{"id":4650,"date":"2026-10-30T15:24:55","date_gmt":"2026-10-30T14:24:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/?p=4650"},"modified":"2026-10-30T12:13:38","modified_gmt":"2026-10-30T11:13:38","slug":"sostenibilita-piccole-imprese-club-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/sostenibilita-piccole-imprese-club-milano\/","title":{"rendered":"Sostenibilit\u00e0 delle piccole imprese, a Milano il Club della Sostenibilit\u00e0 presenta il percorso di CNA Lombardia"},"content":{"rendered":"<p>Il 28 ottobre 2026, a Palazzo UniCredit di Milano, CNA Lombardia ha dedicato un incontro alla <a class=\"linkinternal\" href=\"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/mobilita-sostenibile-a-milano\/\">sostenibilit\u00e0<\/a> delle micro e piccole imprese, portando al centro del confronto un problema concreto: come misurare e valorizzare le pratiche ambientali e organizzative gi\u00e0 presenti nelle aziende di dimensioni ridotte, senza introdurre procedure troppo onerose.<\/p>\n<p>L&#8217;appuntamento, intitolato <strong>\u201cUn Club Sostenibile \u2013 La sostenibilit\u00e0 come scelta di competitivit\u00e0 per le imprese micro e piccole\u201d<\/strong>, si \u00e8 tenuto nella sede di <a class=\"linkinternal\" href=\"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/piazza-gae-aulenti\/\">piazza Gae Aulenti<\/a> 3 ed \u00e8 stato organizzato per presentare il percorso e i primi risultati del Club della Sostenibilit\u00e0, progetto promosso da CNA Lombardia.<\/p>\n<p>L&#8217;iniziativa si colloca nell&#8217;ambito del Protocollo Lombardo per lo Sviluppo Sostenibile 2023-2027 di Regione Lombardia e affronta una questione che interessa direttamente il tessuto produttivo regionale. Molte attivit\u00e0 artigiane e piccole aziende adottano gi\u00e0 comportamenti orientati alla riduzione degli sprechi, al riutilizzo dei materiali e alla gestione responsabile delle risorse. Spesso, per\u00f2, queste pratiche rimangono legate all&#8217;esperienza quotidiana dell&#8217;imprenditore e non vengono tradotte in dati, obiettivi o documentazione utilizzabile nei rapporti commerciali.<\/p>\n<p>L&#8217;incontro milanese ha rappresentato la prima uscita pubblica del Club della Sostenibilit\u00e0. Le comunicazioni ufficiali disponibili al 30 ottobre descrivono il percorso e gli strumenti previsti, ma non consentono ancora di quantificare i risultati raggiunti in termini di imprese coinvolte, riduzioni dei consumi o benefici economici effettivamente conseguiti.<\/p>\n<h2>Il Club della Sostenibilit\u00e0 punta su formazione e autovalutazione<\/h2>\n<p>Il progetto nasce dall&#8217;esigenza di rendere accessibili alle microimprese strumenti di gestione della sostenibilit\u00e0 generalmente pi\u00f9 diffusi nelle organizzazioni strutturate. L&#8217;obiettivo \u00e8 accompagnare le aziende nell&#8217;individuazione delle attivit\u00e0 gi\u00e0 coerenti con i principi ambientali, sociali e di governance, aiutandole a comprenderne la rilevanza e a documentarle.<\/p>\n<p>Il programma presentato da CNA Lombardia comprende <strong>formazione sui criteri ESG, approfondimenti sugli obiettivi dell&#8217;Agenda 2030, percorsi di autovalutazione e la costruzione di una rete di imprese pioniere<\/strong>.<\/p>\n<p>La scelta di partire dall&#8217;autovalutazione risponde alle caratteristiche delle realt\u00e0 imprenditoriali pi\u00f9 piccole. Un&#8217;impresa con pochi addetti pu\u00f2 non disporre di un responsabile ambientale o di un ufficio dedicato alla rendicontazione, pur avendo gi\u00e0 introdotto soluzioni organizzative utili a contenere consumi e scarti.<\/p>\n<p>Uno strumento di autovalutazione permette di ricostruire la situazione iniziale, individuare le informazioni disponibili e stabilire quali aspetti richiedano ulteriori misurazioni. La sua utilit\u00e0 dipende dalla qualit\u00e0 degli indicatori scelti e dalla possibilit\u00e0 di aggiornare periodicamente i dati.