politiche di prevenzione dei conflitti sarà centrale per valutare le diverse posizioni.</p>
<p>«Geopolitica, informazione e potere» affronta invece il ruolo dei mezzi di comunicazione nella rappresentazione delle crisi internazionali. Verifica delle fonti, propaganda, disinformazione e accesso alle notizie sono questioni che incidono sulla possibilità dei cittadini di comprendere eventi lontani e formarsi opinioni consapevoli.</p>
<p>Con «Milano e la sfida della convivenza» il programma torna alla dimensione locale. In una città caratterizzata dalla presenza di comunità con origini, lingue ed esperienze differenti, il rapporto tra integrazione, diritti e partecipazione riguarda direttamente le politiche urbane.</p>
<p>Gli ultimi due panel, «La pace nuova prospettiva politica» e «Dalla memoria delle vittime alla verità storica», affrontano rispettivamente il ruolo della politica nella ricerca di soluzioni pacifiche e la necessità di confrontarsi con le responsabilità del passato. La memoria dei conflitti, soprattutto quando riguarda comunità ancora divise, può contribuire alla riconciliazione soltanto attraverso un lavoro documentato di ricostruzione storica e riconoscimento delle vittime.</p>
<p>Questi sono i nove temi ufficialmente annunciati per la prima fase. <strong>Il comunicato municipale del 3 novembre conferma il periodo dal 6 al 10 novembre e le sedi coinvolte, ma rimanda a una locandina allegata per la corrispondenza puntuale tra ciascun panel, data, orario e indirizzo.</strong> Non essendo stato possibile verificare integralmente quell&#8217;allegato, non è corretto attribuire ai singoli incontri collocazioni temporali non confermate. Il programma dettagliato resta il riferimento per la partecipazione alle singole sessioni.</p>
<h2>Il ruolo del Consiglio comunale e la decisione approvata a maggio</h2>
<p>La conferenza nasce da un&#8217;iniziativa politica del Consiglio comunale milanese. La sua origine risale a un ordine del giorno della maggioranza approvato nel maggio 2026, attraverso il quale è stato avviato il percorso verso un confronto internazionale tra città sui temi della pace.</p>
<p>Il progetto è stato sviluppato con il contributo di due consiglieri: Roberta Osculati, delegata dell&#8217;Ufficio di Presidenza del Consiglio comunale alla Conferenza di pace, e Paolo Petracca, delegato del sindaco alla partecipazione alle reti dei Comuni per la pace.</p>
<p>Entrambi hanno lavorato all&#8217;organizzazione degli appuntamenti e alla definizione dei temi da sottoporre al confronto pubblico.</p>
<p>Il coinvolgimento del Consiglio comunale distingue Milano Città per la Pace 2026 da una manifestazione culturale organizzata esclusivamente da associazioni. L&#8217;iniziativa possiede infatti un&#8217;origine istituzionale e una prospettiva politica, pur prevedendo la partecipazione di soggetti esterni all&#8217;amministrazione.</p>
<p>Il 3 novembre il programma è stato presentato anche in Commissione consiliare. La riunione ha fatto emergere divergenze sull&#8217;organizzazione della conferenza.</p>
<p>Secondo quanto riportato il 4 novembre dal quotidiano <em>il Giornale</em>, alcuni consiglieri hanno contestato il limitato coinvolgimento dei gruppi politici nella preparazione dell&#8217;iniziativa. Il capogruppo della Lega Alessandro Verri ha criticato le modalità organizzative e l&#8217;assenza di un panel specificamente dedicato al ruolo dei gemellaggi tra città. Le perplessità sul coinvolgimento sono state riferite anche al consigliere di Azione Daniele Nahum.</p>
<p>Si tratta di contestazioni politiche, distinte dal programma istituzionale e dagli obiettivi dichiarati della conferenza. La discussione evidenzia comunque un tema significativo: un&#8217;iniziativa dedicata al dialogo internazionale deve confrontarsi anche con la capacità delle istituzioni promotrici di costruire partecipazione e confronto al proprio interno.</p>
<h2>Da Giorgio La Pira ad Aldo Aniasi: le radici della diplomazia municipale</h2>
<p>L&#8217;idea che i sindaci possano contribuire alla distensione internazionale non nasce con l&#8217;appuntamento milanese.</p>
<p>Il Comune richiama esplicitamente due precedenti storici. Il primo riguarda Giorgio La Pira, sindaco di Firenze, che nel 1955 promosse il Convegno mondiale dei sindaci per la pace. In un periodo segnato dalla Guerra fredda, l&#8217;incontro puntava ad aprire canali di dialogo tra amministratori appartenenti a Paesi divisi da sistemi politici contrapposti.</p>
<p>Il secondo riferimento è Aldo Aniasi, sindaco di Milano dal 1967 al 1976, che negli anni Settanta promosse iniziative di confronto tra rappresentanti delle maggiori metropoli mondiali.</p>
<p>Entrambe le esperienze si collegano a quella che viene generalmente definita <strong>diplomazia delle città</strong>, una forma di relazione internazionale esercitata dalle amministrazioni locali attraverso incontri, cooperazione istituzionale, reti municipali e progetti condivisi.</p>
<p>I Comuni non possono negoziare trattati di pace al posto dei governi nazionali. Non dispongono degli strumenti necessari per imporre cessate il fuoco o definire accordi tra Stati belligeranti. Possono però intervenire su questioni che interessano direttamente la convivenza civile.</p>
<p>Un&#8217;amministrazione cittadina può promuovere scambi tra scuole, favorire il confronto tra comunità, collaborare con organizzazioni umanitarie e sviluppare rapporti istituzionali con città di altri Paesi. Può inoltre partecipare a reti internazionali che condividono iniziative educative, culturali e di cooperazione.</p>
<p>Il valore di queste relazioni dipende dalla loro continuità. Un incontro tra sindaci può aprire un canale di comunicazione, ma senza progetti successivi e responsabilità definite rischia di esaurirsi nella dimensione simbolica.</p>
<p>Milano Città per la Pace 2026 si inserisce in questa tradizione, cercando di collegare il confronto politico internazionale alle attività che le amministrazioni locali possono effettivamente realizzare.</p>
<h2>Associazioni, scuole e comunità religiose: perché la conferenza coinvolge la società civile</h2>
<p>La distribuzione dei panel in diversi luoghi della città riflette una precisa impostazione: coinvolgere ambienti che affrontano quotidianamente problemi collegati alla convivenza, alla solidarietà e alle relazioni tra comunità.</p>
<p>La presenza di sedi come Caritas, ACLI e Confcooperative Milano Navigli introduce nel programma il mondo dell&#8217;associazionismo e della cooperazione sociale. L&#8217;ISPI rappresenta invece un ambito di approfondimento delle relazioni internazionali e della geopolitica.</p>
