{"id":4395,"date":"2026-04-28T10:12:31","date_gmt":"2026-04-28T08:12:31","guid":{"rendered":"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/?p=4395"},"modified":"2026-09-08T18:05:34","modified_gmt":"2026-09-08T16:05:34","slug":"forum-casa-2026-a-milano","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/forum-casa-2026-a-milano\/","title":{"rendered":"Forum Casa 2026 a Milano: l\u2019abitare pubblico entra nel cuore dell\u2019agenda urbana"},"content":{"rendered":"\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il\u00a0<strong>Forum Casa 2026<\/strong>\u00a0arriva a Milano in un momento in cui il tema dell\u2019abitare non pu\u00f2 pi\u00f9 essere letto soltanto come emergenza sociale. La casa, oggi, \u00e8 diventata una questione economica, urbana, produttiva e perfino competitiva. Incide sulla possibilit\u00e0 di accettare un lavoro, frequentare un\u2019universit\u00e0, costruire una famiglia, aprire un\u2019attivit\u00e0, restare in citt\u00e0 o spostarsi ogni giorno da comuni sempre pi\u00f9 lontani. Dal 28 al 30 aprile, tra Palazzo Marino e BASE Milano, il confronto promosso dal Comune mette insieme istituzioni, tecnici, accademici, sindacati, amministratori <a class=\"linkinternal\" href=\"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/nuovi-locali-a-milano-i-format-ibridi-che-stanno-cambiando-la-ristorazione\/\">locali<\/a> e soggetti del terzo settore. Non \u00e8 un dettaglio formale: significa riconoscere che il problema della casa non riguarda soltanto chi \u00e8 in lista per un alloggio popolare, ma anche chi lavora, studia, paga un affitto di mercato e vede assottigliarsi ogni margine di scelta.\u00a0<\/p>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\"><strong>Milano resta una citt\u00e0 attrattiva, ma proprio questa attrattivit\u00e0 rischia di diventare fragile se la permanenza diventa possibile solo per una fascia ristretta di popolazione.<\/strong>\u00a0Il nodo, quindi, non \u00e8 stabilire se Milano sia cara. Lo \u00e8. Il punto \u00e8 capire se pu\u00f2 continuare a crescere senza espellere studenti, giovani lavoratori, famiglie con redditi medi, personale dei servizi, insegnanti, infermieri, impiegati, artigiani e professionisti non ad alto reddito. \u00c8 qui che il Forum assume un valore politico e urbano: porta la casa dentro l\u2019agenda della citt\u00e0 reale, quella che ogni mattina tiene insieme lavoro, <a class=\"linkinternal\" href=\"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/mobilita-sostenibile-a-milano\/\">mobilit\u00e0<\/a>, quartieri, trasporti, welfare e mercato immobiliare.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">La casa come infrastruttura urbana, non solo come bene privato<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Per anni Milano ha raccontato la propria trasformazione attraverso cantieri, rigenerazioni, nuove sedi aziendali, universit\u00e0 internazionali, grandi eventi e quartieri diventati simbolo di modernit\u00e0. \u00c8 una parte vera della storia. Ma accanto a questa immagine esiste un\u2019altra Milano, meno fotografata e molto pi\u00f9 concreta: quella in cui il costo dell\u2019abitare cresce pi\u00f9 velocemente dei salari, l\u2019affitto assorbe una quota sempre pi\u00f9 pesante del reddito e la distanza tra luogo di vita e luogo di lavoro si allunga. Il terzo rapporto dell\u2019Osservatorio Casa Abbordabile, realizzato in partnership con il Dipartimento di Architettura e Studi Urbani del Politecnico di Milano, ha messo in evidenza un dato centrale: la crisi dell\u2019abbordabilit\u00e0 non riguarda pi\u00f9 solo il perimetro comunale, ma l\u2019intera regione urbana. In alcuni casi, considerando casa e trasporti, il peso complessivo pu\u00f2 arrivare fino al 60% del reddito. \u00c8 un dato che cambia la prospettiva. Non si parla pi\u00f9 soltanto di canoni alti, ma di&nbsp;<strong>un costo urbano complessivo<\/strong>&nbsp;che comprende affitto, tempo di