<\/p>\n<p>Nel programma dell&#8217;incontro del 28 ottobre, l&#8217;approfondimento sul percorso e sui primi risultati del Club era affidato ad Angelo Bongio, consulente specializzato in sostenibilit\u00e0 e valutazione d&#8217;impatto.<\/p>\n<p>Il confronto istituzionale prevedeva gli interventi di Alessandro Fermi, assessore regionale all&#8217;Universit\u00e0, Ricerca e Innovazione, Pietro Bussolati, consigliere regionale, e Gaetano Pedull\u00e0, europarlamentare. Tra i rappresentanti degli organizzatori e dei partner figuravano Stefano Binda, segretario di CNA Lombardia, Luca Caldera, responsabile Territorial Development Lombardia di UniCredit, e Matteo Reale, vicepresidente di CNA Lombardia.<\/p>\n<p>La presenza di istituzioni, associazioni imprenditoriali e operatori finanziari evidenzia la dimensione trasversale del tema. La sostenibilit\u00e0 delle piccole imprese coinvolge infatti decisioni produttive, investimenti, accesso alle competenze e capacit\u00e0 di rispondere alle richieste provenienti dai clienti.<\/p>\n<h2>Dai consumi energetici alla gestione dei materiali: cosa possono misurare le microimprese<\/h2>\n<p>Uno dei problemi principali riguarda la disponibilit\u00e0 di informazioni sufficientemente precise per valutare gli interventi. Senza una misurazione iniziale, anche il confronto tra soluzioni tecniche differenti diventa difficile.<\/p>\n<p>La gestione energetica rappresenta un possibile punto di partenza. Attraverso l&#8217;analisi delle bollette, dei consumi effettivi e delle caratteristiche degli impianti, un&#8217;impresa pu\u00f2 ricostruire l&#8217;impiego di elettricit\u00e0 e combustibili nelle proprie attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Per un laboratorio artigiano, ad esempio, pu\u00f2 essere utile distinguere l&#8217;energia necessaria al funzionamento dei macchinari da quella destinata a illuminazione, riscaldamento e climatizzazione. La distinzione consente di individuare le componenti pi\u00f9 rilevanti del consumo e di valutare l&#8217;opportunit\u00e0 di approfondimenti tecnici.<\/p>\n<p>L&#8217;analisi pu\u00f2 estendersi agli orari di utilizzo delle attrezzature, alla manutenzione degli impianti e all&#8217;eventuale presenza di consumi non direttamente collegati alla produzione.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;efficacia degli interventi deve essere verificata confrontando dati omogenei<\/strong>, considerando le variazioni dei volumi produttivi, delle condizioni operative e, quando necessario, dei fattori climatici. Una riduzione della bolletta, da sola, non dimostra necessariamente un miglioramento dell&#8217;efficienza energetica.<\/p>\n<p>La direttiva europea sull&#8217;efficienza energetica ha rafforzato l&#8217;attenzione verso i consumi effettivi delle imprese, prevedendo specifici obblighi di diagnosi e gestione energetica in relazione alle soglie applicabili, indipendentemente dalla sola dimensione aziendale.<\/p>\n<p>Per le attivit\u00e0 pi\u00f9 piccole, anche quando non sussistono obblighi specifici, una diagnosi proporzionata alla complessit\u00e0 degli impianti pu\u00f2 offrire informazioni utili alla programmazione degli investimenti.<\/p>\n<p>Accanto all&#8217;energia, la sostenibilit\u00e0 delle piccole imprese comprende la gestione delle materie prime. Nei processi manifatturieri \u00e8 possibile esaminare la quantit\u00e0 di materiale acquistato, quella effettivamente incorporata nei prodotti e quella che diventa scarto.<\/p>\n<p>Questa ricostruzione consente di distinguere le perdite inevitabili dalle inefficienze eventualmente correggibili attraverso modifiche delle lavorazioni, una diversa organizzazione degli acquisti o una maggiore attenzione al recupero dei materiali.<\/p>\n<p>Anche gli imballaggi costituiscono un ambito di intervento. La valutazione pu\u00f2 riguardare quantit\u00e0, composizione, possibilit\u00e0 di riutilizzo, separazione dei rifiuti e compatibilit\u00e0 delle soluzioni alternative con le esigenze di protezione e trasporto dei prodotti.