<p>Il coinvolgimento della Casa dei Diritti richiama questioni legate all&#8217;uguaglianza, al contrasto delle discriminazioni e alla tutela delle persone. Gli incontri nei luoghi di culto consentono di affrontare il rapporto tra religioni e pace con la partecipazione delle comunità interessate.</p>
<p>Questa pluralità può rendere il confronto più aderente alle esperienze concrete, a condizione che alle discussioni seguano proposte riconoscibili.</p>
<p>La convivenza urbana, ad esempio, dipende anche dall&#8217;accesso ai servizi, dalle opportunità educative, dalla qualità delle relazioni nei quartieri e dalla capacità di prevenire discriminazioni e conflitti sociali. Sono materie sulle quali le amministrazioni locali possiedono strumenti di intervento, sebbene entro i limiti delle proprie competenze e risorse.</p>
<p>Anche il coinvolgimento delle scuole apre possibilità operative. Percorsi educativi condivisi, incontri tra studenti di comunità differenti e progetti di formazione alla gestione dei conflitti sono interventi che possono essere sviluppati attraverso collaborazioni tra istituzioni scolastiche, associazioni e amministrazioni pubbliche.</p>
<p>La partecipazione della società civile costituisce quindi una condizione importante per trasformare il dibattito in iniziative territoriali. Non garantisce, da sola, che questo passaggio avvenga.</p>
<h2>La Carta per la pace: l&#8217;obiettivo previsto per il 2027</h2>
<p>Il risultato politico più ambizioso di Milano Città per la Pace 2026 riguarda la preparazione di una Carta destinata a impegnare le città coinvolte in azioni concrete per favorire processi di pace.</p>
<p>Il documento non è ancora stato approvato. La conferenza di novembre rappresenta una fase preparatoria, mentre l&#8217;appuntamento conclusivo è annunciato per i primi mesi del 2027.</p>
<p>Secondo il percorso delineato dal Comune, i contenuti emersi nei nove panel saranno riportati alla successiva fase internazionale. L&#8217;intenzione è utilizzare i confronti tematici come contributo alla definizione degli impegni futuri.</p>
<p>La differenza tra una dichiarazione di principi e una Carta operativa dipenderà soprattutto dal contenuto del documento.</p>
<p>Un testo che si limiti a ribadire il valore della pace avrebbe una funzione prevalentemente politica e simbolica. Impegni identificabili, accompagnati dall&#8217;indicazione dei soggetti responsabili e delle modalità di attuazione, permetterebbero invece di verificare nel tempo le iniziative effettivamente avviate.</p>
<p>Tra gli ambiti sui quali le città potrebbero confrontarsi figurano la cooperazione educativa, gli scambi culturali, il sostegno alle comunità colpite dalle guerre e il rafforzamento delle reti municipali internazionali. Sono possibili sviluppi coerenti con i temi della conferenza, <strong>non decisioni già assunte né contenuti ufficialmente approvati della futura Carta</strong>.</p>
<p>Restano da definire anche il numero delle città che aderiranno al documento, la natura degli impegni e gli eventuali strumenti di monitoraggio.</p>
<p>Questi elementi saranno determinanti per valutare la portata effettiva dell&#8217;iniziativa. La partecipazione a una conferenza, infatti, non equivale automaticamente all&#8217;assunzione di obblighi amministrativi o politici.</p>
<h2>Un percorso internazionale che dovrà confrontarsi con i risultati</h2>
<p>Il calendario di Milano Città per la Pace 2026 mette insieme argomenti che, pur appartenendo ad ambiti differenti, incidono sulle condizioni necessarie alla convivenza: gestione delle risorse, educazione, informazione, relazioni religiose, sviluppo economico e memoria storica.</p>
<p>È un&#8217;impostazione ampia, che presenta opportunità e difficoltà.</p>
<p>La possibilità di coinvolgere interlocutori diversi consente di affrontare questioni che raramente trovano spazio nello stesso programma. Al tempo stesso, la varietà degli argomenti rende più complesso individuare priorità condivise e tradurle in proposte realizzabili.</p>
<p>Il confronto tra amministratori pubblici, esperti e organizzazioni sociali dovrà quindi misurarsi con le competenze effettive delle città. Politiche educative, collaborazioni territoriali e iniziative di dialogo possono essere sviluppate a livello municipale; la soluzione dei conflitti armati richiede invece decisioni e negoziati che coinvolgono Stati e organismi internazionali.</p>
<p>La conferenza non può essere valutata come se avesse il compito di risolvere direttamente le crisi geopolitiche. Il suo possibile contributo riguarda piuttosto la costruzione di relazioni, progetti e impegni che rendano più stabile la cooperazione tra comunità e amministrazioni.</p>
<p>L&#8217;immediata occasione di verifica sarà l&#8217;apertura del 6 novembre. L&#8217;incontro inaugurale nell&#8217;Aula consiliare sarà trasmesso anche in streaming attraverso il canale YouTube del Consiglio comunale, consentendo di seguire gli interventi istituzionali e la lectio magistralis di Franco Vaccari.</p>
<p>Il passaggio decisivo arriverà però dopo il 10 novembre, quando gli organizzatori dovranno raccogliere e rielaborare i contributi emersi nei panel in vista della conferenza conclusiva.</p>
<p><strong>La credibilità del percorso dipenderà dalla capacità di individuare impegni che possano essere effettivamente assunti e verificati dalle amministrazioni partecipanti.</strong></p>
<p>Fino a quel momento, la Carta per la pace rimane un obiettivo dichiarato. Il primo risultato concretamente atteso dalle giornate milanesi è la produzione di contenuti e proposte da sottoporre al successivo confronto internazionale del 2027.</p>
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		<item>
		<title>Sportello Energia nelle Case di Quartiere di Milano: consulenze gratuite su bollette e risparmio domestico</title>
		<link>https://www.milano-business.com/magazine/sportello-energia-case-quartiere-milano-consulenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Milano-Business.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 16:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vivere Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 4 novembre 2026 i cittadini milanesi potranno ricevere assistenza gratuita per comprendere le bollette di luce e gas e individuare possibili sprechi energetici direttamente nelle Case di Quartiere. Il Comune di Milano ha annunciato il 3 novembre l&#8217;avvio di una sperimentazione che coinvolgerà quattro strutture cittadine, con incontri dedicati alla lettura delle fatture energetiche [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dal 4 novembre 2026 i cittadini milanesi potranno ricevere assistenza gratuita per comprendere le bollette di luce e gas e individuare possibili sprechi energetici direttamente nelle Case di Quartiere. Il Comune di Milano ha annunciato il 3 novembre l&#8217;avvio di una sperimentazione che coinvolgerà quattro strutture cittadine, con incontri dedicati alla lettura delle fatture energetiche e alla gestione dei consumi domestici.</p>