spostamento, abbonamenti, carburante, energia, servizi, distanza dai luoghi di studio e lavoro. Una citt\u00e0 pu\u00f2 avere buone opportunit\u00e0 professionali, ma se raggiungerle richiede due ore al giorno e una quota eccessiva dello stipendio, quell\u2019opportunit\u00e0 perde valore. Per questo la casa diventa infrastruttura: come una linea metropolitana, una scuola, un ospedale o una rete digitale. Senza abitazioni accessibili, anche il mercato del lavoro si inceppa, i quartieri si svuotano di residenti stabili e la citt\u00e0 diventa pi\u00f9 brillante in superficie, ma meno solida nella sua vita quotidiana.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Affitti, studenti e lavoratori: il rischio di una citt\u00e0 selettiva<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il punto pi\u00f9 delicato riguarda la fascia intermedia della popolazione, quella che spesso resta fuori sia dall\u2019edilizia residenziale pubblica sia dal mercato privato sostenibile. Non \u00e8 abbastanza fragile per accedere facilmente a una casa popolare, ma non \u00e8 abbastanza forte economicamente per reggere affitti da centro metropolitano. In questa zona grigia si trovano molti giovani lavoratori, studenti fuori sede, coppie appena formate, persone separate, famiglie monoreddito, dipendenti dei servizi essenziali e lavoratori della cultura, della ristorazione, del commercio e della cura. Milano attira universit\u00e0, imprese, turismo, fiere, finanza, moda, tecnologia. Ma questa capacit\u00e0 di attrazione produce domanda abitativa e spinge verso l\u2019alto i canoni, soprattutto nelle aree ben collegate. Il risultato \u00e8 una citt\u00e0 che rischia di selezionare non solo in base al merito, alla competenza o al progetto di vita, ma in base alla capacit\u00e0 di sostenere un affitto.&nbsp;<strong>Quando una stanza o un <a class=\"linkinternal\" href=\"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/piccolo-teatro-strehler\/\">piccolo<\/a> appartamento diventano incompatibili con uno stipendio ordinario, la citt\u00e0 perde una parte della propria energia sociale.<\/strong>&nbsp;Non perde solo residenti: perde relazioni, prossimit\u00e0, tempo, disponibilit\u00e0 a partecipare alla vita dei quartieri. Il tema degli studenti \u00e8 emblematico. Una citt\u00e0 universitaria competitiva deve attrarre talenti, ma deve anche permettere loro di restare. Se lo studio a Milano diventa sostenibile solo con un forte sostegno familiare, l\u2019accesso alla formazione si restringe. Lo stesso vale per il lavoro: un\u2019impresa pu\u00f2 trovare pi\u00f9 difficile assumere se i lavoratori non riescono ad abitare vicino o almeno in modo ragionevolmente collegato al posto di lavoro. Il&nbsp;<strong>Forum Casa 2026<\/strong>&nbsp;serve anche a questo: mettere in relazione casa, lavoro e formazione, superando l\u2019idea che siano capitoli separati.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Case popolari, alloggi sfitti e patrimonio pubblico: la sfida della manutenzione<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il patrimonio pubblico rappresenta uno dei nodi pi\u00f9 concreti della discussione. Milano dispone, tra Comune e Aler, di un numero rilevante di alloggi di edilizia residenziale pubblica, ma il problema non \u00e8 soltanto la quantit\u00e0 nominale delle case. Conta la loro effettiva disponibilit\u00e0, lo stato manutentivo, la rapidit\u00e0 delle assegnazioni, la capacit\u00e0 di rimettere in circolo gli alloggi sfitti, la qualit\u00e0 degli edifici e dei servizi nei quartieri popolari. L\u2019assessore all\u2019Edilizia Residenziale Pubblica Fabio Bottero ha richiamato pi\u00f9 volte la necessit\u00e0 di lavorare sia sull\u2019hardware sia sul software: da una parte riqualificazioni strutturali, manutenzioni, efficientamento energetico; dall\u2019altra accompagnamento sociale, cultura, presidi territoriali, cura delle comunit\u00e0 che abitano i caseggiati. \u00c8 una distinzione utile perch\u00e9 evita una lettura povera del tema. Una casa popolare non \u00e8 solo una porta da assegnare. \u00c8 un pezzo di quartiere, una relazione condominiale, un costo energetico, un ascensore che deve funzionare, un cortile, una rete di vicinato, una scuola vicina, un autobus che passa con regolarit\u00e0.