<\/p>\n<p>La sostituzione di un materiale con un altro non garantisce automaticamente un miglioramento ambientale. Occorre considerare le caratteristiche della soluzione scelta e, quando l&#8217;impatto potenziale lo giustifica, esaminare le diverse fasi del ciclo di vita.<\/p>\n<h2>La sostenibilit\u00e0 entra nei rapporti con clienti e fornitori<\/h2>\n<p>L&#8217;interesse delle aziende per gli indicatori ambientali dipende anche dalle richieste che arrivano attraverso le filiere produttive.<\/p>\n<p>Un&#8217;impresa di piccole dimensioni pu\u00f2 fornire componenti, lavorazioni o servizi a organizzazioni pi\u00f9 grandi, chiamate a raccogliere informazioni sui propri impatti ambientali e sulle attivit\u00e0 della catena di fornitura.<\/p>\n<p>In queste situazioni, le richieste possono riguardare consumi energetici, emissioni, gestione dei rifiuti, caratteristiche dei materiali oppure aspetti sociali e organizzativi.<\/p>\n<p>La difficolt\u00e0 nasce quando la stessa azienda deve rispondere a questionari differenti, elaborati da clienti diversi e costruiti con criteri non sempre omogenei. Il risultato pu\u00f2 essere un carico amministrativo significativo rispetto alle risorse disponibili.<\/p>\n<p>La questione \u00e8 stata affrontata anche a livello europeo attraverso lo sviluppo di standard di rendicontazione proporzionati alle dimensioni delle imprese.<\/p>\n<p>Nel luglio 2025 la Commissione europea aveva adottato una raccomandazione relativa allo standard volontario VSME, elaborato da EFRAG, organismo tecnico europeo specializzato nella rendicontazione di sostenibilit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel luglio 2026 la Commissione ha inoltre adottato una revisione degli standard europei di rendicontazione e uno standard volontario per le imprese di dimensioni minori, nell&#8217;ambito del processo di semplificazione della disciplina europea.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo \u00e8 disporre di riferimenti comuni che permettano alle aziende escluse dagli obblighi pi\u00f9 estesi di rispondere alle richieste informative di grandi clienti e istituzioni finanziarie senza replicare sistemi pensati per organizzazioni molto pi\u00f9 complesse.<\/p>\n<p>La distinzione tra obblighi normativi e rendicontazione volontaria rimane essenziale. <strong>Una microimpresa non \u00e8 automaticamente tenuta a pubblicare un bilancio di sostenibilit\u00e0 perch\u00e9 opera come fornitrice di una grande azienda<\/strong>. Restano tuttavia possibili richieste documentali legate ai rapporti contrattuali, alle caratteristiche dei prodotti o a specifiche disposizioni applicabili.<\/p>\n<h2>Rendicontazione semplificata e indicatori realmente utilizzabili<\/h2>\n<p>La disponibilit\u00e0 di uno standard comune pu\u00f2 favorire la sostenibilit\u00e0 delle piccole imprese, ma la sua applicazione richiede comunque una raccolta ordinata delle informazioni.<\/p>\n<p>Per le organizzazioni meno strutturate, un sistema proporzionato pu\u00f2 partire dai documenti gi\u00e0 disponibili: fatture energetiche, registrazioni dei rifiuti, dati sugli acquisti, informazioni sul personale e documentazione relativa alla sicurezza.<\/p>\n<p>La difficolt\u00e0 consiste nel trasformare queste informazioni amministrative in indicatori confrontabili nel tempo.<\/p>\n<p>Per valutare il consumo di energia, ad esempio, pu\u00f2 essere opportuno rapportare i chilowattora utilizzati ai quantitativi prodotti oppure alle ore di funzionamento, quando tali grandezze descrivono adeguatamente l&#8217;attivit\u00e0 aziendale.<\/p>\n<p>Lo stesso criterio pu\u00f2 essere applicato ai materiali, distinguendo le quantit\u00e0 acquistate dagli scarti generati e dai materiali effettivamente recuperati.