<p>Il progetto amplia la presenza territoriale dello <strong>Sportello Energia nelle Case di Quartiere di Milano</strong>, portando un servizio comunale già operativo in città nelle sedi Mompiani, Satta, Osteno e Zante. L&#8217;iniziativa è gestita da AMAT, Agenzia <a class="linkinternal" href="https://www.milano-business.com/magazine/mobilita-sostenibile-a-milano/">Mobilità</a> Ambiente e Territorio, e prevede due cicli di appuntamenti durante novembre.</p>
<p>L&#8217;obiettivo è rendere più accessibili informazioni che possono incidere concretamente sulla spesa delle famiglie, dalla valutazione delle tariffe alle modalità per utilizzare gli elettrodomestici in maniera efficiente.</p>
<h2>Quattro Case di Quartiere e otto appuntamenti a novembre</h2>
<p>Il calendario dello Sportello Energia nelle Case di Quartiere di Milano distingue due argomenti. Il primo ciclo, intitolato <em>Come risparmiare in bolletta?</em>, è dedicato alla comprensione delle fatture di elettricità e gas, alla valutazione delle condizioni contrattuali e al riconoscimento di eventuali bonus, tutele e pratiche commerciali scorrette.</p>
<p>Gli incontri inizieranno <strong>mercoledì 4 novembre</strong>, dalle 16 alle 18, alla Casa di Quartiere Mompiani, in via Mompiani 5, nel Municipio 4. Giovedì 5 novembre, dalle 15 alle 17, sarà la volta della Casa di Quartiere Satta, in via Satta 23, nel Municipio 8.</p>
<p>Venerdì 6 novembre, sempre dalle 15 alle 17, l&#8217;iniziativa raggiungerà la Casa di Quartiere Osteno, in via da Osteno 2/A, nel Municipio 7. Il primo ciclo si concluderà venerdì 13 novembre, dalle 16 alle 18, alla Casa di Quartiere Zante, in via Zante 36, nel Municipio 4.</p>
<p>Il secondo ciclo riguarderà le buone pratiche di risparmio domestico e si svolgerà nelle stesse sedi: il 18 novembre a Mompiani, dalle 16 alle 18; il 19 novembre a Satta, dalle 15 alle 17; il 20 novembre a Osteno, dalle 15 alle 17; il 27 novembre a Zante, dalle 16 alle 18.</p>
<p><strong>Gli otto incontri sono pubblici e non richiedono registrazione</strong>, secondo le indicazioni riportate nel calendario ufficiale dello Sportello Energia.</p>
<h2>Come leggere le bollette e individuare le spese evitabili</h2>
<p>Una bolletta elevata può dipendere dall&#8217;aumento dei consumi, dalle condizioni economiche del contratto oppure dalla combinazione dei due fattori. Distinguere queste situazioni è necessario prima di valutare un cambio di fornitore o interventi sull&#8217;abitazione.</p>
<p>Durante gli incontri dello Sportello Energia nelle Case di Quartiere di Milano, i tutor aiuteranno i partecipanti a interpretare le informazioni presenti nelle fatture, verificare la convenienza delle tariffe e riconoscere eventuali anomalie.</p>
<p>L&#8217;analisi riguarda anche le possibili agevolazioni e le tutele disponibili. Il servizio permette di ricevere orientamento sui bonus energetici e sulle situazioni nelle quali possono essere applicate condizioni particolari previste dalla normativa.</p>
<p>La consulenza può inoltre aiutare a individuare segnali di offerte poco trasparenti o comportamenti commerciali sospetti. Non comporta però la sottoscrizione di contratti né la garanzia che una determinata offerta produca automaticamente un risparmio.</p>
<p><strong>Portare le bollette è essenziale per ricevere un&#8217;assistenza personalizzata.</strong> Per le consulenze ordinarie AMAT raccomanda di avere a disposizione le ultime due fatture, possibilmente complete del quadro di dettaglio. Il documento permette di esaminare con maggiore precisione consumi, componenti della spesa e condizioni applicate.</p>
<h2>Dal risparmio quotidiano agli impianti fotovoltaici</h2>
<p>Il secondo ciclo di incontri affronta il consumo energetico all&#8217;interno dell&#8217;abitazione. L&#8217;attenzione si concentra sull&#8217;utilizzo degli elettrodomestici, sulla gestione del riscaldamento e del raffrescamento e sulle abitudini che possono determinare sprechi.</p>
<p>Un consumo elettrico elevato, ad esempio, richiede di verificare quali apparecchi incidano maggiormente sulla domanda di energia, considerando potenza, frequenza e durata dell&#8217;utilizzo. Per il riscaldamento, invece, occorre valutare anche regolazione delle temperature, caratteristiche degli impianti e dispersioni dell&#8217;edificio.</p>
<p>Questi aspetti rientrano nelle attività informative dello Sportello Energia, che offre ulteriori servizi su questioni tecniche più articolate.</p>
<p>Tra le prestazioni disponibili figurano la valutazione preliminare del potenziale fotovoltaico dei condomìni e l&#8217;orientamento sulle <strong>comunità energetiche rinnovabili</strong>, attraverso le quali cittadini e altri soggetti possono condividere l&#8217;energia prodotta da impianti alimentati da fonti rinnovabili, nel rispetto dei requisiti previsti.</p>
<p>AMAT fornisce informazioni anche sulle configurazioni di autoconsumo collettivo, sulle opportunità di incentivazione e sugli interventi per migliorare le prestazioni energetiche degli edifici.</p>
<p>La valutazione preliminare di un impianto fotovoltaico può contribuire a comprendere se esistano condizioni favorevoli per approfondire un investimento. Non sostituisce tuttavia la progettazione esecutiva, le verifiche strutturali o gli adempimenti necessari alla realizzazione dell&#8217;impianto.</p>
<h2>Manutenzione delle caldaie e obblighi degli impianti termici</h2>
<p>Il servizio comunale comprende inoltre l&#8217;assistenza informativa sulla manutenzione degli impianti termici, una materia che interessa proprietari, occupanti degli immobili, amministratori di condominio e operatori professionali.</p>
<p>Le richieste possono riguardare gli obblighi di esercizio e controllo degli impianti, le disposizioni regionali applicabili e la registrazione delle informazioni nel <strong>CURIT, il Catasto Unico Regionale degli Impianti Termici della Lombardia</strong>.</p>
<p>La corretta manutenzione contribuisce alla sicurezza e al funzionamento degli impianti, ma gli interventi materiali e le verifiche tecniche previste dalla normativa competono ai professionisti abilitati.</p>
<p>Lo Sportello Energia non opera quindi come impresa di manutenzione o installazione. Fornisce indicazioni per comprendere gli obblighi e orientarsi tra procedure, documentazione e soluzioni tecniche, senza sostituire gli operatori incaricati di eseguire i lavori.</p>
