{"id":4606,"date":"2026-10-28T12:24:09","date_gmt":"2026-10-28T11:24:09","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/?p=4606"},"modified":"2026-10-28T12:24:09","modified_gmt":"2026-10-28T11:24:09","slug":"fondazione-prada-global-antiquity-mostra-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/fondazione-prada-global-antiquity-mostra-milano\/","title":{"rendered":"Fondazione Prada, la mostra Global Antiquity racconta le connessioni tra le culture del mondo antico"},"content":{"rendered":"<p>Una statuetta d&#8217;avorio realizzata nel subcontinente indiano e ritrovata a Pompei, prima che l&#8217;eruzione del Vesuvio del 79 d.C. seppellisse la citt\u00e0 romana, racconta una storia di commerci e contatti tra territori lontanissimi. \u00c8 uno degli oggetti scelti per <strong>Global Antiquity<\/strong>, la mostra che aprir\u00e0 il 5 novembre 2026 alla Fondazione Prada di Milano, con oltre 150 opere e manufatti provenienti da differenti aree geografiche.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione, visitabile fino al 1\u00b0 marzo 2027, ricostruisce le relazioni artistiche, commerciali, politiche e culturali che attraversarono il Mediterraneo, l&#8217;Africa e l&#8217;Asia nell&#8217;arco di circa 1.700 anni. Il progetto \u00e8 curato da Salvatore Settis, Anna Anguissola e Chiara Ballestrazzi, mentre l&#8217;allestimento \u00e8 stato concepito da Rem Koolhaas e dallo studio AMO\/OMA.<\/p>\n<p>Con <strong>Fondazione Prada Global Antiquity<\/strong>, l&#8217;attenzione si sposta dalle singole civilt\u00e0 alle relazioni che le collegavano. Oggetti prodotti in una regione potevano raggiungerne un&#8217;altra attraverso una successione di scambi, mentre immagini, tecniche e modelli artistici circolavano anche oltre i confini dei grandi imperi.<\/p>\n<h2>Oltre 150 opere per ricostruire gli scambi tra Mediterraneo e Asia<\/h2>\n<p>Il percorso espositivo prende in esame un periodo compreso approssimativamente tra il 600 a.C. e il 1000 d.C., secondo la cronologia indicata nella presentazione ufficiale aggiornata. Si tratta di un intervallo che comprende l&#8217;espansione delle civilt\u00e0 del Mediterraneo, l&#8217;et\u00e0 ellenistica, l&#8217;Impero romano e le trasformazioni politiche e culturali dei secoli successivi.<\/p>\n<p>La selezione comprende sculture, frammenti, oggetti di uso quotidiano e cerimoniale, monete, tessuti e altri manufatti. Tra le istituzioni coinvolte nei prestiti figurano il Metropolitan Museum of Art di New York, il J. Paul Getty Museum, il Louvre, il British Museum e i Musei Vaticani.<\/p>\n<p>L&#8217;interesse archeologico della mostra deriva soprattutto dal rapporto tra luogo di produzione e luogo di ritrovamento. La presenza di un oggetto straniero in un determinato contesto permette di formulare ipotesi sulle vie commerciali, sui movimenti delle persone e sulla diffusione di modelli culturali.<\/p>\n<p>La statuetta indiana proveniente da Pompei costituisce un esempio particolarmente significativo. Il manufatto, conservato dal Museo archeologico nazionale di Napoli, documenta l&#8217;arrivo nella penisola italiana di un oggetto realizzato in un territorio molto distante dal Mediterraneo. La sua presenza non dimostra necessariamente l&#8217;esistenza di un collegamento commerciale diretto tra Pompei e l&#8217;India, ma testimonia la capacit\u00e0 delle reti antiche di trasferire beni attraverso numerosi intermediari.<\/p>\n<p>Tra le opere documentate nella presentazione di <strong>Fondazione Prada Global Antiquity<\/strong> compaiono anche una statua bronzea di uomo con corazza e mantello, proveniente dall&#8217;Arabia meridionale e datata al I secolo d.C., appartenente alla collezione al-Sabah in Kuwait, e un cammeo dedicato al sovrano sasanide Shapur I, conservato alla Biblioth\u00e8que nationale de France di Parigi.<\/p>\n<p>Quest&#8217;ultimo, realizzato dopo il 260 d.C., richiama la vittoria del sovrano persiano sull&#8217;imperatore romano Valeriano. Il suo inserimento nel progetto consente di affrontare anche la dimensione politica delle relazioni tra culture antiche, caratterizzate da rapporti diplomatici, conflitti e competizione per il controllo dei territori e delle rotte commerciali.<\/p>\n<h2>Le connessioni del mondo antico oltre le tradizionali Vie della Seta<\/h2>\n<p>Uno degli aspetti centrali della mostra riguarda il superamento di una rappresentazione troppo lineare degli scambi tra Oriente e Occidente. Le cosiddette Vie della Seta descrivono un insieme di itinerari terrestri e marittimi, ma non esauriscono la complessit\u00e0 dei collegamenti sviluppatisi tra le diverse regioni dell&#8217;Eurasia.