<\/p>\n<p>La scelta degli indicatori deve tener conto delle caratteristiche del settore. Un&#8217;attivit\u00e0 manifatturiera, un&#8217;impresa di manutenzione e un laboratorio alimentare presentano processi differenti e richiedono misurazioni adeguate alle rispettive attivit\u00e0.<\/p>\n<p>Anche le informazioni sulle emissioni necessitano di attenzione. Il consumo di energia elettrica, ad esempio, non coincide direttamente con la quantit\u00e0 di gas serra emessi: per effettuare una stima occorrono fattori di emissione appropriati e un metodo di calcolo coerente.<\/p>\n<p>Una rendicontazione semplificata pu\u00f2 quindi rappresentare un primo passaggio organizzativo, purch\u00e9 non venga confusa con una certificazione ambientale o con una verifica indipendente dei risultati.<\/p>\n<p>L&#8217;esistenza di dati documentati consente di descrivere con maggiore precisione le attivit\u00e0 svolte. Eventuali miglioramenti devono invece essere dimostrati attraverso confronti attendibili e riferiti a periodi chiaramente identificati.<\/p>\n<h2>Enterprise Europe Network, il collegamento con i servizi europei<\/h2>\n<p>Tra gli approfondimenti previsti dall&#8217;incontro milanese figurava il ruolo di <strong>Enterprise Europe Network (EEN)<\/strong>, rete europea di supporto alle piccole e medie imprese che opera attraverso organizzazioni territoriali e consulenti specializzati.<\/p>\n<p>CNA Lombardia partecipa alle attivit\u00e0 della rete attraverso il Consorzio SIMPLER. Il contributo di EEN \u00e8 stato inserito nel programma del 28 ottobre con l&#8217;intervento di Mariagrazia Berardi, project manager della rete per CNA Lombardia.<\/p>\n<p>I servizi europei riguardano diverse attivit\u00e0 che possono accompagnare la transizione delle imprese: valutazione dei fabbisogni, orientamento sulle strategie di sostenibilit\u00e0, formazione, ricerca di partner tecnologici e supporto nell&#8217;individuazione delle opportunit\u00e0 di finanziamento.<\/p>\n<p>La rete offre inoltre consulenza sulla rendicontazione ambientale e sull&#8217;applicazione degli standard europei pertinenti.<\/p>\n<p>Questi strumenti possono essere particolarmente rilevanti quando un&#8217;impresa ha individuato un problema operativo, ma non dispone internamente delle competenze necessarie per affrontarlo.<\/p>\n<p>La sostituzione di un processo produttivo, l&#8217;introduzione di tecnologie energeticamente pi\u00f9 efficienti o la ricerca di materiali alternativi possono richiedere valutazioni tecniche e interlocutori specializzati.<\/p>\n<p>Enterprise Europe Network pu\u00f2 facilitare il collegamento con competenze e partner, anche internazionali, attraverso servizi di consulenza e iniziative dedicate all&#8217;incontro tra imprese.<\/p>\n<p>Resta distinta la funzione di orientamento dall&#8217;effettiva disponibilit\u00e0 di contributi economici. L&#8217;accesso a finanziamenti, agevolazioni o programmi europei dipende dai requisiti delle singole misure, dalle scadenze e dalle risorse stanziate.<\/p>\n<p>La possibilit\u00e0 di usufruire di un servizio di accompagnamento non costituisce quindi una garanzia di ottenimento dei fondi necessari a realizzare un investimento.<\/p>\n<h2>Il rapporto tra sostenibilit\u00e0 ambientale e competitivit\u00e0<\/h2>\n<p>La relazione tra gestione ambientale e competitivit\u00e0 \u00e8 uno degli aspetti pi\u00f9 delicati affrontati dal progetto lombardo.<\/p>\n<p>Un miglioramento nell&#8217;utilizzo dell&#8217;energia o delle materie prime pu\u00f2 incidere sui costi operativi. Tuttavia, l&#8217;entit\u00e0 dell&#8217;effetto economico dipende dalle condizioni iniziali, dal costo degli interventi, dalla continuit\u00e0 dei risultati e dalle caratteristiche del processo produttivo.<\/p>\n<p>L&#8217;acquisto di un macchinario pi\u00f9 efficiente, per esempio, richiede una valutazione che comprenda investimento iniziale, manutenzione, durata prevista, consumi e capacit\u00e0 produttiva.