<p>La distinzione riguarda anche le consulenze sulle bollette: il servizio ha una funzione informativa e di supporto alle decisioni, differente dall&#8217;attività commerciale dei fornitori di energia.</p>
<h2>Accesso gratuito e consulenze individuali su appuntamento</h2>
<p>L&#8217;estensione dello Sportello Energia nelle Case di Quartiere di Milano affianca le sedi già attive in via Sile 8 e corso Buenos Aires 22, ampliando le possibilità di accesso al servizio.</p>
<p>La sperimentazione prevede incontri aperti al pubblico, durante i quali i tutor potranno offrire anche un primo esame individuale delle bollette presentate dai partecipanti. Le disponibilità effettive dipenderanno dall&#8217;affluenza e dall&#8217;organizzazione delle singole iniziative.</p>
<p>Per approfondimenti personalizzati resta disponibile il servizio ordinario di AMAT, <strong>accessibile in presenza oppure da remoto previa prenotazione</strong>.</p>
<p>La procedura online consente di selezionare il servizio richiesto, scegliere una fascia oraria e inserire i propri recapiti. Dopo l&#8217;invio viene trasmessa una prima comunicazione relativa alla richiesta e successivamente la conferma dell&#8217;appuntamento, prevista entro un giorno lavorativo.</p>
<p>Le disponibilità dei singoli orari sono consultabili attraverso il sistema di prenotazione e non coincidono necessariamente con il calendario degli incontri pubblici.</p>
<p>Lo Sportello Impianti Termici e il servizio CURIT prevedono inoltre canali di assistenza telefonica e tramite <a class="linkinternal" href="https://www.milano-business.com/magazine/unimi-webmail-posta-elettronica-universita-degli-studi-di-milano/">posta elettronica</a> per determinate richieste.</p>
<p>La presenza dello Sportello Energia nelle Case di Quartiere di Milano consente quindi di ottenere un primo orientamento vicino alla propria abitazione, lasciando alle consulenze individuali gli approfondimenti che richiedono documentazione e valutazioni specifiche.</p>
<p>La fase pilota annunciata dal Comune riguarda, al momento, <strong>quattro Case di Quartiere e otto incontri programmati nel novembre 2026</strong>. Non è stata indicata una trasformazione automatica di queste giornate in sportelli permanenti: per le consulenze successive continueranno a essere disponibili i canali ordinari del servizio comunale.</p>
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		<title>Mosè Bianchi a Palazzo Morando: gli abiti del Settecento tornano accanto ai dipinti che hanno ispirato</title>
		<link>https://www.milano-business.com/magazine/mostra-mose-bianchi-palazzo-morando-costumi-settecento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Milano-Business.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 14:54:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Cosa, dove, quando]]></category>
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					<description><![CDATA[Ventuno abiti antichi, otto dipinti provenienti dalla Galleria d&#8217;Arte Moderna di Milano e una collezione di costumi rimasta integra per oltre un secolo. Dal 4 novembre 2026 al 13 giugno 2027, Palazzo Morando ospita Abiti in scena. Mosè Bianchi e il sogno del Settecento, un&#8217;esposizione che permette di osservare gli indumenti originali utilizzati dal pittore [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ventuno abiti antichi, otto dipinti provenienti dalla Galleria d&#8217;Arte Moderna di Milano e una collezione di costumi rimasta integra per oltre un secolo. Dal <strong>4 novembre 2026 al 13 giugno 2027</strong>, Palazzo Morando ospita <em>Abiti in scena. Mosè Bianchi e il sogno del Settecento</em>, un&#8217;esposizione che permette di osservare gli indumenti originali utilizzati dal pittore monzese per realizzare alcune delle sue composizioni di ambientazione storica.</p>
<p>La particolarità della <strong>mostra di Mosè Bianchi a Palazzo Morando</strong> consiste nel confronto diretto tra gli abiti e la loro rappresentazione pittorica. Marsine, corpetti, vestiti femminili e accessori vengono presentati accanto alle opere nelle quali compaiono, rendendo possibile ricostruire alcune scelte compiute dall&#8217;artista durante la preparazione dei dipinti.</p>
<p>L&#8217;iniziativa, annunciata dal Comune di Milano il 3 novembre, è curata da Ilaria De Palma e viene inaugurata in occasione del Forum Cultura 2026. Il progetto valorizza una raccolta particolarmente rara: quella di Bianchi è infatti l&#8217;unica collezione di abiti antichi appartenuta a un pittore italiano a essersi conservata integralmente.</p>
<h2>Gli abiti originali diventano protagonisti della pittura</h2>
<p>Mosè Bianchi, nato a Monza nel 1840 e morto nel 1904, dedicò una parte della propria produzione alle scene galanti e alle ambientazioni ispirate al Settecento. Per costruire questi dipinti utilizzava indumenti d&#8217;epoca, raccolti attraverso un&#8217;attività collezionistica che aveva una funzione precisa nel suo lavoro.</p>
<p>Nella seconda metà dell&#8217;Ottocento l&#8217;interesse per il passato favorì la diffusione di una pittura storica e di genere attenta agli abiti, agli arredi e ai comportamenti delle epoche precedenti. Numerosi artisti acquistavano costumi antichi, trasformando gli atelier in luoghi nei quali il collezionismo si affiancava alla preparazione delle opere.</p>
<p>Bianchi partecipò a questa tendenza, sviluppando una particolare attenzione per l&#8217;eleganza settecentesca. Durante un soggiorno parigino, alla fine degli anni Sessanta dell&#8217;Ottocento, entrò in contatto con la pittura di Ernest Meissonier e Mariano Fortuny y Marsal. Ebbe inoltre rapporti con il mercante d&#8217;arte Adolphe Goupil, importante nella diffusione delle sue composizioni di gusto settecentesco.</p>
<p>La <strong>mostra di Mosè Bianchi a Palazzo Morando</strong> consente di verificare concretamente come funzionasse questo metodo. I vestiti non erano semplici oggetti conservati nello studio: diventavano strumenti per definire l&#8217;identità dei personaggi, suggerirne il ruolo sociale e costruire l&#8217;ambientazione delle scene.</p>
<p>Il confronto rivela anche quanto liberamente il pittore interpretasse il materiale storico. La presenza di un abito autentico non comportava necessariamente una ricostruzione filologicamente rigorosa dell&#8217;epoca rappresentata. Bianchi poteva combinare elementi appartenenti a periodi differenti, privilegiando l&#8217;effetto visivo e l&#8217;equilibrio della composizione.</p>
<h2>Dalle marsine agli abiti alla francese: i 21 costumi esposti</h2>