&nbsp;<strong>Il piano \u201cZero Alloggi Sfitti\u201d, con risorse destinate alla riqualificazione di unit\u00e0 non utilizzabili, indica una direzione concreta: recuperare ci\u00f2 che gi\u00e0 esiste prima ancora di consumare nuovo suolo o immaginare solo nuove costruzioni.<\/strong>&nbsp;Naturalmente non basta. La manutenzione del patrimonio pubblico richiede continuit\u00e0 finanziaria, tempi amministrativi compatibili con l\u2019urgenza sociale e una governance capace di coordinare Comune, Regione, gestori, inquilini, imprese e terzo settore. La casa pubblica, se ben gestita, non \u00e8 un residuo assistenziale: \u00e8 uno strumento di stabilit\u00e0 urbana.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Abitare accessibile e mercato immobiliare: la fascia che Milano non pu\u00f2 perdere<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Accanto alla casa popolare serve un grande lavoro sull\u2019abitare accessibile. \u00c8 il terreno pi\u00f9 difficile, perch\u00e9 si colloca tra pubblico e mercato, tra diritto sociale e sostenibilit\u00e0 economica degli interventi. I bandi per abitazioni a canone calmierato, l\u2019agenzia Milano Abitare, i progetti per lavoratori e le iniziative di partenariato con fondazioni e soggetti privati provano a rispondere a una domanda crescente: offrire canoni pi\u00f9 bassi del libero mercato a persone che hanno un reddito, ma non sufficiente per sostenere i prezzi attuali. Qui si gioca una parte della competitivit\u00e0 milanese. Una citt\u00e0 che vuole restare internazionale non pu\u00f2 vivere soltanto di residenze di lusso, <a class=\"linkinternal\" href=\"https:\/\/www.milano-business.com\/magazine\/affitti-brevi-a-milano-nel-2026\/\">affitti brevi<\/a> e alloggi per redditi molto alti. Ha bisogno di insegnanti, tecnici, personale sanitario, addetti alla logistica, ricercatori, creativi, camerieri, educatori, impiegati, piccoli imprenditori. Ha bisogno di persone che non attraversino Milano solo come consumatori o pendolari, ma la abitino davvero.&nbsp;<strong>L\u2019abitare accessibile non \u00e8 una concessione al disagio: \u00e8 una politica industriale indiretta.<\/strong>&nbsp;Se il costo della casa rende pi\u00f9 difficile assumere, trattenere talenti e garantire servizi, il problema ricade anche sulle imprese. Se i lavoratori si spostano sempre pi\u00f9 lontano, aumentano pressione sui trasporti, tempi morti, stress, assenze, costi ambientali. Se i quartieri diventano troppo omogenei dal punto di vista economico, si riduce quella mescolanza sociale che ha sempre reso Milano una citt\u00e0 produttiva, mobile e pragmatica. Il mercato immobiliare, lasciato da solo, tende a privilegiare la massima redditivit\u00e0. La politica urbana deve invece costruire convenienze diverse, capaci di rendere appetibile anche l\u2019affitto stabile, il canone concordato, il recupero dell\u2019esistente e la residenza di lungo periodo.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Quartieri, mobilit\u00e0 e welfare urbano: dove la crisi abitativa diventa visibile<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">La crisi della casa non si manifesta solo nei contratti d\u2019affitto. Si vede nei quartieri che cambiano troppo rapidamente, nelle famiglie che lasciano la citt\u00e0, nei giovani che condividono appartamenti oltre il tempo desiderato, negli anziani che restano soli in edifici da riqualificare, nei pendolari che vivono lontano perch\u00e9 vicino non possono permetterselo. Si vede nella mobilit\u00e0 quotidiana, quando la distanza tra abitazione e lavoro diventa una tassa nascosta pagata in tempo, energia e qualit\u00e0 della vita. Si vede nel