<\/p>\n<p>Il beneficio eventuale deve essere confrontato con il costo complessivo dell&#8217;operazione. Senza questi elementi, non \u00e8 possibile stabilire se la sostituzione sia economicamente conveniente.<\/p>\n<p>La competitivit\u00e0 pu\u00f2 dipendere anche dalla qualit\u00e0 delle informazioni che l&#8217;impresa riesce a fornire ai propri interlocutori.<\/p>\n<p>Disporre di dati attendibili sui consumi e sui processi pu\u00f2 facilitare la risposta alle richieste di clienti industriali, distributori e operatori finanziari. Non determina per\u00f2 automaticamente l&#8217;ottenimento di nuove commesse o condizioni creditizie migliori.<\/p>\n<p>La sostenibilit\u00e0 delle piccole imprese assume cos\u00ec una dimensione organizzativa che riguarda la capacit\u00e0 di conoscere i propri processi e di dimostrare, quando richiesto, le caratteristiche delle attivit\u00e0 svolte.<\/p>\n<p>Anche la gestione dei fornitori pu\u00f2 entrare in questa analisi. La disponibilit\u00e0 di informazioni sull&#8217;origine dei materiali, sulle caratteristiche tecniche e sulle modalit\u00e0 di approvvigionamento pu\u00f2 aiutare a valutare rischi e possibili alternative.<\/p>\n<p>I risultati devono comunque essere considerati caso per caso. Gli effetti di una scelta ambientale sulla continuit\u00e0 delle forniture, sui costi e sulla posizione commerciale dipendono dalle condizioni effettive dell&#8217;impresa e del mercato.<\/p>\n<h2>Dalla prima presentazione alla verifica dei risultati<\/h2>\n<p>Il Club della Sostenibilit\u00e0 di CNA Lombardia si propone di affrontare una difficolt\u00e0 ricorrente nelle microimprese: il divario tra le pratiche gi\u00e0 adottate e la capacit\u00e0 di documentarle attraverso criteri riconoscibili.<\/p>\n<p>La formazione sui temi ESG e l&#8217;utilizzo di strumenti di autovalutazione costituiscono le prime componenti del percorso. La rete delle imprese pioniere pu\u00f2 inoltre favorire lo scambio di esperienze tra attivit\u00e0 che condividono problemi produttivi e organizzativi.<\/p>\n<p>La verifica dell&#8217;efficacia del progetto richieder\u00e0 per\u00f2 informazioni ulteriori rispetto alla presentazione pubblica del 28 ottobre.<\/p>\n<p>Tra gli elementi utili a valutare i risultati figurano il numero delle imprese effettivamente coinvolte, le autovalutazioni completate, gli eventuali piani di miglioramento avviati e gli indicatori utilizzati per seguirne l&#8217;attuazione.<\/p>\n<p>Le comunicazioni ufficiali consultabili al 30 ottobre 2026 non riportano ancora un consuntivo pubblico sufficientemente dettagliato su queste grandezze. Non risultano quindi documentati, attraverso le fonti disponibili, risparmi energetici aggregati, riduzioni certificate delle emissioni o incrementi di fatturato attribuibili al Club.<\/p>\n<p>Il collegamento con il Protocollo Lombardo per lo Sviluppo Sostenibile 2023-2027 colloca l&#8217;iniziativa in un quadro regionale pi\u00f9 ampio, dedicato all&#8217;integrazione della sostenibilit\u00e0 nelle attivit\u00e0 economiche.<\/p>\n<p>Per le imprese aderenti, il passaggio decisivo sar\u00e0 trasformare i percorsi formativi e le autovalutazioni in informazioni periodicamente aggiornate, capaci di descrivere consumi, materiali, processi e risultati effettivamente osservati.<\/p>\n<p>\u00c8 su questa documentazione, pi\u00f9 che sulla semplice adesione a un programma, che potr\u00e0 essere valutato il contributo del Club della Sostenibilit\u00e0 alla gestione ambientale e alla competitivit\u00e0 delle micro e piccole imprese lombarde.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 28 ottobre 2026, a Palazzo UniCredit di Milano, CNA Lombardia ha dedicato un incontro alla sostenibilit\u00e0 delle micro e piccole imprese, portando al centro del confronto un problema concreto: come misurare e valorizzare le pratiche ambientali e organizzative gi\u00e0 presenti nelle aziende di dimensioni ridotte, senza introdurre procedure troppo onerose. 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