<p>La selezione comprende <strong>21 capi riconoscibili nei dipinti</strong>, scelti all&#8217;interno della raccolta conservata dal museo. Tra gli indumenti esposti figurano due preziose <em>robes à la française</em>, abiti femminili caratteristici della moda settecentesca, insieme a corpetti e capi maschili riccamente decorati.</p>
<p>Particolarmente significativo è il gruppo delle marsine, le giacche maschili che ricorrono nelle rappresentazioni di maestri di musica, gentiluomini in attesa di un duello e istitutori. La scelta dell&#8217;abbigliamento contribuiva a rendere immediatamente riconoscibile il contesto sociale nel quale si svolgeva la scena.</p>
<p>Completano il percorso costumi da saltimbanco, sottomarsine ricamate e giacche con gorgiere plissettate. Alcuni accostamenti documentano il modo in cui Bianchi mescolava capi appartenenti a epoche diverse per ottenere particolari risultati decorativi.</p>
<p>È proprio questa libertà compositiva a rendere interessante il confronto tra tessuto e tela. Osservando un indumento autentico accanto alla sua trasposizione pittorica, diventa possibile distinguere ciò che l&#8217;artista riproduceva fedelmente dagli elementi modificati attraverso il colore, la posizione del personaggio o l&#8217;accostamento con altri costumi.</p>
<p>La <strong>mostra di Mosè Bianchi a Palazzo Morando</strong> permette così di approfondire anche la storia della moda. Gli abiti conservano informazioni sulle fogge, sui materiali e sulle decorazioni del passato, mentre i dipinti mostrano come quegli stessi oggetti venissero reinterpretati nell&#8217;immaginario artistico dell&#8217;Ottocento.</p>
<h2>Una collezione di 261 capi acquistata dal Comune nel 1934</h2>
<p>La conservazione della raccolta rappresenta uno degli aspetti storicamente più rilevanti dell&#8217;esposizione. Altri pittori contemporanei di Bianchi, tra cui Giuseppe Bertini, Gerolamo Induno ed Eleuterio Pagliano, possedevano costumi antichi, ma le loro collezioni non hanno avuto la stessa continuità.</p>
<p>Bianchi era consapevole del valore dei propri abiti e li menzionò nel testamento, destinandoli alla moglie Carolina Marignani. Nel 1909 la raccolta passò al nipote Pompeo Mariani. Successivamente, attraverso la figlia acquisita di quest&#8217;ultimo, i costumi furono proposti al Comune di Milano.</p>
<p><strong>Nel 1934 l&#8217;amministrazione comunale acquistò 261 capi</strong>, assicurandone la conservazione all&#8217;interno del patrimonio pubblico.</p>
<p>Un ulteriore arricchimento è arrivato nel 2022, quando Giovanni B. Pitscheider, per conto dell&#8217;Archivio Mosè Bianchi, ha donato una rara <em>robe volante</em>, un sontuoso abito femminile della metà del XVIII secolo.</p>
<p>La vicenda collezionistica chiarisce perché questi vestiti abbiano un valore che supera quello strettamente legato alla storia dell&#8217;abbigliamento. La loro provenienza è documentata e il collegamento con l&#8217;attività di Bianchi consente di studiare una pratica artistica attraverso gli oggetti effettivamente utilizzati.</p>
<h2>Disegni, fotografie e restauri raccontano il lavoro dell&#8217;artista</h2>
<p>Il percorso della <strong>mostra di Mosè Bianchi a Palazzo Morando</strong> comprende anche materiali utili a comprendere la preparazione delle opere. Due taccuini di disegni provenienti dal Gabinetto dei Disegni del Castello Sforzesco affiancano i dipinti e i costumi.</p>
<p>Il materiale documenta un metodo nel quale l&#8217;osservazione diretta degli indumenti conviveva con il ricorso al disegno e alla fotografia. La costruzione di una scena storica richiedeva infatti più passaggi, dalla scelta dei costumi allo studio delle pose e della disposizione dei personaggi.</p>
<p>Sono presenti inoltre opere di Eleuterio Pagliano, Gerolamo Induno e Pompeo Mariani, che consentono di collocare l&#8217;attività di Bianchi nel panorama della pittura neo-rococò ottocentesca, seguendone la diffusione e il progressivo esaurimento.</p>
<p>L&#8217;esposizione ha richiesto anche un importante lavoro conservativo. Gli abiti selezionati sono stati restaurati e sottoposti a una campagna fotografica dedicata. Interventi di restauro hanno interessato anche i dipinti concessi in prestito dalla Galleria d&#8217;Arte Moderna.</p>
<p>Nel complesso, secondo il Comune di Milano, <strong>sono stati realizzati oltre trenta interventi di restauro</strong>. Il lavoro permette di presentare al pubblico materiali delicati, migliorandone al tempo stesso le condizioni di conservazione e le possibilità di studio.</p>
<h2>Palazzo Morando, una sede legata alla storia del costume milanese</h2>
<p>La scelta della sede è strettamente collegata al patrimonio esposto. Palazzo Morando, in via Sant&#8217;Andrea 6, si trova nel Quadrilatero della Moda e ospita dal 2010 la collezione civica di Costume e Moda.</p>
<p>Il museo conserva abiti e accessori databili dal XVII al XXI secolo, presentati periodicamente a rotazione anche per esigenze conservative. Le sue sale documentano inoltre la trasformazione urbana e sociale di Milano attraverso dipinti, ambienti storici e arredi.</p>
<p>La <strong>mostra di Mosè Bianchi a Palazzo Morando</strong> si inserisce quindi in un&#8217;attività museale che considera l&#8217;abbigliamento una testimonianza materiale della storia. In questa occasione, tuttavia, i costumi vengono osservati anche attraverso il loro impiego nella produzione artistica.</p>
<p>La possibilità di accostare dipinti e indumenti originali offre elementi concreti per studiare la circolazione del gusto settecentesco nell&#8217;Ottocento, quando la moda del passato continuava a influenzare l&#8217;arte attraverso nuove interpretazioni.</p>
<h2>Date, orari e ingresso alla mostra</h2>
<p><em>Abiti in scena. Mosè Bianchi e il sogno del Settecento</em> è visitabile <strong>dal 4 novembre 2026 al 13 giugno 2027</strong> a Palazzo Morando | Costume Moda Immagine, in via Sant&#8217;Andrea 6 a Milano.</p>
<p>L&#8217;ingresso al museo è <strong>gratuito</strong>, senza necessità di acquistare un biglietto. L&#8217;apertura è prevista dal martedì alla domenica, dalle 10 alle 17.30, con ultimo ingresso alle 17. Il lunedì il museo rimane chiuso, così come il 1° gennaio, il 1° maggio e il 25 dicembre.</p>
<p>La sede è raggiungibile con le linee metropolitane M1 e M4, fermata San Babila, e M3, fermata Montenapoleone. Per le visite organizzate in gruppo è richiesta la prenotazione; sono inoltre disponibili attività didattiche e visite guidate secondo il calendario dei servizi museali.</p>