<\/p>\n<p>Le merci potevano attraversare pi\u00f9 territori prima di raggiungere la destinazione finale. Il loro trasferimento coinvolgeva mercanti, intermediari e comunit\u00e0 differenti, ciascuno inserito in sistemi economici e politici specifici. Anche le idee religiose, le conoscenze tecniche e le rappresentazioni artistiche potevano seguire percorsi articolati.<\/p>\n<p>La ricerca alla base di <strong>Fondazione Prada Global Antiquity<\/strong> considera queste relazioni come una rete di contatti che cambiava nel tempo. Un manufatto rinvenuto lontano dal proprio territorio d&#8217;origine pu\u00f2 indicare uno scambio commerciale, ma la sua interpretazione richiede di considerare anche il contesto archeologico, la datazione e le modalit\u00e0 della sua circolazione.<\/p>\n<p>La distinzione \u00e8 rilevante perch\u00e9 oggetti simili non dimostrano automaticamente contatti diretti tra le societ\u00e0 che li hanno prodotti. Le analogie stilistiche possono derivare da molteplici processi, tra cui l&#8217;imitazione di modelli diffusi attraverso territori intermedi.<\/p>\n<p>La mostra affronta cos\u00ec il tema dell&#8217;ibridazione culturale, cio\u00e8 l&#8217;incontro e la trasformazione di elementi provenienti da tradizioni differenti. Nell&#8217;arte antica questi fenomeni possono manifestarsi attraverso l&#8217;adozione di motivi decorativi stranieri, la reinterpretazione di immagini religiose o l&#8217;impiego di tecniche originarie di altre aree geografiche.<\/p>\n<p>L&#8217;attenzione si concentra quindi sui singoli manufatti e sulle informazioni storiche che permettono di collocarli all&#8217;interno di relazioni pi\u00f9 ampie, evitando di presentare il passato come un insieme di civilt\u00e0 completamente isolate.<\/p>\n<h2>Salvatore Settis e l&#8217;allestimento progettato da Rem Koolhaas<\/h2>\n<p>La curatela di Salvatore Settis, Anna Anguissola e Chiara Ballestrazzi collega la ricerca storico-archeologica a un progetto espositivo pensato per rendere comprensibili i rapporti tra oggetti provenienti da contesti differenti.<\/p>\n<p>Il contributo architettonico \u00e8 affidato a Rem Koolhaas, con Giulio Margheri e il gruppo di lavoro AMO\/OMA. L&#8217;allestimento occupa il piano terra del Podium, uno degli spazi principali della Fondazione Prada di Milano.<\/p>\n<p>Il progetto prevede una successione di nuclei espositivi dedicati a storie specifiche. I manufatti sono presentati attraverso supporti in metallo e fibra di vetro, organizzati secondo relazioni di convergenza, simmetria e intersezione.<\/p>\n<p>La disposizione risponde direttamente all&#8217;impostazione scientifica della mostra. Invece di ricorrere esclusivamente a una sequenza cronologica, il percorso intende mettere in relazione opere che permettono di individuare collegamenti tra aree geografiche e societ\u00e0 differenti.<\/p>\n<p>Per <strong>Fondazione Prada Global Antiquity<\/strong>, lo spazio espositivo assume quindi una funzione interpretativa: la vicinanza tra alcuni oggetti e il confronto tra altri contribuiscono a evidenziare analogie, differenze e possibili percorsi di circolazione culturale.<\/p>\n<p>L&#8217;architettura accompagna la ricerca senza sostituirsi alla documentazione archeologica. Le relazioni proposte dal percorso devono infatti essere comprese attraverso la storia dei singoli manufatti, la loro provenienza e le informazioni disponibili sulla loro produzione e diffusione.<\/p>\n<h2>Una ricerca sull&#8217;antichit\u00e0 iniziata nel 2015<\/h2>\n<p>Global Antiquity prosegue un programma di ricerca che Fondazione Prada ha sviluppato attraverso diverse esposizioni dedicate all&#8217;arte antica e alla sua interpretazione contemporanea.<\/p>\n<p>Nel 2015 le mostre <em>Serial Classic<\/em> e <em>Portable Classic<\/em>, presentate rispettivamente a Milano e Venezia, avevano affrontato il rapporto tra originalit\u00e0, riproduzione e serialit\u00e0 nell&#8217;arte classica. I progetti erano curati da Salvatore Settis, con Anna Anguissola per l&#8217;esposizione milanese e Davide Gasparotto per quella veneziana.<\/p>\n<p>Nel 2022 <em>Recycling Beauty<\/em>, curata da Settis e Anguissola con Denise La Monica, aveva approfondito il riutilizzo di opere e materiali dell&#8217;antichit\u00e0 greca e romana dal Medioevo al Barocco.<\/p>\n<p>La nuova esposizione amplia questa prospettiva. Al centro non si trovano pi\u00f9 soltanto la riproduzione delle opere o la loro trasformazione attraverso i secoli, ma la circolazione di oggetti e immagini tra societ\u00e0 appartenenti a territori diversi.