welfare, perch\u00e9 una famiglia sotto pressione abitativa chiede pi\u00f9 sostegno, rinvia spese, riduce consumi, fatica a programmare. Per questo il&nbsp;<strong>Forum Casa 2026<\/strong>&nbsp;ha senso se viene letto come un passaggio dentro una strategia pi\u00f9 ampia: casa, trasporti, lavoro, scuola, sanit\u00e0 territoriale e commercio di prossimit\u00e0 devono essere trattati come parti dello stesso sistema. Una casa a canone sostenibile in un quartiere isolato, senza servizi e con collegamenti deboli, risolve solo met\u00e0 del problema. Allo stesso modo, una nuova linea di trasporto pu\u00f2 migliorare la vita quotidiana, ma rischia anche di aumentare i valori immobiliari se non accompagnata da politiche abitative. Milano conosce bene questo meccanismo: ogni miglioramento urbano genera valore, ma la domanda decisiva \u00e8 chi riesce a beneficiarne.&nbsp;<strong>La vera sfida \u00e8 trasformare la crescita urbana in permanenza, non in sostituzione continua.<\/strong>&nbsp;I Municipi, da questo punto di vista, hanno un ruolo prezioso perch\u00e9 intercettano i problemi prima che diventino statistiche: alloggi vuoti, scale degradate, famiglie in difficolt\u00e0, nuove pressioni sugli affitti, esigenze degli studenti, convivenze fragili, spazi pubblici sottoutilizzati. Una politica della casa efficace deve partire anche da questa conoscenza ravvicinata.<\/p>\n\n\n\n<h2 class=\"wp-block-heading\">Il valore del Forum Casa 2026 e il limite dei convegni<\/h2>\n\n\n\n<p class=\"wp-block-paragraph\">Il merito del Forum \u00e8 portare in pubblico una verit\u00e0 ormai evidente: l\u2019abitare non \u00e8 un settore tecnico per addetti ai lavori, ma una condizione di base per il funzionamento della citt\u00e0. La presenza di altri Comuni e il richiamo a una dimensione metropolitana indicano che Milano non pu\u00f2 risolvere da sola un problema che supera i suoi confini amministrativi. Chi non trova casa in citt\u00e0 cerca nell\u2019hinterland, ma questa scelta sposta il peso su trasporti, tempi di vita e comuni limitrofi. Il rischio \u00e8 creare una regione urbana in cui il centro concentra opportunit\u00e0 e valore, mentre le periferie esterne assorbono i costi sociali della distanza. Per evitarlo servono politiche coordinate, risorse nazionali, strumenti fiscali, regole sugli affitti, recupero del patrimonio pubblico, incentivi alla locazione stabile, student housing accessibile, edilizia sociale e una visione meno episodica. Il limite, naturalmente, \u00e8 che un forum non costruisce case e non abbassa gli affitti il giorno dopo. Produce diagnosi, relazioni, pressione istituzionale, orientamento politico. Ma il passaggio decisivo sar\u00e0 misurabile solo nei prossimi mesi: quanti alloggi verranno recuperati, quanti bandi saranno effettivamente accessibili, quante famiglie usciranno dall\u2019emergenza, quanti lavoratori potranno abitare a una distanza ragionevole dal proprio impiego, quanti studenti non dovranno rinunciare a Milano per ragioni economiche. Il giudizio personale, da osservatore della citt\u00e0, \u00e8 netto:&nbsp;<strong>Milano non deve scegliere tra crescita e inclusione abitativa, perch\u00e9 senza inclusione abitativa anche la crescita diventa meno credibile.<\/strong>&nbsp;Il pro del Forum Casa 2026 \u00e8 avere rimesso ordine nel dibattito, collegando casa, lavoro, quartieri e competitivit\u00e0. Il contro \u00e8 il rischio consueto delle grandi agende urbane: dire cose giuste senza trasformarle abbastanza in cantieri, alloggi, contratti e vite quotidiane meno precarie. La partita vera comincia dopo il Forum.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il\u00a0Forum Casa 2026\u00a0arriva a Milano in un momento in cui il tema dell\u2019abitare non pu\u00f2 pi\u00f9 essere letto soltanto come emergenza sociale. La casa, oggi, \u00e8 diventata una questione economica, urbana, produttiva e perfino competitiva. 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