<p>L&#8217;esposizione resterà aperta per oltre sette mesi, consentendo di osservare una selezione di costumi che, per ragioni conservative, non possono essere esposti permanentemente. Il confronto con i dipinti permette inoltre di riconoscere negli oggetti originali alcuni dettagli che Bianchi trasformò in elementi narrativi delle proprie scene settecentesche.</p>
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		<title>CENED &#8211; Certificazione ENergetica degli EDifici a Milano: cosa controllare prima di acquistare o affittare casa</title>
		<link>https://www.milano-business.com/magazine/cened-certificazione-energetica-edifici-milano/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione Milano-Business.com]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Nov 2026 09:58:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Vivere Milano]]></category>
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					<description><![CDATA[Un appartamento può essere pubblicizzato in classe energetica D e avere un Attestato di Prestazione Energetica ormai non valido. Oppure può risultare in classe B senza garantire necessariamente bollette contenute. Sono situazioni differenti, ma entrambe mostrano perché la certificazione energetica meriti un controllo accurato durante una compravendita o la stipula di un contratto di locazione. [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un appartamento può essere pubblicizzato in classe energetica D e avere un Attestato di Prestazione Energetica ormai non valido. Oppure può risultare in classe B senza garantire necessariamente bollette contenute. Sono situazioni differenti, ma entrambe mostrano perché la certificazione energetica meriti un controllo accurato durante una compravendita o la stipula di un contratto di locazione.</p>
<p>In Lombardia, il sistema di riferimento è <strong>CENED &#8211; Certificazione Energetica degli Edifici</strong>, attraverso il quale vengono gestiti l&#8217;accreditamento dei certificatori e il Catasto Energetico Edifici Regionale (CEER). Il servizio consente anche ai cittadini di verificare l&#8217;esistenza e l&#8217;idoneità di un attestato depositato.</p>
<p>La questione interessa particolarmente il mercato residenziale milanese, dove appartamenti situati in edifici di epoche differenti possono presentare caratteristiche energetiche molto diverse. L&#8217;anno di costruzione, gli interventi di isolamento, la posizione dell&#8217;alloggio all&#8217;interno del condominio e gli impianti disponibili incidono sulle prestazioni dell&#8217;immobile.</p>
<p>Dal 3 giugno 2026 è inoltre in vigore un aggiornamento delle disposizioni regionali sull&#8217;efficienza energetica. Il cambiamento riguarda anche la disciplina della certificazione e rende opportuno distinguere gli obblighi documentali dalle nuove prescrizioni tecniche applicabili agli interventi edilizi.</p>
<h2>Il ruolo di CENED nella certificazione energetica lombarda</h2>
<p>Il sistema CENED è stato istituito dalla Regione Lombardia per disciplinare e gestire la certificazione energetica degli edifici sul territorio regionale. Le funzioni dell&#8217;organismo di accreditamento sono svolte da ARIA S.p.A., società regionale che cura, tra le altre attività, la gestione del catasto energetico, l&#8217;accreditamento dei professionisti e i controlli sugli attestati.</p>
<p>Attraverso <strong>CENED &#8211; Certificazione Energetica degli Edifici</strong>, ogni Attestato di Prestazione Energetica viene registrato nel Catasto Energetico Edifici Regionale secondo le procedure previste dalla normativa.</p>
<p>L&#8217;APE è un documento tecnico che descrive le prestazioni energetiche di un edificio o di una singola unità immobiliare, prendendo in considerazione le caratteristiche dell&#8217;involucro edilizio e degli impianti. Il suo contenuto consente di confrontare immobili differenti sulla base di criteri di calcolo uniformi.</p>
<p>La classificazione energetica viene espressa attraverso una scala che va dalla classe A4, associata alle prestazioni migliori, fino alla classe G, corrispondente alle prestazioni meno efficienti.</p>
<p>L&#8217;attestato riporta anche gli indici di prestazione energetica, informazioni sugli impianti, dati identificativi dell&#8217;immobile e raccomandazioni relative agli interventi che potrebbero migliorarne l&#8217;efficienza.</p>
<p>La presenza di un APE non certifica, tuttavia, la conformità urbanistica o catastale dell&#8217;abitazione, né sostituisce le verifiche tecniche relative allo stato di conservazione dell&#8217;edificio.</p>
<h2>Compravendite e locazioni: quando l&#8217;APE è obbligatorio</h2>
<p>Nelle compravendite immobiliari l&#8217;Attestato di Prestazione Energetica costituisce un documento obbligatorio, salvo le specifiche esclusioni previste dalla normativa.</p>
<p>Il proprietario deve mettere a disposizione dell&#8217;acquirente le informazioni sulla prestazione energetica fin dall&#8217;avvio delle trattative e consegnare l&#8217;attestato secondo le disposizioni applicabili. Nei trasferimenti a titolo oneroso, l&#8217;APE deve inoltre essere allegato all&#8217;atto nei casi previsti dalla legge.</p>
<p>Anche i contratti di locazione sono soggetti agli obblighi di certificazione. Per le nuove locazioni di singole unità immobiliari, l&#8217;attestato deve essere reso disponibile al conduttore, mentre l&#8217;obbligo di allegazione materiale al contratto segue regole differenti rispetto alla compravendita.</p>
<p>La disciplina distingue infatti la disponibilità dell&#8217;attestato, la consegna della documentazione e l&#8217;allegazione al contratto. Per i nuovi contratti di locazione di singole unità immobiliari soggetti a registrazione è prevista, in particolare, un&#8217;eccezione all&#8217;obbligo nazionale di allegazione, fermo restando quello di dotazione e informazione.</p>
<p>Negli annunci immobiliari devono comparire gli indicatori energetici prescritti, compresa la classe energetica. L&#8217;informazione è richiesta già nella fase pubblicitaria, senza attendere la conclusione della trattativa.</p>
<p><strong>L&#8217;obbligo di certificazione può sussistere anche quando un appartamento è privo di impianto di riscaldamento.</strong> Le disposizioni lombarde prevedono infatti che gli immobili privi di impianti rilevanti ai fini energetici siano valutati secondo le modalità stabilite dalla disciplina regionale, salvo le esclusioni specificamente previste.</p>
<p>L&#8217;assenza di una caldaia non costituisce quindi, da sola, una ragione sufficiente per escludere l&#8217;obbligo di APE.</p>
<h2>Come verificare se un attestato è valido</h2>
<p>Prima di acquistare un&#8217;abitazione a Milano, una delle verifiche più semplici consiste nel controllare che l&#8217;attestato consegnato dal venditore risulti effettivamente registrato.</p>