<\/p>\n<p>Il confronto tra culture antiche introduce inoltre una questione attuale per gli studi storici: quanto le identit\u00e0 artistiche e culturali siano state influenzate dai rapporti con altre popolazioni.<\/p>\n<p>La globalit\u00e0 del mondo antico non coincide con quella contemporanea. Le distanze richiedevano tempi di percorrenza molto lunghi, le infrastrutture erano differenti e gli scambi interessavano territori collegati da condizioni politiche e geografiche mutevoli. La ricostruzione di queste reti permette per\u00f2 di riconoscere quanto fossero estesi alcuni sistemi di relazioni gi\u00e0 in epoche precedenti alla modernit\u00e0.<\/p>\n<h2>Date, biglietti e informazioni per visitare la mostra a Milano<\/h2>\n<p>La mostra <strong>Fondazione Prada Global Antiquity<\/strong> sar\u00e0 aperta al pubblico da gioved\u00ec 5 novembre 2026 a luned\u00ec 1\u00b0 marzo 2027. L&#8217;anteprima per la stampa \u00e8 prevista mercoled\u00ec 4 novembre.<\/p>\n<p>L&#8217;esposizione si terr\u00e0 nel Podium della sede milanese di Fondazione Prada, in Largo Isarco 2, nella zona sud della citt\u00e0.<\/p>\n<p>Gli orari ordinari degli spazi espositivi sono dalle 10 alle 19, dal luned\u00ec alla domenica, con chiusura il marted\u00ec. L&#8217;ultimo accesso \u00e8 previsto alle 18.<\/p>\n<p>Il <strong>biglietto intero costa 15 euro<\/strong> e permette di visitare la sede di Milano e l&#8217;Osservatorio di Fondazione Prada, situato in Galleria Vittorio Emanuele II, nell&#8217;arco di 30 giorni. Sono previste riduzioni a 12 euro per studenti fino a 26 anni, visitatori sopra i 65 anni e titolari di alcune convenzioni, oltre a condizioni agevolate per specifiche categorie di residenti e studenti del Comune di Milano.<\/p>\n<p>L&#8217;ingresso \u00e8 gratuito per i minori di 18 anni, le persone con disabilit\u00e0 e altre categorie indicate dal regolamento della Fondazione. L&#8217;acquisto online comporta un costo aggiuntivo di prevendita di un euro per biglietto a pagamento. La prenotazione prevede una data e una fascia oraria di accesso e i titoli acquistati non sono modificabili n\u00e9 rimborsabili.<\/p>\n<p>La sede \u00e8 raggiungibile con la metropolitana M3, scendendo alla fermata Lodi T.I.B.B., oppure con il tram 24, alla fermata di via Ripamonti e via Lorenzini. \u00c8 disponibile anche l&#8217;autobus 65, con fermata in Largo Isarco. Per i visitatori che arrivano in automobile \u00e8 previsto un parcheggio gratuito con 75 posti, accessibile da Largo Isarco 1.<\/p>\n<p>Per gruppi e visite guidate sono disponibili modalit\u00e0 di prenotazione dedicate. Le visite con guida della Fondazione hanno generalmente una durata di un&#8217;ora e devono essere richieste in anticipo.<\/p>\n<p>L&#8217;apertura di Global Antiquity coincide inoltre con gli ultimi giorni di <em>Over, under and in between<\/em>, il progetto di Mona Hatoum ospitato negli spazi della Cisterna fino al 9 novembre 2026. Nei primi giorni di novembre sar\u00e0 quindi possibile trovare nella sede milanese due esposizioni dedicate a periodi e linguaggi artistici molto differenti, entrambe inserite nel programma culturale 2026 della Fondazione.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una statuetta d&#8217;avorio realizzata nel subcontinente indiano e ritrovata a Pompei, prima che l&#8217;eruzione del Vesuvio del 79 d.C. seppellisse la citt\u00e0 romana, racconta una storia di commerci e contatti tra territori lontanissimi. \u00c8 uno degli oggetti scelti per Global Antiquity, la mostra che aprir\u00e0 il 5 novembre 2026 alla Fondazione Prada di Milano, con [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":4607,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[4],"tags":[],"class_list":["post-4606","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-vivere-milano"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4606","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4606"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4606\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4608,"href":"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4606\/revisions\/4608"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4607"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4606"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4606"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4606"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}