<p>Il portale <strong>CENED &#8211; Certificazione Energetica degli Edifici</strong> mette a disposizione il servizio pubblico di visura APE, che consente di interrogare il Catasto Energetico Edifici Regionale utilizzando il codice identificativo dell&#8217;attestato oppure i dati catastali dell&#8217;immobile.</p>
<p>La ricerca permette di verificare l&#8217;esistenza e l&#8217;idoneità del documento depositato. È inoltre possibile scaricarne un facsimile, che non sostituisce l&#8217;attestato originale necessario per adempiere agli obblighi documentali.</p>
<p>La corrispondenza tra i dati dell&#8217;APE e quelli dell&#8217;appartamento è essenziale. Occorre prestare attenzione al subalterno catastale, all&#8217;indirizzo e all&#8217;identificazione dell&#8217;unità immobiliare, soprattutto negli edifici condominiali con numerosi appartamenti.</p>
<p>Un attestato riferito a un&#8217;altra unità dello stesso stabile non può essere considerato automaticamente valido per l&#8217;immobile oggetto della trattativa.</p>
<p>La validità temporale rappresenta un secondo elemento di controllo. <strong>L&#8217;APE ha normalmente una durata massima di dieci anni</strong>, ma la sua efficacia è subordinata al rispetto delle condizioni previste dalla normativa, comprese quelle relative agli impianti termici.</p>
<p>Gli interventi che modificano le prestazioni energetiche dell&#8217;edificio possono rendere necessario un nuovo attestato anche prima della scadenza decennale.</p>
<p>La sostituzione dell&#8217;impianto di climatizzazione, un intervento importante sull&#8217;involucro o una riqualificazione che modifica le caratteristiche energetiche richiedono quindi una valutazione della documentazione esistente.</p>
<p>La data riportata sull&#8217;APE, da sola, non basta a stabilirne l&#8217;idoneità.</p>
<h2>Il decreto regionale del 15 maggio 2026 e le nuove disposizioni</h2>
<p>La disciplina lombarda è stata aggiornata con il <strong>decreto n. 6437 del 15 maggio 2026</strong>, che ha sostituito le precedenti disposizioni definite dal decreto n. 18546 del 18 dicembre 2019.</p>
<p>Le nuove disposizioni sono entrate in vigore il <strong>3 giugno 2026</strong>, in coordinamento con l&#8217;aggiornamento nazionale dei requisiti minimi di prestazione energetica introdotto dal decreto ministeriale del 28 ottobre 2025.</p>
<p>Il provvedimento regionale recepisce inoltre disposizioni relative all&#8217;integrazione delle fonti energetiche rinnovabili negli edifici, comprese quelle contenute nel decreto legislativo 199/2021 e nella deliberazione regionale n. XII/6153 dell&#8217;11 maggio 2026.</p>
<p>Le modifiche riguardano, tra gli altri aspetti, i requisiti tecnici degli edifici di nuova costruzione, le ristrutturazioni importanti, gli interventi di riqualificazione energetica e le modalità di calcolo delle prestazioni.</p>
<p>Sono disciplinati anche gli obblighi di integrazione delle fonti rinnovabili per soddisfare parte del fabbisogno energetico destinato alla climatizzazione e alla produzione di acqua calda sanitaria.</p>
<p>Il decreto comprende inoltre allegati dedicati al modello dell&#8217;Attestato di Prestazione Energetica, alla targa energetica, agli annunci commerciali e alle metodologie di calcolo.</p>
<p>Non tutte le prescrizioni riguardano indistintamente gli appartamenti esistenti. I requisiti progettuali applicabili a una nuova costruzione, per esempio, non comportano automaticamente che ogni abitazione già edificata debba essere adeguata immediatamente agli stessi standard.</p>
<p>Anche la decorrenza degli obblighi relativi alle fonti rinnovabili deve essere valutata considerando le specifiche disposizioni e le scadenze previste per le diverse categorie di intervento.</p>
<p>Per il mercato milanese, questa distinzione è particolarmente rilevante nelle operazioni che interessano edifici esistenti e appartamenti sottoposti a lavori di ristrutturazione.</p>
<p>Un immobile dotato di un APE redatto prima del giugno 2026 non diventa automaticamente irregolare per effetto dell&#8217;aggiornamento normativo. La sua validità deve essere verificata secondo le regole applicabili agli attestati già registrati e alle eventuali modifiche successive dell&#8217;edificio.</p>
<h2>Classe energetica e bollette: perché i valori possono essere diversi</h2>
<p>Uno degli equivoci più frequenti riguarda il rapporto tra la classe energetica indicata nell&#8217;APE e le spese effettivamente sostenute per riscaldamento, raffrescamento e acqua calda.</p>
<p>La certificazione energetica utilizza condizioni convenzionali di funzionamento dell&#8217;edificio, necessarie per rendere confrontabili le prestazioni di immobili differenti.</p>
<p>Il principale indicatore utilizzato per determinare la classe è l&#8217;<strong>EPgl,nren</strong>, ossia l&#8217;indice di prestazione energetica globale non rinnovabile, espresso in kilowattora per metro quadrato all&#8217;anno.</p>
<p>Questo valore rappresenta la quantità annuale di energia primaria non rinnovabile calcolata secondo la metodologia prevista. Non coincide necessariamente con l&#8217;energia acquistata dall&#8217;utente e non può essere trasformato direttamente nell&#8217;importo di una bolletta.</p>
<p>Il consumo reale dipende da numerosi fattori che l&#8217;APE non può prevedere individualmente.</p>
<p>La temperatura mantenuta negli ambienti, il numero degli occupanti, le ore di funzionamento degli impianti, le condizioni climatiche effettive e le modalità di utilizzo dell&#8217;abitazione possono determinare differenze significative rispetto ai valori teorici.</p>
<p>Un appartamento abitato stabilmente da una famiglia può avere consumi differenti rispetto a un&#8217;unità con caratteristiche energetiche equivalenti utilizzata soltanto per alcuni mesi.</p>
<p>Nel caso dei condomini milanesi con riscaldamento centralizzato, entrano inoltre in gioco le modalità di contabilizzazione, le quote fisse e variabili e i costi di gestione dell&#8217;impianto comune.</p>
<p>La spesa annua effettiva può comprendere componenti che non derivano direttamente dal fabbisogno energetico convenzionale dell&#8217;abitazione.</p>
<p>Per valutare i costi di gestione di una casa, l&#8217;APE dovrebbe quindi essere esaminato insieme alla documentazione condominiale, alle caratteristiche dell&#8217;impianto e, quando disponibili, ai consumi energetici registrati negli anni precedenti.</p>
<h2>Gli elementi che incidono sulle prestazioni di un appartamento a Milano</h2>
<p>La classe energetica dipende dalle caratteristiche dell&#8217;immobile e non può essere dedotta semplicemente dall&#8217;epoca di costruzione.</p>
<p>Un edificio storico riqualificato può presentare prestazioni migliori rispetto a una costruzione più recente che non abbia beneficiato di interventi significativi sull&#8217;involucro o sugli impianti.</p>
<p>La presenza di isolamento termico sulle pareti, la qualità dei serramenti, la dispersione attraverso la copertura e il rendimento dei sistemi di climatizzazione contribuiscono al risultato finale.</p>
<p>Anche la posizione dell&#8217;appartamento all&#8217;interno dell&#8217;edificio assume rilievo. Un alloggio all&#8217;ultimo piano, direttamente esposto verso una copertura non isolata, può avere esigenze energetiche differenti da un&#8217;abitazione situata tra due piani riscaldati.</p>
<p>L&#8217;esposizione solare e le superfici disperdenti incidono sul fabbisogno di climatizzazione. Le condizioni possono risultare particolarmente diverse tra appartamenti d&#8217;angolo, unità interne e abitazioni poste sopra locali non riscaldati.</p>
<p>Nel mercato residenziale milanese, caratterizzato dalla presenza di edifici condominiali costruiti in periodi molto differenti, questi elementi possono spiegare perché appartamenti situati nello stesso quartiere abbiano classificazioni energetiche distanti.</p>
<p>La valutazione della prestazione energetica deve però rimanere distinta dalla stima del valore commerciale.</p>
<p>Un immobile efficiente può risultare interessante per i potenziali costi di gestione e per le esigenze di comfort, ma <strong>non esiste una maggiorazione di prezzo automaticamente determinabile dalla sola classe energetica</strong>.</p>
<p>Posizione, superficie, stato manutentivo, piano, presenza dell&#8217;ascensore, distribuzione degli ambienti e condizioni del mercato locale continuano a incidere sulla valutazione economica.</p>
<p>L&#8217;eventuale differenziale di prezzo associato all&#8217;efficienza energetica deve essere verificato attraverso dati comparabili e non può essere ricavato direttamente dall&#8217;attestato.</p>
<h2>Come individuare un certificatore energetico accreditato</h2>
<p>La redazione dell&#8217;APE deve essere affidata a un professionista in possesso dei requisiti previsti dalla normativa e accreditato presso il sistema regionale.</p>
<p>Il portale <strong>CENED &#8211; Certificazione Energetica degli Edifici</strong> mette a disposizione un servizio dedicato alla ricerca dei certificatori, attraverso il quale è possibile individuare professionisti iscritti nell&#8217;elenco regionale.</p>
<p>La verifica dell&#8217;accreditamento è utile soprattutto quando il proprietario riceve preventivi attraverso intermediari o piattaforme commerciali.</p>
<p>Il prezzo del servizio non costituisce, da solo, un indicatore dell&#8217;affidabilità tecnica dell&#8217;attestato.</p>
<p>La procedura di certificazione richiede infatti la raccolta dei dati necessari alla modellazione energetica dell&#8217;immobile, la valutazione delle caratteristiche dell&#8217;involucro e degli impianti e la corretta applicazione della metodologia di calcolo.</p>
<p>Le disposizioni regionali prevedono <strong>almeno un sopralluogo presso l&#8217;unità immobiliare oggetto di certificazione</strong>, finalizzato alla verifica delle informazioni necessarie per predisporre l&#8217;attestato.</p>
<p>Il sopralluogo permette al professionista di esaminare le condizioni effettive dell&#8217;abitazione e di confrontarle con la documentazione disponibile.</p>
<p>Tra gli elementi rilevanti rientrano le caratteristiche costruttive, i serramenti, gli impianti presenti e gli eventuali interventi di riqualificazione energetica già effettuati.</p>
<p>Il certificatore deve inoltre rispettare i requisiti di indipendenza e le condizioni di incompatibilità stabilite dalla disciplina regionale.</p>
<p>Una volta completata la procedura, l&#8217;APE deve essere firmato digitalmente e registrato nel Catasto Energetico Edifici Regionale.</p>
<p>La semplice consegna di un documento predisposto dal tecnico, senza il completamento degli adempimenti richiesti, non equivale al rilascio di un attestato regolarmente valido.</p>
<h2>Le verifiche da effettuare prima del rogito o della firma del contratto</h2>
<p>Durante l&#8217;acquisto di un appartamento, il controllo della certificazione energetica dovrebbe avvenire prima della fase conclusiva della trattativa.</p>
<p>Attendere il rogito per accertare l&#8217;esistenza dell&#8217;APE può rendere necessario recuperare documenti mancanti o chiarire eventuali incongruenze tra l&#8217;attestato e lo stato dell&#8217;immobile.</p>
<p>La prima verifica riguarda l&#8217;identificazione dell&#8217;unità immobiliare. I dati catastali riportati nel documento devono essere confrontati con quelli dell&#8217;abitazione oggetto della compravendita.</p>
<p>Occorre poi controllare la data di emissione, l&#8217;eventuale presenza di interventi energeticamente rilevanti successivi e la registrazione nel catasto regionale.</p>
<p>La classe energetica deve essere letta insieme agli indici di prestazione e alle informazioni sugli impianti. Due abitazioni appartenenti alla stessa classe possono avere comunque fabbisogni energetici differenti.</p>
<p>Le raccomandazioni contenute nell&#8217;attestato meritano una particolare attenzione quando l&#8217;immobile richiede lavori di riqualificazione. Possono indicare interventi utili a migliorare le prestazioni energetiche, ma non sostituiscono un progetto tecnico o un preventivo dettagliato.</p>
<p>Una raccomandazione relativa all&#8217;isolamento dell&#8217;edificio, per esempio, non permette di stabilire automaticamente la spesa necessaria per realizzare un cappotto termico condominiale. La fattibilità dipende dalle caratteristiche costruttive, dagli eventuali vincoli e dalle decisioni dell&#8217;assemblea.</p>
<p>Per gli appartamenti inseriti in condomini con impianti centralizzati, è opportuno conoscere anche le condizioni di manutenzione e gestione dell&#8217;impianto termico.</p>
<p>Il sistema <strong>CENED &#8211; Certificazione Energetica degli Edifici</strong> permette di controllare la documentazione energetica depositata, mentre le verifiche sullo stato degli impianti e sulle spese condominiali richiedono ulteriori informazioni.</p>
<p>La distinzione è decisiva soprattutto quando l&#8217;acquirente intende programmare interventi dopo l&#8217;acquisto: un APE può individuare possibili miglioramenti energetici, ma soltanto un&#8217;analisi tecnica ed economica specifica consente di stimarne i costi, i risparmi conseguibili e i tempi di recupero dell&#8217;investimento.</p>
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